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“Ricostruiamo?”, la presidente Marini: “Fondamentale rilanciare l’economia”

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“Ricostruiamo?”, la presidente Marini: “Fondamentale rilanciare l’economia”

Redazione politica
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Un momento dell'incontro

SPOLETO – L’iniziativa “Ricostruiamo?”, promossa da Cgil Cisl e Uil presso l’hotel Albornoz di Spoleto (circa 200 partecipanti) è stata coordinata da Claudio Bendini, segretario generale della Uil dell’Umbria. In apertura, la proiezione del video “Mi vedrai correre” realizzato dalla casa di produzione indipendente Stairway Production di Spoleto (regia di Duccio Brunetti, con Mirco Peruzzi, Diletta Masetti, Nicolò Marchi, Pietro Romitelli, Alessandro Elisei, Nicolas Mari, Riccardo Pompili e Jacopo Fioretti).  La relazione unitaria è stata svolta da Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia. A seguire, gli interventi delle associazioni datoriali (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Confprofessioni, Ance, Cassa Edile, Lega Coop, Confesercenti, Coldiretti). E poi quelli delle istituzioni, il vice prefetto di Perugia, Tiziana Tombesi, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e il commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani. L’intervento conclusivo è stato di Pierpaola Pietrantozzi, segretaria regionale Cisl Umbria.

I sindacati “A quattro mesi dal sisma di ottobre, possiamo dire di essere ancora nella fase dell’emergenza”: parte da questa considerazione preoccupata l’analisi di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria che oggi, 13 febbraio 2017, hanno chiamato a raccolta istituzioni, associazioni datoriali e cittadinanza a Spoleto, per fare il punto sulla situazione delle aree colpite dai terremoti del 2016 e avanzare proposte per delineare una strategia condivisa di rilancio territoriale. I tre sindacati umbri hanno presentato alla presidente della Regione Catiusica Marini e al commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, il punto di vista del mondo del lavoro, che rivendica un ruolo centrale nella ricostruzione, “che non è solo quella degli edifici, ma è prima di tutto sociale ed occupazionale”. Nella relazione unitaria Cgil, Cisl e Uil sono partite dalle criticità e dai ritardi, sottolineando come la ricostruzione sembri ancora “ben lontana dall’iniziare”, con molti cittadini che “si sono affidati all’iniziativa autonoma” e “la consegna dei containers collettivi che è rallentata”, tanto che “dei dodici previsti per Norcia e Cascia ne sono stati consegnati meno della metà”. Per non parlare della viabilità, “che ha mostrato tutta la sua fragilità, e rischia di penalizzare ulteriormente tutta la zona del cratere, per il prossimo futuro”. Altro aspetto preoccupante, secondo Cgil, Cisl e Uil, è quello dello spopolamento, “fenomeno testimoniato anche dai dati sulla frequenza scolastica, in netto calo rispetto all’anno precedente”. Anche da un punto di vista economico le preoccupazioni dei tre sindacati umbri sono forti: praticamente tutti i settori sono stati interessati, dall’agroalimentare al turismo, dal pubblico impiego al sistema del credito e via dicendo. Da qui l’appello rivolto al sistema imprenditoriale, presente all’iniziativa di Spoleto con le principali associazioni datoriali umbre: “Se imprenditori sono disponibili a ricostruire muri, che si faccia anche lo sforzo di ricostruire lavoro nelle aree del sisma”. Importante, secondo Cgil, Cisl e Uil anche fare tesoro dell’esperienza del sisma del 1997. In particolare alcuni aspetti specifici: il Durc con congruità (documento unico di regolarità contributiva), che ha permesso una ricostruzione senza morti sul lavoro e limitato fortemente le infiltrazioni del malaffare, oltre ad una spesa finale inferiore a quella preventivata.  “Dopo il ‘97 oltre 16mila cantieri aperti hanno permesso di far rientrare nelle loro case oltre 22mila persone che erano rimaste senza tetto – hanno ricordato i sindacati – ovviamente il sistema economico e sociale odierno è ben diverso da quello di allora e questo ci costringe a contestualizzare con attenzione gli strumenti per la ricostruzione”. Di qui la richiesta rivolta in particolare al commissario Errani: “Chiediamo urgentemente tavoli territoriali specifici, anche di settore, perché non è possibile che la gestione resti in capo alle sole istituzioni centrali”.  Insomma, per Cgil, Cisl e Uil la via di uscita “deve essere necessariamente quella di ridare voce a livello locale”.

Le parole della presidente “Accanto alla gestione dell’emergenza, all’avvio della ricostruzione, dobbiamo lavorare – in parallelo – ad un ‘progetto socio-economico’ per favorire la ripartenza dell’economia regionale, che guardi ai territori più direttamente colpiti dagli eventi sismici, ma anche a tutta l’Umbria. Alcuni comparti, come quello turistico, hanno infatti subito, e stanno subendo, gravi danni indiretti”. E’ quanto ha sostenuto la presidente Catiuscia Marini, intervenuta all’incontro promosso dalle organizzazioni sindacali. Secondo la presidente “sarà fondamentale ricostruire non solo fisicamente gli edifici e le aziende danneggiate dal terremoto, ma anche il tessuto economico sia della Valnerina, sia delle altre aree della regione che, a causa dei ripetuti eventi sismici, stanno registrando pesantissime perdite economiche. Per ciò dobbiamo poter mettere in campo, da subito, misure immediate di sostegno economico per quei soggetti che hanno subito danni diretti e per i settori che stanno subendo danni indiretti. Per ciò che riguarda, poi, il tema relativo a minori tasse e tributi è necessaria una interlocuzione con Governo e Parlamento, dato che in questo caso saranno necessarie le relative coperture finanziarie”. La presidente Marini ha quindi ricordato come “già nelle settimane passate ho posto la questione del riconoscimento del ‘danno indiretto’ e il nostro impegno è quello di proseguire in questo lavoro affinché si possano trovare, d’intesa con lo Stato, le risposte adeguate”. L’altro asse di questo ‘progetto socio-economico’ è quello del rilancio dell’immagine dell’Umbria che viene purtroppo associata nella sua interezza ai luoghi del sisma, pur non avendo la stragrande maggioranza del territorio regionale subito alcun danno: “come Regione – ha aggiunto Marini – stiamo lavorando ad un pacchetto di azioni ed iniziative di promozione dell’Umbria, ma per far questo abbiamo l’oggettiva necessità che si esaurisca la fase acuta della crisi sismica”. “Vorrei anche ricordare il fatto che oggi abbiamo un quadro normativo, dai decreti alle ordinanze commissariali, e finanziario che, a differenza del passato, consente a soli pochi mesi dall’inizio della crisi sismica, di poter avviare immediatamente la ricostruzione a ‘burocrazia zero’ ed avendo la certezza della disponibilità della risorse. Tutto ciò – ha concluso – per contrastare il rischio dello spopolamento di queste aree e dell’indebolimento del tessuto sociale ed economico”.

Errani Il commissario per la ricostruzione ha detto: “Potete anche prendervela con la politica, ma se vogliamo ricostruire bisogna farlo insieme: istituzioni, forze economiche e cittadini. Trovare qualcuno a cui dare la colpa non risolve il problema. Ci vuole un sussulto di comunità e di disponibilità ad assumersi reciprocamente delle responsabilità, altrimenti non ce la faremo.Ricostruire il territorio significa non solo rimettere le pietre ma anche creare un nuovo modello di crescita e sviluppo, costruire prospettive, oggi e domani”. Errani ha quindi annunciato l’emanazione, entro 10 giorni, dell’ordinanza per la ricostruzione pesante, slittata a seguito delle ultime scosse

Sindaco Cardarelli “La situazione a Spoleto dopo gli eventi sismici è ancora molto difficile, con 2.400 sopralluoghi da effettuare e 850 cittadini fuori casa che, se dovessimo continuare a riscontrare i danni registrati fin qui, possono arrivare a 1.200”, queste le parole del primo cittadino della città del Festival. “Ad oggi non sappiamo ancora come e quando potremo affrontare le problematiche legate agli interventi. Abbiamo chiese, palazzi storici, il centro congressuale del Complesso Monumentale di San Nicolò e la Basilica di San Salvatore patrimonio Unesco ancora inutilizzabili: vi garantisco che amministrare una città in queste condizioni è difficilissimo.
Le modalità di ricostruzione in Umbria dopo il terremoto del 1997 sono state un modello da esportare, perché l’autonomia che veniva concessa permetteva di rispondere in maniera più efficace e puntuale alle esigenze del territorio. Da parte nostra c’è sempre la massima disponibilità a collaborare per la ricostruzione, ma servono regole più agili. Ad esempio non si capisce qual è l’istituto giuridico che permette di differenziare le misure di sostegno al reddito e alle imprese sulla base del numero di abitanti, penalizzando città come Spoleto che ne hanno più di 30.000”. Il Sindaco, che al termine del convegno ha consegnato al Commissario Errani un report riepilogativo della situazione post terremoto a Spoleto, ha fatto il punto anche sui danni indiretti. “A partire da settembre nelle strutture ricettive, sia alberghiere che extra alberghiere, è stato registrato un calo crescente delle prenotazioni e, conseguentemente, una fortissima diminuzione degli arrivi. Si è passati da un -17.68% del mese di settembre, ad un picco pari a -43,10% di dicembre.  L’impatto del terremoto sui flussi turistici ha avuto ripercussioni negative anche per quanto riguarda il numero dei visitatori nei musei della Città – ha aggiunto il Sindaco Cardarelli – facendo registrare una flessione che, nel periodo natalizio, ha superato in alcuni casi il 70%. A questo si è aggiunta l’impossibilità di garantire alcuni spazi inizialmente destinati all’organizzazione di eventi culturali e sportivi che, a partire dal mese di novembre gli organizzatori sono stati costretti ad annullare. Questo a dimostrazione che, oltre al danno materiale, la città sta subendo un contraccolpo pesantissimo in termini di mancate prenotazioni e presenze. Auspichiamo quindi l’istituzione del risarcimento del danno indiretto, affinché le attività danneggiate dal punto di vista economico dal ripetersi degli eventi sismici possano essere sostenute”.

(Servizio in aggiornamento)

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