CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Sipario Umbria, tutti in platea con il TSU: lavori di grande qualità

Eventi Perugia Terni Cultura e Spettacolo Foligno Spoleto Narni Orvieto Amelia Trasimeno Città

Sipario Umbria, tutti in platea con il TSU: lavori di grande qualità

Redazione cultura
Condividi

foto Lanzetta - Capasso

SIPARIO UMBRIA – Gli spettacoli in scena dal 12 al 19 marzo in Umbria per le stagioni a cura del Teatro Stabile dell’Umbria. Prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale 075.57542222 – www.teatrostabile.umbria.it.

foto Lanzetta - Capasso

foto Lanzetta – Capasso

12 marzo (ore 21) al teatro Comunale di Todi Miss Marple. Siamo alla fine degli anni Quaranta, in una casa vittoriana della campagna inglese. Miss Marple è andata a trovare la sua vecchia amica Caroline, una filantropa che vive lì col terzo marito, Lewis, e vari figli e figliastri dei matrimoni precedenti. Di questa famiglia allargata, fa parte anche uno strano giovane, Edgard, che aiuta Lewis a dirigere le attività filantropiche. Il gruppo è attraversato da malumori e odi sotterranei, di cui Miss Marple si accorge ben presto. Durante un tranquillo dopocena, improvvisamente Edgard perde i nervi: pistola in pugno minaccia Lewis e lo costringe a entrare nel suo studio. Il delitto avviene sotto gli occhi terrorizzati di tutti. Ma le cose non sono come sembrano. Toccherà a Miss Marple, in attesa dell’arrivo della polizia, capire che ciò che è successo non è quello che tutti credono di aver visto. Il pubblico è stato distratto da qualcosa che ha permesso all’assassino di agire indisturbato. Come a teatro. Come in un gioco di prestigio. Adattando il romanzo, Edoardo Erba riesce a creare una commedia contemporanea, che la regia di Pierpaolo Sepe valorizza con originalità, senza intaccare l’inconfondibile spirito di Agatha Christie. I lavori della scrittrice non sono una novità per Edoardo Erba ma è stato solo con l’apporto di un’attrice del calibro di Maria Amelia Monti che è stato possibile immaginarsi di portare per la prima volta in scena la sua detective più famosa. “Ho lasciato libera Maria Amelia – dice Sepe – di inventare la ‘sua’ Marple, e quel che ne è risultato è un personaggio molto diverso dalla placida vecchina di campagna, come siamo soliti vederla. Questa Marple assomiglia molto di più a quella dei primi romanzi della Christie; più dispettosa, rustica e imprevedibile, ma sempre dotata di quella logica affilata che le permette di arrivare al cuore delle vicende. La vediamo seduta a fare la sua maglia, come chi insegue una linea di pensiero intrecciato su se stesso, per sbrogliare la matassa e ritrovare il filo della verità. Come un fool scakespeariano in continuo contrappunto con il resto dei personaggi – indaffarati a inseguire i propri affanni – Miss Marple sottolinea con ironia e leggerezza le ridicole passioni da cui nessuno è immune, restituendoci con sfrontata franchezza la natura umana per quella che è, senza lasciarsi +abbindolare dalle maschere che quotidianamente indossiamo per celarla agli occhi degli altri. Le scene, le luci, i costumi e le musiche, concorrono a costruire un thriller cupo e carico di tensione, continuamente alleggerito dall’intelligente e irresistibile ironia di Maria Amelia Monti. Bisogna veramente essere dei grandi prestigiatori per raccontare i gialli, e dove, se non a teatro – il luogo della dissimulazione per eccellenza – può riuscire il trucco più rischioso di tutti?” Scheda: di Agatha Christie, regia di Pierpaolo Sepe, adattamento dal romanzo di Edoardo Erba, con Maria Amelia Monti, Roberto Citran, Giulia Weber, Sebastiano Bottari, Marco Celli, Giulia De Luca, Stefano Guerrieri, Laura Serena, scena Luigi Ferrigno, costumi di Alessandro Lai, luci di Cesare Accetta, musiche Pierfrancesco Forni, produzione Compagnia Gli Ipocriti.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

14 marzo (ore 21) al teatro Morlacchi di Perugia Instrument Jam. Alla soglia delle cento rappresentazioni questo è lo spettacolo della Compagnia che, a 10 anni dalla creazione, ha maggiormente circuitato nel mondo e ben rappresenta l’universo del coreografo Roberto Zappalà, finalizzato a rileggere la Sicilia attraverso il suo impetuoso linguaggio scenico. In questa nuova versione vengono aggregate le diverse tappe di questo lavoro dedicate a tre diversi strumenti: il marranzano (o scacciapensieri), l’hang e i tamburi, affidati al virtuoso Puccio Castrogiovanni affiancato da un altro straordinario musicista, Arnaldo Vacca, ai tamburi e all’hang. La musica in questo spettacolo non è solo accompagnamento, ma è vero e proprio strumento d’interpretazione, per aprire strade e percorsi che la danza ci propone in maniera dolce e travolgente. In scena insieme ai musicisti i sette danzatori che interpretano con vigore e arroganza una Sicilia senza confini, dove la tradizione e il moderno si incontrano, si incrociano, si fondono. Scheda: coreografie e regia Roberto Zappalà, versione musica originale (dal vivo) Puccio Castrogiovanni, danzatori Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Gaetano Montecasino, Roberto Provenzano, Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania, ai marranzani (scacciapensieri) Puccio Castrogiovanni, tamburi e hang Arnaldo Vacca, testi Nello Calabrò, luci, scene e costumi di Roberto Zappalà, coproduzione Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza – Centro di Produzione Nazionale della Danza e Orizzonti Festival. Fondazione la compagnia zappalà danza è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo.

ascanio celestini

Il 14 marzo (ore 20.30) al teatro Sociale di Amelia e il 16 marzo (ore 21) al Politeama Clarici di Foligno Pueblo. In questo nuovo spettacolo Ascanio Celestini crea ancora una volta un ritratto dei margini della società e invita lo spettatore a identificarsi con i suoi protagonisti. Io mi chiamo Violetta. A me la cassa mi piace. Faccio la pipì prima di mettermi seduta come le bambine prima di mettersi in viaggio. Il papà e la mamma dicono “Violetta, hai fatto la pipì?” tu la fai e monti in macchina. Per cento chilometri non ti scappa. Sul seggiolino della mia cassa sono una regina in trono. I clienti depositano salami e formaggi, pasta olio burro e pizze surgelate, tranci di pesce africano e bistecche di montone americano, litri di alcol in confezioni di tutti i generi, vetro, plastica, tetrapak, alluminio. Io mi figuro che non sono i clienti, ma sudditi. Sudditi gentili che mi vengono a regalare le cose. Sudditi che dicono “Prego signora regina prenda questo baccalà congelato, questi biscotti per diabetici. Prego prenda questo vino nel tetrapak, sono tre litri, è prodotto da qualche parte in Francia o Cina. Prego…” E io dico “Grazie, grazie, grazie”. Scheda: di Ascanio Celestini, con Ascanio Celestini, Gianluca Casadei, suono Andrea Pesce, produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Fabbrica in coproduzione con Romaeuropa Festival 2017.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Il 15 e il 16 marzo (ore 21) al teatro Sergio Secci di Terni Il fronte delle donne. Lucilla Galeazzi ha ideato uno spettacolo che svela il ruolo delle donne durante il conflitto del ‘15 -’18, il più grande e devastante massacro bellico che la storia ricordi. Maria Rosaria Omaggio ha selezionato e scelto di interpretare le poesie di guerra di Ungaretti, le pagine più significative di Parla una donna – Diario di guerra di Matilde Serao e i versi femministi di un’insospettabile Ada Negri. Poi, sette voci femminili e due chitarre, attraverso narrazioni, testimonianze dirette e storiche, canti di soldati e donne, immagini di repertorio, luci e atmosfere, riportano alla luce, in modo originale e commovente, i ricordi che sono le radici della vita femminile dal 1915 in poi. Uno spettacolo emozionante per non dimenticare l’inferno di quella guerra e il totale cambiamento della società civile. Scheda: di Lucilla Galeazzi, regia di Maria Rosaria Omaggio, con Maria Rosaria Omaggio, Lucilla Galeazzi e il gruppo vocale Levocidoro, impressioni visive realizzate dal videoartista Carlo Fatigoni, produzione Associazione Culturale Cantalavita.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

16 marzo (ore 21) al teatro dell’Accademia di Tuoro sul Trasimeno Sono nato delicato. Sono Nato Delicato con Stefano Nosei non è uno spettacolo di teatro canzone, né di prosa e neanche di cabaret… è tutte queste cose insieme! Il nuovo Nosei 2.0 mantiene intatta l’ironia leggera che ha sempre accompagnato la sua comicità in musica. Sono Nato Delicato è un piccolo trattato semiserio sulla delicatezza, con racconti e canzoni scelte tra i più grandi successi della musica pop (Barbie girl, The wild boy, Sei forte papà, ecc.), ma suonati e cantati alla maniera di James Taylor, il massimo cantore del lato delicato delle cose. Un diverso stile, un altro punto di vista e il senso delle canzoni assume significati sorprendenti. Nosei coinvolge e accompagna il pubblico alla ricerca del lato delicato delle cose dove ironia e poesia possono convivere… forse. Scheda: di Alinghieri-Nosei, con Stefano Nosei, Andrea Maddalone, regia di Roberto Alinghieri, produzione Mauro Diazzi.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

17 marzo (ore 21) al teatro della Filarmonica di Corciano Rosalyn. Avvincente, comico, ricco di colpi di scena, sostenuto da una scrittura incalzante, Rosalyn è un thriller psicologico, è un gioco di specchi. Rosalyn è comico, ma all’improvviso diventa tragico. È un gioco beffardo, disperato e violento. Senza scampo. Rosalyn è una sfida, un quiz, un meccanismo che si inceppa e tutto precipita. Ciò che appare non è e ciò che è non appare. Marina Massironi e Alessandra Faiella sono due attrici straordinarie, capaci di assumersi l’onere di questa prova. Sanno creare grande empatia col pubblico e sanno allo stesso tempo spingersi nei meandri dei dettagli, nel cuore del mistero. Edoardo Erba è uno scrittore che sa rendere fluide e avvincenti le trame, credibili e forti i personaggi. Altro non si può aggiungere, sarebbe imperdonabile raccontare anche solo un particolare di quanto accade in scena. Scheda: di Edoardo Erba, con Marina Massironi, Alessandra Faiella, regia Serena Sinigaglia, assistente alla regia Mila Boeri, scenografia di Maria Spazzi, costumi di Erika Carretta, sound – light design Roberta Faiolo, produzione Nidodiragno / Coop CMC, Sara Novarese / Teatro del Buratto.

17 marzo (ore 21) al teatro Cesare Caporali di Panicale Santa Libertà. Il 21 gennaio 1961, il gruppo Directorio Revolucionario Ibérico de Liberación sequestrò il transatlantico portoghese Santa Maria che faceva rotta tra Caracas e Lisbona. Durante il suo periplo la nave fu ribattezzata Santa Liberdade. L’equipaggio era composto da marinai e da ufficiali galiziani e portoghesi. In Spagna, in quell’epoca, c’era ancora Franco e in Portogallo Salazar. I passeggeri si unirono ai sequestratori così come fece l’equipaggio. Ci sono immagini di questa storia che ci mostrano un’atmosfera tranquilla, quasi di festa. Chi sono i passeggeri del Santa Maria nell’avventura teatrale? Il pubblico stesso. Nasce la necessità di unire i due mondi: quello di dentro (la nave, il teatro) e quello di fuori (la realtà). Una finestra aperta da cui passano immagini di repertorio: noi stiamo vivendo un’avventura, un’utopia, loro, fuori, la Storia che tenta disperatamente di comprenderci. E finita l’avventura. Usciremo tutti dalla nave o dal teatro? Scheda: di e con Fabio Mangolini e Roberto Manuzzi, musiche Roberto Manuzzi, produzione Cornucopia Performing Arts Lab.

Il 18 marzo (ore 17) al teatro Cucinelli di Solomeo Il giardino giapponese. Lo spettacolo è un racconto per immagini e danza dedicato alla bellezza del giardino giapponese. Shiro, un ragazzo coraggioso, è il primo a partire dal suo piccolo villaggio di montagna per arrivare fino al mare, l’oceano… oltre non può andare. La storia, dopo un breve racconto, si trasforma in una danza, in un viaggio alla scoperta di un paesaggio che cambia al progredire del passo di un bambino. Al suo ritorno, il ragazzo non ha parole, racconta del suo viaggio meraviglioso creando un giardino. Nello spettacolo il giardino è ricostruito attraverso immagini proiettate a terra su di un grande tappeto da danza, un tappeto “magico”, sensibile al tatto. Grazie alla presenza di sensori a pressione nascosti, le immagini e i suoni si animano e i bambini sono invitati a entrare in scena ed esplorare i diversi ambienti naturali. I ragazzi giocano nel giardino e si immergono nelle sensazioni visive e sonore vissute da Shiro nel suo viaggio. Scheda: direzione artistica Davide Venturini, Francesco Gandi, coreografia Leonor Keil, Piero Leccese, danza per tre interpreti, visual design Elsa Mersi, computer engineering Rossano Monti, Martin von Günten, sound design Spartaco Cortesi, oggetti di scena Livia Cortesi, collaborazione al concept Cristina Cilli, collaborazione ai testi Stefania Zampiga, collaborazione artistica Patrizia Menichelli, Caterina Poggesi, fascia d’età a partire da 5 anni, produzione Compagnia TPO in coproduzione con Teatro Metastasio di Prato.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Il 19 marzo (ore 18.15) allo Spazio Zut di Foligno Animula. Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar è stato il testo ispiratore di questo lavoro. “La Yourcenar – spiega Daria Menichetti – s’immedesima nell’Imperatore (che a 60 anni è malato e ormai vicino alla morte) ed immagina le parole che lui stesso avrebbe potuto scrivere in una lettera, rivolta al suo successore Marco Aurelio. Il tentativo è quello di uscire il più possibile da un meccanismo di ricerca del senso narrativo. La scelta è dunque quella di togliere presenza fisica al testo, ed aprire lo spazio al corpo. M’interessa indagare come le parole del testo riverberano nella memoria della mia carne, come hanno viaggiato all’interno del mio corpo e si estrovertono attraverso di esso, come un’eco lontana. Memorie di Adriano dunque rimane solo una mia traccia interna, rimane il motore che mi muove, in un paesaggio che più che al naturalismo/realismo quotidiano, appartiene ad un luogo dell’anima. Il riverbero e l’eco della memoria di qualcosa che è già stato vissuto, fanno parte dunque della nota fondamentale di questo assolo”. Scheda: di e con Daria Menichetti, disegno luci Luca Poncetta, esecuzione sonora Francesco Manenti, foley Michele Zanni, produzione Associazione Sosta Palmizi.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere