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Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

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Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

Francesca Cecchini
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Operetta Burlesca (foto di Fabio Melotti)

SIPARIO UMBRIA – Il programma della settimana dal 30 gennaio al 5 febbraio. Informazioni e prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale 075.57542222 – www.teatrostabile.umbria.it

Lunedì 30 gennaio al Teatro Giuseppe Manini di Narni (ore 21) L’ora di ricevimento.

L'ora di ricevimento (foto ufficio stampa TSU)

L’ora di ricevimento (foto ufficio stampa TSU)

“Il professor Ardeche –  si legge in una nota di Stefano Massini – è un insegnante di materie letterarie. La sua classe si trova nel cuore dell’esplosiva banlieue di Les Izards, ai margini dell’area metropolitana di Tolosa, la scolaresca che gli è stata affidata quest’anno è ancora una volta un crogiuolo di culture e razze. Ardeche riceve le famiglie degli scolari ogni settimana, ed è attraverso un incalzante mosaico di brevi colloqui con questa umanità assortita di madri e padri, che prende vita sulla scena l’intero anno scolastico della classe Sesta sezione C. Sullo sfondo, dietro una grande vetrata, un grande albero da frutto sembra assistere impassibile all’avvicendarsi dei personaggi, al dramma dell’esclusione sociale, ai piccoli incidenti scolastici di questi giovani apprendisti della vita”. Scheda: di Stefano Massini, regia Michele Placido, con Fabrizio Bentivoglio, Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Balucani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iarlori, Balkissa Maiga, Giulia Zeetti, Marouane Zotti, scena a cura di Marco Rossi, costumi di Andrea Cavalletto, musiche originali di Luca D’Alberto, voce cantante Federica Vincenti, luci di Simone De Angelis, produzione Teatro Stabile dell’Umbria si ringrazia Fondazione Brunello e Federica Cucinelli.

Mercoledì 1 febbraio al Teatro Cucinelli di Solomeo (ore 21) Il padre.

Il padre (foto dal sito TSU)

Il padre (foto dal sito TSU)

Vincitore del prestigioso Prix Molières nel 2014, il bellissimo e toccante testo di Florian Zeller arriva sul palcoscenico del teatro Cucinelli con due straordinari protagonisti della scena italiana, Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare con sorriso e ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo colpito dal morbo di Alzheimer. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia, coinvolgendo lo spettatore con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico. Scheda: di Florian Zeller, con Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere, David Sebasti, Daniela Scarlatti, regia di Piero Maccarinelli, scene a cura di Gianluca Amodio, costumi di Alessandro Lai, disegno luci di Umile Vainieri, produzione Goldenart.

Dal 1 al 2 febbraio al Teatro Morlacchi di Perugia (ore 21) e dal 3 al 4 gennaio al Teatro Sergio Secci di Terni (ore 21) Operetta Burlesca.

Operetta Burlesca (foto di Fabio Melotti)

Operetta Burlesca (foto di Fabio Melotti)

La storia parla di Pietro, un ragazzo della provincia meridionale. Pietro è nato femmina ai piedi del Vesuvio, parla in falsetto, ha un corpo sbagliato e un animo passionale, influenzato dal vulcano. Chi nasce sotto un vulcano è dedito all’amore, sa offrirsi, come se la natura esplodesse di vita. Pietro vive coi genitori, è figlio unico, il padre l’ha messo a lavorare in una pompa di benzina, s’innamora infelicemente un sacco di volte. L’unica sua libertà è scappare a Napoli: ci va a fare shopping ma soprattutto a camminare, che bello camminare quando tutti sono troppo indaffarati per guardarti. Al suo rientro, Pietro si chiude nella sua stanza, la stessa di quand’era bambino coi poster attaccati con lo scotch, e si traveste, si mette gli abiti che si è comprato in via Duomo, calza le décolleté tacco 12, sposta i mobili, allarga lo spazio, impila il comodino sul letto, spinge nell’ angolo l’ armadio … e poi balla. Cresce ballando da solo. A 40 anni incontra il grande amore. Corrisposto. Ma resta lì paziente al paese, a casa dei genitori, e il sabato va a ballare a Napoli. Per due anni dura la storia, finché una sera Pietro conosce la verità e per salvare il suo amore prende una decisione difficile, in nome dell’ amore si esalta, intravede un futuro, fa la valigia, maltratta la madre che non l’ha mai capito. Ma non ha un bell’epilogo la sua storia. Finisce male. Pietro invecchia al paese, continua a lavorare alla pompa di benzina, la madre gli ha detto che gli amori vanno e vengono. “Ho scritto questa storia dice Emma Dante perché spero che sulle unioni omosessuali l’Italia colmi il ritardo con l’Europa. Perché detesto la repressione del vero desiderio, del talento. E non ammetto tutto questo disincanto, Pietro non ci prova neanche a scappare, del resto a 40 anni è difficile, il suo passato sfuoca, il suo futuro si accorcia. La sua delusione pian piano si trasforma in indifferenza. Ho conosciuto tanti Pietro. Non li ho mai visti ballare. Li ho sentiti monchi, stretti dalla morsa delle loro camerette condominiali. Vorrei vederli ballare, vorrei più spazio per loro. Operetta burlesca è uno spogliarello dell’anima”. Scheda: di Emma Dante, regia Emma Dante, con Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola, coreografie Davide Celona, luci Cristian Zucaro, produzione Sud Costa Occidentale. Incontri con il pubblico: giovedì 2 febbraio (ore 17.30) al Teatro Morlacchi, la Compagnia partecipa all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’Azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini. Giovedì 2 febbraio, alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale di Terni il Prof. Lorenzo Mango docente di Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, terrà un incontro dal titolo Lingua, corpo e scena, il teatro di Emma Dante.

Giovedì 2 febbraio al Teatro degli Illuminati di Città di Castello (ore 21) e venerdì 3 febbraio al Mengoni di Magione (ore 21) Classe di ferro.

Classe di ferro (foto dal sito ANSA)

Classe di ferro (foto dal sito ANSA)

Classe di ferro è incentrato sui problemi della terza età, trattati con una delicatezza e uno humour non frequenti nella nostra drammaturgia. Un affresco quanto mai attuale del mondo degli anziani, un mondo solo apparentemente semplice e spensierato, ma che, in realtà, è carico di malinconie, passioni violente, aspettative impossibili, delusioni profonde, timori e insicurezze. Una splendida parabola sulla vecchiaia, una commedia che sollecita tutta una serie di riflessioni sul destino, molto spesso crudele, dell’anziano nella nostra società. Un testo, che alternando leggerezze e ingenuità a momenti di profonda commozione, lascia una traccia profonda nello spettatore. Scheda: di Aldo Nicolaj, regia di Giovanni Anfuso, con Paolo Bonacelli, Giuseppe Pambieri, Valeria Ciangottini, scene di Alessandro Chiti, musiche di Massimiliano Pace, produzione Laros di Gino Caudai.

Venerdì 3 febbraio al Teatro Comunale Luca Ronconi di Gubbio (ore 21) Grand Suite Classique Verdiana

Grand Suite Classique Verdiana (foto dal sito TSU)

Grand Suite Classique Verdiana (foto dal sito TSU)

La vita e la produzione musicale di Giuseppe Verdi sono il leitmotiv di questo spettacolo del Balletto di Siena. Le coreografie, appositamente create sulle maggiori opere verdiane, portano in scena i personaggi legandoli alle vicende biografiche del grande Maestro, la sua formazione, il primo matrimonio, il dolore per la perdita della moglie e dei figli, l’arrivo del successo professionale, l’impegno politico e l’amore per la natura. Un Verdi uomo dell’Ottocento ma con tratti prettamente contemporanei, innovatore musicale e, al tempo stesso, esploratore della psiche umana, disegnatore attraverso le note, di caratteri e personaggi carichi di personalità. Un percorso storico, alla scoperta di una delle personalità più forti della cultura italiana, ma al tempo stesso un viaggio nella psiche dei personaggi verdiani, raffigurazione di drammi umani e politici, simbolo di un’umanità varia e poliedrica. Scheda: coreografie di Marco Batti, luci Claudia Tabbì, costumi a cura di Jasha Atelier, produzione Balletto di Siena

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