CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

Eventi Perugia Terni Cultura e Spettacolo Alta Umbria Foligno Spoleto Trasimeno Extra Città

Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

Redazione cultura
Condividi

fotografia di Tommaso Le Pera

SIPARIO UMBRIA – Una settimana ricca di spettacoli teatrali si appresta ad andare in scena in Umbria. Largo spazio alla danza con le coreografie di Fredy Franzutti, Marius Petipa, Lev Ivanov e Alexander Gorsky, il Cristo osservatore di Ascanio Celestini, un momento di confronto con l’opera di Ludovico Ariosto di Stefano Accorsi, musica e originalità con i poliedrici Oblivion, una riflessione sull’enigma della storia, attraverso il rapporto tra un uomo e una donna, con Ottavia Piccolo e la rivisitazione della Casa di bambola di Ibsen che vedrà l’atteso ritorno di Filippo Timi al Teatro Morlacchi di Perugia.

Martedì 14 e mercoledì 15 marzo alle ore 21 al Teatro Sergio Secci di Terni Le quattro stagioni.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Fredy Franzutti utilizza le stagioni, intese come mutamento climatico dell’anno solare, per riflettere sulle fasi della vita dell’uomo. Alle note di Vivaldi si alternano, in contrasto, le melodie ritmate di John Cage. Lo spettacolo, molto ricco sia dal punto di vista visivo che coreografico, ha riscosso, fin dalle prime rappresentazioni, ottimo riscontro di pubblico e lodi dalla critica. SCHEDA: coreografie Fredy Franzutti, musica Antonio Vivaldi e John Cage, scene Isabella Ducrot, poesie Wystan Hugh Auden, attore Andrea Sirianni, danzano Nuria Salado Fustè, Alessandro De Ceglia, Martina Minniti, Stefano Sacco, Federica Resta, Francesca Bruno, Alexander Yakovlev, Lucio Mautone, Francesca Raule, Ciro Iorio, Beatrice Bartolomei, Alice Leoncini, Luca Rimolo, Daniel Agudo Gallardo, produzione Balletto del Sud.

Martedì 14 e mercoledì 15 marzo alle ore 21 al Teatro Cucinelli di Solomeo Giocando con Orlando.

fotografia di Alessandro Moggi

fotografia di Alessandro Moggi

Un’inedita ballata in rime che parte dal successo dell’edizione di Furioso Orlando e raccoglie la necessità e la rinnovata sfida di provare a esplorare il testo in una direzione ancor più radicale dove l’arte sublime del giullare e dell’improvvisazione fa risuonare i corpi in scena attraversati da rime, versi, suoni, rumori trasformandoli in uno e in tutti i personaggi e nei mostri e nelle creature magiche del celebre ‘cantare’. In Giocando con Orlando Stefano Accorsi interpreta il paladino Orlando e il cantore che aggancia i vari episodi nel flusso della storia, Marco Baliani invece è un fool, un regista in scena, pronto ad essere spalla e comprimario, a tendere trappole e inventare strofe. Lo spettacolo parte dalle due storie d’amore principali: il paladino Orlando che insegue la bella Angelica e la guerriera cristiana Bradamante innamorata di Ruggiero, cavaliere saraceno destinato alla conversione, per poi moltiplicare i personaggi, creandone altri intorno, mostri compresi, per condurli a giocare sulla corrispondenza delle rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale, con rime difficili da trovare, con gesti difficili da compiere. Mimmo Paladino con i suoi celebri cavalli, realizza la giostra per i duelli, gli amori, gli scontri e gli incontri dei cavalieri che appaiono e scompaiono nel girotondo che il gioco impone. Portare in teatro la lingua di Ariosto sfidando la complessità delle sue opere, per scoprire quanto ancora possiamo nutrirci delle sue invenzioni, dei suoi azzardi, delle sue intuizioni. E per mostrare, con l’arte della scena, che la bellezza delle sue creazioni è un tesoro inestinguibile, a doppio filo legato a quell’altra beltà che è il nostro paesaggio e le nostre opere d’arte. SCHEDA: liberamente tratto da Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, adattamento teatrale e regia Marco Baliani, con Stefano Accorsi e Marco Baliani, scene di Mimmo Paladino, impianto scenico di Daniele Spisa, costumi di Alessandro Lai, luci di Luca Barbati.

Dal 14 al 19 marzo (ore 21 tranne sabato ore 18 e domenica ore 17) al Teatro Morlacchi di Perugia Un casa di bambola.

fotografia di Tommaso Le Pera

fotografia di Tommaso Le Pera

Scritta da Ibsen nel 1879, l’opera è sempre stata identificata come il manifesto dei diritti delle donne e del loro ruolo nella società e il motivo per il quale viene continuamente presentata in tutto il mondo (perfino in Cina), è il suo tema centrale, sempre attuale perché universale: il confronto tra l’identità maschile e quella femminile. L’innovativa regia di Andrée Ruth Shammah penetra negli strati dell’affascinante universo dei personaggi, per esplorare la profonda crisi di identità del “maschile” distanziandosi dalle facili interpretazioni che hanno spesso accompagnato il testo e il personaggio di Nora, la sua protagonista, qui interpretata da una sorprendente Marina Rocco. Nora gioca a fare la bambola per imprigionare il marito nel suo ruolo di maschio, fino a quando si stufa e cambia radicalmente, facendolo precipitare in una profonda crisi. È proprio questo il momento in cui si condensa l’attenzione della regista, che da donna, posa il suo sguardo non sulla donna che si ribella, bensì sulla solitudine dei personaggi maschili del testo, tutti interpretati dall’estro espressivo di Filippo Timi. Il complesso intreccio, avvincente come un thriller e intrigante come un giallo, fatto di sentimenti e passioni, truffe e calcoli, inganni, utopie e rese dei conti, è solo un pretesto che Andrée Ruth Shammah usa per coinvolgerci in un appassionante viaggio nei rapporti tra i diversi e sofisticati ruoli maschili e femminili che popolano il testo ibseniano. INCONTRO CON IL PUBBLICO: giovedì 16 marzo, alle ore 17.30, al Teatro Morlacchi, Filippo Timi e Marina Rocco con tutta la compagnia partecipano all’incontro con il pubblico tenuto dal Professor Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’Azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini. SCHEDA: di Henrik Ibsen, traduzione, adattamento e regia Andrée Ruth Shammah, con Filippo Timi, Marina Rocco, Mariella Valentini, Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli, Elena Orsini, Paola Senatore, spazio scenico G. Maurizio Fercioni, elementi scenici di Barbara Petrecca, costumi di Fabio Zambernardi in collaborazione con Lawrence Steele, luci di Gigi Saccomandi, musiche Michele Tadini, produzione Produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana.

Giovedì 16 marzo alle ore 21 al Teatro degli Illuminati di Città di Castello Othello, la H è muta.

fotografia dal sito TSU

fotografia dal sito TSU

Nello spettacolo gli Oblivion demoliscono a colpi di grottesca ironia sia l’Othello di Shakespeare che l’Otello di Verdi. In novanta minuti il quintetto gioca a tutto campo con arie d’opera, canzoni pop, citazioni irriverenti e gag esilaranti. Le vicende di Otello, Desdemona, Cassio e Iago vengono rivisitate passando per Elio e le Storie Tese, Gianna Nannini, Lucio Battisti, Rettore, i classici Disney, l’Ave Maria (quella di Schubert ma non solo…), Little Tony, Pupo e molti altri. Nello stesso modo anche le arie di Verdi vengono riviste e mixate con il coro della Champions League, con Freddy Mercury, con l’Hully Gully, mentre i testi di Shakespeare vengono riscritti in stile Ligabue, Vasco Rossi, Dario Fo. Varietà di linguaggi, “esercizi di stile” e tante citazioni pop per uno show che non mancherà di divertire e conquistare il pubblico. SCHEDA: testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda, con gli Oblivion (Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli), al pianoforte Denis Biancucci, arrangiamenti musicali di Lorenzo Scuda, consulenza registica di Giorgio Gallione, produzione Il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, BaGS Entertainment, Malguion.

Giovedì 16 marzo alle ore 21 al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino Enigma.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Ci troviamo a Berlino circa vent’anni dopo quel fatidico 9 novembre 1989, in cui il Governo della Repubblica Democratica Tedesca decretò la soppressione del divieto di passare liberamente dall’altra parte del “muro” che fino ad allora aveva diviso in due la città, il Paese e il mondo intero. Ed ecco allora che vite, esperienze, certezze, lutti e speranze si frantumano, si incontrano, si mischiano… La vicenda di due personaggi (Hilder il padrone di casa e Ingrid la donna a cui lui presta soccorso) svela i caratteri e la natura complessa della loro relazione. Ma la posta in gioco non è solo la possibilità/capacità di sciogliere i tanti piccoli enigmi delle due vite che si intrecciano, si scontrano e si confrontano sul palcoscenico, ma quello di penetrare il più grande degli enigmi, quello della Storia stessa. SCHEDA: di Stefano Massini, con Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi, regia Silvano Piccardi, scene Pierluigi Piantanida, luci Marco Messeri, musiche originali Mario Arcari, produzione Arca Azzurra Teatro e Ottavia Piccolo.

Giovedì 16 marzo alle ore 21 presso il Politeama Clarici di Foligno Il lago dei Cigni.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Vertice assoluto del balletto classico e uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo. Sulla musica di Pëtr Ilych Tchaikovsky la prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Bolshoi di Mosca il 20 febbraio 1877. La coreografia di riferimento è quella di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale, presentato nel 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij a San Pietroburgo. La compagnia di Odessa è riconosciuta come una delle più prestigiose istituzioni di balletto classico di tutta la Russia. Il corpo di ballo è costituito dai migliori elementi usciti dalle scuole più prestigiose. Molti artisti di talento vi hanno danzato e molti di essi sono stati solisti in importanti compagnie internazionali. Nel corso degli anni, anche grazie alle numerose tournée in tutto il mondo, il Balletto dell’Opera Nazionale di Odessa ha conquistato una reputazione internazionale di primo piano. SCHEDA: coreografia da Marius Petipa, Lev Ivanov, Alexander Gorsky, musica di Pyotr Ilych Tchaikovsky, libretto Vladimir Begichev e Vasiliy Geltser, scene Natalia Bevzenko-Zinkina, costumi Sergey Vasiliev, corpo di ballo e solisti dell’Odessa National Academic Theatre of Opera and Ballet, produzione Balletto dell’Opera Nazionale di Odessa, Direttore Artistico Yuriy Vasyuchenko.

Giovedì 16 marzo (ore 21) al Teatro dell’Accademia di Tuoro, Venerdì 17 marzo (ore 21) al Teatro della Filarmonica di Corciano (ore 21), sabato 18 marzo al Teatro Cesare Caporali di Panicale (ore 21), e domenica 19 marzo al Teatro Francesco Torti di Bevagna (ore 17) Laika.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Ascanio Celestini, uno degli interpreti più amati e apprezzati del teatro di narrazione, porta in scena, in maniera grottesca e ironica, un Gesù improbabile che dice di essere stato mandato molte volte nel mondo e che si confronta coi propri dubbi e le proprie paure. Vive chiuso in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c’è Pietro che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. Questa volta Cristo non si è incarnato per redimere l’umanità, ma solo per osservarla. SCHEDA: uno spettacolo di Ascanio Celestini, regia Ascanio Celestini, anche interprete con Gianluca Casadei alla fisarmonica, voce fuori campo Alba Rohrwacher, produzione Teatro Stabile dell’Umbria / Fabbrica.

 

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere