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Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

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Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

Francesca Cecchini
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fotografia di Costanza Coloni

SIPARIO UMBRIA – La settimana si apre con la creatività e le magiche illusioni ottiche di Indaco, passa per uno scorcio intimo della vita di Alda Merini e un’indagine su  tabù e morale della vita di provincia, per poi lasciare ampio spazio alla danza. Grande attesa per il nuovo lavoro di Afshin Varjavandi con la nuova produzione firmata INC InNprogressCollective e Déjà Donné. Gli spettacoli dal 6 al 12 marzo. Informazioni e prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale 075.57542222 – www.teatrostabile.umbria.it

Giovedì 9 marzo alle ore 21 al Teatro Giuseppe Mengoni di Magione Indaco.

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fotografia ufficio stampa TSU

Proiezioni su originali fondali, mutazioni sceniche inattese, giochi di luci e soluzioni registiche altamente tecnologiche sono solo alcune delle sorprese di Indaco.  Un concentrato di ingegno e creatività scenica che incanta piacevolmente il pubblico e lo proietta in un’atmosfera rarefatta dalle magiche illusioni ottiche, pur trattando di temi universali e di forte attualità. Al centro della composizione è il rapporto uomo-natura, la ricerca delle proprie origini, il bisogno di autenticità, in un continuum di emozioni che legano struttura narrativa e tecnologia illusionistica, in un perfetto equilibrio tra eleganza, poesia, energia fisica. Scheda: regia di Cristiano Fagioli e Gianluca Giangi Magnoni, coreografie di Alessandra Odoardi, Ylenia Mendolicchio, Leonardo Cusinato, Daniel Ruzza, danzatori Alessandra Odoardi, Ylenia Mendolicchio, Elena Borile, Jonathan Castillo, Matteo Zamperin, Leonardo Cusinato, Daniel Ruzza, musiche di Virginio Zoccatelli e Diego Todesco, disegno luci di Luca Diodato, Cristiano Fagioli assistiti da Light Can Dance, video scenery design e computer animation di Gianluca Giangi Magnoni, Diego Rossi, Alessandro Ottenio postproduzione digitale nessuno.productions e think-3d.it, costumi di Donatella Bressan, produzione RBR Dance Company.

Giovedì 9 marzo alle ore 21 al Teatro Comunale Luca Ronconi di Gubbio La pazza della porta accanto.

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fotografia dal sito TSU

Un commovente testo di Claudio Fava per raccontare l’appassionante storia d’amore tra Alda Merini donna complessa dal carattere malinconico e un giovane, paziente anche lui dell’ospedale psichiatrico in cui la donna era ricoverata. A dare voce e volto alla “poetessa dei navigli” e ai suoi emozionanti versi, Anna Foglietta che, affiancata da un folto e affiatato gruppo di attori, si cala con intensità nei panni della giovane in profondo conflitto con un mondo che non la comprende e di cui non accetta le etichettature. Con la sapiente regia di Alessandro Gassmann, un lavoro che saprà emozionare il pubblico. Scheda: di Claudio Fava, uno spettacolo di Alessandro Gassmann, con Anna Foglietta, Alessandra Costanzo, Angelo Tosto, Cecilia Di Giuli, Gaia Lo Vecchio, Giorgia Boscarino, Liborio Natali, Olga Rossi, Sabrina Knaflitz, Stefania Ugomari Di Blas, ideazione scenica Alessandro Gassmann, costumi di Mariano Tufano, musiche originali di Pivio & Aldo De Scalzi, disegno luci di Marco Palmieri, videografie di Marco Schiavoni, produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Catania.

Venerdì 10 marzo (ore 21) al Teatro Comunale di Todi e sabato 11 marzo (ore 20.30) al Teatro Sociale di Amelia Todi is a small town in the center of Italy.

fotografia dal sito TSU

fotografia dal sito TSU

Come si vive nella provincia italiana? Michele, Stella, Elisa e Caroline sono quattro tuderti, una piccola tribù di trentenni con proprie regole e ritmi: gli appuntamenti preceduti da note vocali su whatsapp, gli incontri fatti di routine e noia, le chiacchiere a vuoto e i passatempi inventati. Un quinto personaggio, un documentarista, connette finzione e realtà: studia e annota le caratteristiche della città e dei suoi abitanti. Come si vive in un piccolo centro in cui tutti conoscono tutti? Cos’è che a Todi è “meglio non fare”? Queste sono alcune delle domande che sono state poste per davvero ad oltre centodieci tuderti e che il lavoro mira a restituire in parte attraverso un collage che spezza e sostiene la storia dei quattro protagonisti. Uno spettacolo teatrale e, insieme, un’inchiesta sui tabù e la morale. Scheda: scritto e diretto da Livia Ferracchiati, dramaturg Greta Cappelletti, con Caroline Baglioni, Michele Balducci, Elisa Gabrielli, Stella Piccioni, Ludovico Röhl, aiuto regia, movimenti scenici e costumi di Laura Dondi, scene di Lucia Menegazzo, ideazione luci Emiliano Austeri, consulenza illuminotecnica di Giacomo Marettelli Priorelli, riprese e montaggio video di Brando Currarini e Ilaria Lazzaroni, produzione Teatro Stabile dell’Umbria/Terni Festival con il sostegno di Indisciplinarte e Associazione Demetra in collaborazione con compagnia The Baby Walk.

Sabato 11 marzo alle ore 21 al Teatro Giuseppe Manini di Narni Odyssey Ballet.

fotografia dal sito TSU

fotografia dal sito TSU

Un balletto innovativo in cui la Physical Dance di Mvula Sungani si fonde con le musiche etniche dell’area mediterranea. La contaminazione alle base della creatività dell’artista italo-africano, la forte matrice etnica della sua ricerca, l’innovazione dei linguaggi proposti, il tema dell’integrazione, rendono questa nuovissima opera multidisciplinare un momento di riflessione sulle tematiche sociali attuali. Il cast di altissimo livello vede l’étoile Emanuela Bianchini ed i solisti della Mvula Sungani Physical Dance danzare su musiche elettroniche miscelate ad esecuzioni dal vivo. Le arti si fondono in un’unica grande emozione regalando allo spettatore un’esperienza visiva di tipo cinematografico. Scheda: regia e coreografie di Mvula Sungani, étoile Emanuela Bianchini, interpreti i solisti della compagnia, arrangiamenti e musica dal vivo di Alessandro Mancuso e Riccardo Medile, musiche autori vari, costumi di Giuseppe Tramontano, produzione Centro regionale della Danza e del Lazio.

Domenica 12 marzo alle ore 17 al Teatro Morlacchi di Perugia Ósemán | il cielo.

fotografia di Costanza Coloni

fotografia di Costanza Coloni

La poetica delle opere di Magritte e Chagall ispirano Ósemán, che in persiano vuol dire “il cielo”, uno spettacolo che nasce da una riflessione sulla luna blu, lo straordinario accadimento astronomico durante il quale si assiste al sorgere di due lune piene nell’arco di un solo mese. Alcuni incontri nella vita sono rari quanto la luna blu, e straordinaria è allo stesso modo la capacità degli esseri umani di provare un amore che sia puro ed incondizionato, frutto di una scelta libera, incurante delle rinunce o delle circostanze imposte dal destino. Un amore che per la maggior parte del tempo fluttua sulle nostre teste e che qualche volta, per caso, ci capita di vedere quando alziamo gli occhi al cielo. Un amore che è come una nuvola, che rincorriamo e tentiamo di afferrare o anche solo di toccare con un dito. Ósemán racconta un momento in cui l’amore ci chiama a danzare, pullulanti, caldi, violenti e audaci, sotto un cielo in tempesta. Scheda: ideazione, coreografia e regia Afshin Varjavandi, danzatori performer Luca Calderini, Mattia Maiotti, Jenny Mattaioli, Elia Pangaro, Debora Renzi, disegno luci di Fabio Galeotti, suono a cura di Nicola Fumo Frattegiani, una produzione Déjà Donné in associazione con INC InNprogressCollective, ringraziamenti Centrodanza Spazio Performativo, LaMaMa Umbria International, LaMaMa etc. NY.

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