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Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

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Sipario Umbria, in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

Francesca Cecchini
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La bisbetica domata (foto di Domenico Summa)

Il programma della settimana dal 20 al 26 febbraio. Informazioni e prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale 075.57542222 – www.teatrostabile.umbria.it

SIPARIO UMBRIA – Una nuova settimana di spettacoli si appresta ad andare in scena nei teatri umbri per le stagioni curate dal TSU tra testi shakespeariani , uno sguardo sulla vita di Alda Merini, la trasposizione teatrale di un racconto di Andrea Camilleri ambientato in Sicilia, terra di contraddizioni e paradossi, e la vita di una star televisiva interpretata dalla graffiante Anna Mazzamauro.

Martedì 21 febbraio alle ore 21 al Teatro Giuseppe Mengoni di Magione La bisbetica domata.

Spettacolo corale e visionario dove la musica e la rima concorrono a restituirci una sorta di opera buffa, caustica e comicamente nera. Caterina l’inadeguata, la non allineata è considerata pazza. Dietro di lei, spigolosa ma pura e vera, un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di capricci lontani dall’amore, di burattinai e burattini non destinati a vivere l’amore, ma a contrattualizzarlo. La nostra Caterina non sta a questo gioco e come in una fiaba aspetta, pur non mostrando di volerlo, un liberatore, un nuovo inizio che suo malgrado potrà costarle molto più di quanto immagini. Ed ecco che la commedia si fa favola nera, grottesca, più contemporanea forse, nel cinico addomesticamento che non è molto diverso dallo spietato soccombere. “Caterina – spiega Francesco Niccolini – non si adegua. Dice la verità. Dunque è pazza. Allora, io e Tonio De Nitto decidiamo di stare dalla parte di Caterina. Anche se è antipatica, anche se è manesca e sboccata. Ma divertente, e involontariamente un po’ infantile. La scena chiave, e involontaria confessione, è quando Caterina lega la sorella e picchia questa finta madonnina infilzata per farle dire chi è l’uomo che vorrebbe sposare: adolescenziale, svalvolata e romantica Caterina, altro che bisbetica. Sogna un mondo in cui ci si sposa per amore e non come una vacca data per l’accoppiamento dal padre padrone. E lo dice, ci prova, urla la sua rabbia contro il padre, e pure contro la sorella che piange e non reagisce. Nella sua ingenuità trasparente, Caterina sbaglia con Bianca: perché la sorellina ha capito tutto, ha compreso che può diventare burattinaia ma solo se finge di stare alle regole del gioco. Bianca decide, e sposa chi le pare, ha fortuna e al tempo stesso sfrutta umori e buoi dei paesi suoi. Invece Caterina vorrebbe riscrivere le regole, dire di no al padre e allo sposo canaglia, costi quello che costi. E – inevitabilmente – gliela fanno pagare”. Scheda: di William Shakespeare, regia di Tonio De Nitto, traduzione e adattamento di Francesco Niccolini, con Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Franco Ferrante, Antonio Guadalupi, Filippo Paolasini, Daria Paoletta, Luca Pastore, Fabio Tinella, musiche di Paolo Coletta, scene e realizzazione pittorica Roberta Dori Puddu, scenotecnica costruttiva Luigi Conte, costumi di Lapi Lou, luci di Davide Arsenio, produzione Factory Compagnia Transadriatica.

Dal 22 al 26 febbraio (ore 21 dal mercoledì al venerdì, ore 18 sabato, ore 17 domenica) al Teatro Morlacchi di Perugia Il Casellante.

foto di Antonio Parrinello

foto di Antonio Parrinello

Fra i racconti di Camilleri Il Casellante è uno dei più divertenti del ciclo cosiddetto mitologico. Secondo a Maruzza Musumeci e prima de Il Sonaglio, questo racconto ambientato in Sicilia, terra di contraddizioni e paradossi, narra la vicenda di una metamorfosi. Ma questa Sicilia è la Vigàta di Camilleri che diventa ogni volta metafora di un modo di essere e ragionare. Una vicenda che vive di personaggi reali, trasfigurati nella grande fantasia di narratore di Camilleri. Una vicenda emblematica che disegna i tratti di una regione arcaica e moderna, comica e tragica, ferocemente logica e paradossale a un tempo. Il Casellante è il racconto delle trasformazioni del dolore della maternità negata e della guerra, ma è anche il racconto in musica divertito e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni quaranta. Il carattere affascinante di questo progetto, posto essenzialmente sulla novità del testo e della sua possibile realizzazione, si sposa tutt’uno con la possibilità di ricercare strade sempre nuove e diverse per la drammaturgia contemporanea. La parola, e il giuoco che con essa e di essa è possibile intraprendere, fa di questo testo un oggetto naturale da essere iniziato e elaborato all’interno di un’alchimia teatrale vitale e creativa. Altro aspetto è quello della lingua di Camilleri. Una lingua personale, originalissima, che calca e ricalca, in una divertita e teatralissima sinfonia di parlate una meravigliosa sicilitudine linguistica, fatta di neologismi, di sintassi travestita, di modi d’uso linguistico mutuati dal dialetto che esaltano la recitazione di possibili attori pensati a prestare i panni al mondo dei personaggi camilleriani. Uno spettacolo con musiche, dove si ride e ci si commuove al tempo stesso. Scheda: di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale, regia di Giuseppe Dipasquale, con Moni Ovadia, Valeria Contadino, Mario Incudine, Sergio Seminara, Giampaolo Romania e con i musicisti Antonio Vasta, Antonio Putzu, scene di Giuseppe Dipasquale, musiche originali di Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta, costumi di Elisa Savi, ingegnere del suono Ferdinando Di Marco, la canzone c’è n’omu è di Francesca Incudine, produzione Promo Music – Corvino Produzioni, Centro d’arte contemporanea Teatro Carcano, Comune di Caltanissetta. L’incontro con il pubblico: giovedì 23 febbraio alle ore 17.30 al Teatro Morlacchi Moni Ovadia e la Compagnia partecipano all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’Azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini.

Giovedì 23 febbraio al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino (ore 21) e venerdì 24 febbraio al Teatro Sociale di Amelia (ore 20.30) Divina.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Divina, il cui vero nome è Claire Bartoli, è una star televisiva e il suo show è il più popolare della Tv fino a quando una mattina il suo assistente, il devoto Jean-Luis, scopre che il programma verrà chiuso per dare spazio ad una conduttrice più giovane. Inizia così un vero caos comico che porterà Divina a condurre con un suo vecchio amante, Baptiste, una folle trasmissione di cucina tra pentole, casseruole e frullatori. Ruoli, facciate, forme, ritratti di chi vive in televisione. Divina si nutre delle sue finzioni, dei suoi primi piani dove ammicca, piange, graffia la corteccia dei personaggi che le ronzano intorno. Una commedia divertente interpretata da un cast di attori di altissimo livello. Scheda: di Jean Robert-Charrier, traduzione di Giulia Serafini, adattamento Anna Mazzamauro, regia Livio Galassi, con Anna Mazzamauro, Massimo Cimaglia, Giorgia Guerra, Michele Savoia, Lorenzo Venturini, produzione E20inscena.

Sabato 25 febbraio (ore 21) al Politeama Clarici di Foligno e domenica 26 febbraio (ore 21) al Teatro degli Illuminati di Città di Castello La pazza della porta accanto.

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Un commovente testo di Claudio Fava per raccontare l’appassionante storia d’amore tra Alda Merini donna complessa dal carattere malinconico e un giovane, paziente anche lui dell’ospedale psichiatrico in cui la donna era ricoverata. A dare voce e volto alla “poetessa dei navigli” e ai suoi emozionanti versi, Anna Foglietta che, affiancata da un folto e affiatato gruppo di attori, si cala con intensità nei panni della giovane in profondo conflitto con un mondo che non la comprende e di cui non accetta le etichettature. Con la sapiente regia di Alessandro Gassmann, un lavoro che saprà emozionare il pubblico. Scheda: di Claudio Fava, uno spettacolo di Alessandro Gassmann, con Anna Foglietta, Alessandra Costanzo, Angelo Tosto, Cecilia Di Giuli, Gaia Lo Vecchio, Giorgia Boscarino, Liborio Natali, Olga Rossi, Sabrina Knaflitz, Stefania Ugomari Di Blas, ideazione scenica Alessandro Gassmann, costumi di Mariano Tufano, musiche originali di Pivio & Aldo De Scalzi, disegno luci di Marco Palmieri, videografie di Marco Schiavoni, produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Catania.

 

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