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Sipario Umbria, tutti in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

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Sipario Umbria, tutti in platea con il Teatro Stabile dell’Umbria

Redazione cultura
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SIPARIO UMBRIA – Gli spettacoli in scena in Umbria nelle stagioni di prosa a cura del Teatro Stabile dell’Umbria dal 21 al 26 novembre. Informazioni e prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale 075.57542222 – www.teatrostabile.umbria.it.


foto di Christian De Santi

foto di Christian De Santi

Martedi 21 novembre (ore 21) al teatro Giusepe Mengoni di Magione Laika. Accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei, capace di evocare atmosfere popolari e raffinate, Celestini con la sua straordinaria abilità narrativa ci racconta di un Gesù improbabile che dice di essere stato mandato molte volte nel mondo e si confronta coi propri dubbi e le proprie paure. Vive chiuso in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c’è Pietro che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. Questa volta Cristo non si è incarnato per redimere l’umanità, ma solo per osservarla. Però Dio l’ha fatto nascere cieco e gli ha messo accanto uno dei dodici apostoli come sostegno. Nell’appartamento questo Cristo contemporaneo non vuole che entri nessun altro, ma è interessato a ciò che accade fuori. Soprattutto vuole sapere del barbone, non per salvarlo dalla sua povertà, ma per fargliela vivere allegramente. Come se il mondo fosse il parcheggio davanti alla sua finestra. Il mondo in mille metri quadrati di asfalto osservati da un paradiso-monolocale pochi metri al di sopra. Il barbone è un nordafricano scappato dal proprio paese. Durante lo spettacolo sentiremo la sua voce registrata. La voce di un vero emigrante arrivato in Italia su un barcone. Ma anche la voce di Pietro è registrata. Sarà la voce di una donna, dell’attrice Alba Rohrwacher. Insomma non il Cristo che è vero Dio e vero uomo, ma un essere umanissimo fatto di carne, sangue e parole. Scheda: di Ascanio Celestini, regia Ascanio Celestini, con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei alla fisarmonica, voce fuori campo Alba Rohrwacher, produzione Teatro Stabile dell’Umbria / Fabbrica.

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Dal 21 al 23 novembre al teatro Morlacchi di Perugia (ore 21) Il malato immaginario. Argan, interpretato con intelligenza e ironia da Gioele Dix, spreca la sua vita fra
poltrona, lettino, toilette, clisteri, salassi. Sotto la candida cuffia a pizzi, nella vestaglia bianca, nelle calze bianche molli sui piedi ciabattanti, si trova una debolezza a volte innata, un’incapacità genetica di prendere qualsiasi decisione. Il suo alter ego è Antonietta, detta anche Tonina, interpretata da Anna Della Rosa, una cameriera tuttofare, che il padrone vive spesso come un incubo, superpresente impicciona che vede tutto e tiene in mano tutto, a partire dal destino dei padroni. “Tutto il vostro sapere è una chimera” dice Argan, e a risultargli incomprensibile è la realtà che lo circonda, in cui la conoscenza medica non è che la diretta dimostrazione della vulnerabilità umana. La paura della malattia e la convinzione di aver bisogno di medici strampalati lo rendono cieco incapace di comprendere la falsità delle persone intorno a lui, così come di apprezzare chi realmente lo ama. Dopo oltre tre secoli di rappresentazioni e riletture, rimane inalterato il fascino delle opere di Molière, incarnazione piena del teatro: autore, regista e interprete delle proprie opere, fustigatore dei vizi della società. Scheda: di Molière, regia Andrée Ruth Shammah, traduzione di Cesare Garboli, con Gioele Dix e con Anna Della Rosa, Marco Balbi, Valentina Bartolo, Francesco Brandi, Piero Domenicaccio, Linda Gennari, Pietro Micci, Alessandro Quattro, Francesco Sferrazza Papa, scene e costumi di Gian Maurizio Fercioni, musiche di Michele Tadini e Paolo Ciarchi, luci di Gigi Saccomandi, produzione Teatro Franco Parenti.

foto di Lucia Menegazzo

foto di Lucia Menegazzo

Dal 21 al 25 novembre (ore 21) allo Studio 1 di Terni Stabat Mater, trilogia sull’identità – capitolo II. Presentato in prima assoluta alla Biennale di Venezia, Stabat Mater è il secondo capitolo del progetto Trilogia sull’Identità, pensato in tre tappe da Livia Ferracchiati. Il protagonista, si chiama Andrea ed è un giovane uomo, ormai consapevole di vivere in una forma, quella femminile, che lo contraddice, lo ostacola, lo soffoca, e, tra esaltazioni erotiche e prosaica quotidianità, sta cercando uno spazio, una misura di personale adattamento alla realtà: riuscirà a sentirsi se stesso e adulto? Ha una fidanzata che vorrebbe costruire una famiglia con lui, una psicologa con la quale sta perdendo il punto dell’analisi e una madre lontana geograficamente, dalla quale non riesce a separarsi. Tre donne, tre madri, dalle quali si staccherà e diventerà un individuo indipendente che non chiederà più di essere approvato. La solitudine momentanea diventa il prezzo da pagare in cambio dell’autenticità con se stessi, il dolore è il nuovo sentimento da conoscere per tornare, quando sarà metabolizzato, al gradito gioco dell’ironia. Scheda: ideazione, testo e regia Livia Ferracchiati, con Chiara Leoncini, Stella Piccioni, Alice Raffaelli e la partecipazione video di Laura Marinoni, dramaturg di scena Greta Cappelletti, aiuto regia e costumi Laura Dondi, scene e foto di scena Lucia Menegazzo, luci di Giacomo Marettelli Priorelli, suono di Giacomo Agnifili, riprese e montaggio Video Studio Carabas, progetto della Compagnia The Baby Walk, produzione Teatro Stabile dell’Umbria – Terni Festival, Centro Teatrale MaMiMò, residenza Campo Teatrale Milano in collaborazione con Residenza Artistica Multidisciplinare presso Caos – Centro Arti Opificio Siri – Terni.

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Venerdì 24 novembre (ore 21) al teatro Nuovo Gian Carlo Menotti Mariti e mogli. Adattato e diretto da Monica Guerritore che è anche protagonista insieme a Francesca Reggiani, lo spettacolo è tratto dall’acclamato e pluripremiato film di Woody Allen. Tutto accade in una notte tempestosa con i personaggi costretti da tuoni e lampi in una sala da ballo, un luogo della musica e della danza che con il passare della notte si riempie di storie, oggetti e musica, pianti, amori e liti. Le insofferenze, i tradimenti e i desideri vengono rivelati, mentre (in segreto) ogni personaggio si apre a improvvise confessioni fatte al pubblico per averne comprensione e approvazione. La danza, il vino e la notte liberano le energie… il resto è l’eterno racconto dell’Amore. E nel perdersi in danze, musiche bellissime da Louis Armstrong a Etta James. Scheda: tratto dall’omonimo film di Woody Allen, adattamento e regia Monica Guerritore, anche interprete con Francesca Reggiani e con Ferdinando Maddaloni, Cristian Giammarini e con Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano, Angelo Zampieri, scene di Giovanni Licheri e Alida Cappellini, costumi di Valter Azzini, luci di PaoIo Meglio, produzione a.ArtistiAssociati, Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti in collaborazione con Comune di Pesaro e Amat.

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Sabato 25 novembre al Politeama Clarici di Foligno La cena dei cretini. Un classico della commedia francese, un grande successo che da oltre vent’anni diverte, affascina ed emoziona le platee di tutto il mondo. Un gruppo di ricchi borghesi parigini ogni settimana organizza, per divertimento, una cena in cui ognuno di loro invita un “cretino”: il migliore vincerà la serata. Comincia da qui una girandola di gags irresistibili e malintesi divertenti che trascineranno il pubblico in un turbinio di risate, di fronte alle situazioni paradossali e incredibili che, loro malgrado, i protagonisti saranno costretti a vivere. I personaggi di Pierre e Pignon sembrano scritti su misura per Triestino e Pistoia, che affrontano per la prima volta un autore d’oltralpe, accompagnati da una compagnia di splendidi attori. Scheda: di Francis Veber, regia di Nicola Pistoia e Paolo Triestino, anche interpreti con Simone Colombari, Maurizio D’Agostino, Loredana Piedimonte, Silvia Degrandi, scene di Giulia Romolini, costumi di Lucrezia Farinella, luci di Luca Palmieri, produzione Teatro Ghione in collaborazione con Fiore&Germano.

lino-guanciale

Sabato 25 novembre al teatro della Filarmonica di Corciano Itaca. Lino Guanciale, attore tra i più amati dal pubblico televisivo, versatile e talentuoso, protagonista di serie di successo quali: Una grande famiglia, Che Dio ci aiuti, La dama velata, Non dirlo al mio capo, L’allieva, I Medici, La porta rossa, torna in palcoscenico con un viaggio che parte da Itaca e dalla figura di Ulisse. Ulisse non è solo l’eroe di Omero, ma anche di Dante, Pascoli, D’Annunzio, Joyce e di altri ancora. Nel testo scorrono le storie di vari personaggi in una sorta di fusione e scambio di emozioni, immagini, pensieri. I luoghi del racconto non sono mai astratti, con un denominatore comune che è il mare, padrone di ogni avventura e sventura, graffiante, pieno di occhi misteriosi che inseguono, irresistibile. Il mare e la vita: la libertà e la speranza, la voglia di ricominciare, la pace tra i popoli con l’incanto degli occhi sulla storia. Scheda: con Lino Guanciale, regia di Davide Cavuti, produzione Stefano Francioni Produzioni.

foto dal sito TSU

foto dal sito TSU

Domenica 26 novembre (ore 21) al teatro Giuseppe Manini di Narni Decameron, un racconto italiano in tempo di peste. Tullio Solenghi affronta le più belle novelle del Decameron rendendole vive come in un cabaret contemporaneo, utilizzando finemente la lingua originale di Giovanni Boccaccio per restituircela chiara e divertente come fosse un copione di oggi. “Il nostro lavoro – spiega Maifredi – non è stato attualizzare Boccaccio, ma conservare e curare il suo essere contemporaneo. Quindi: non trasferirlo nel nostro tempo, ma mantenerlo contemporaneo a noi. Boccaccio ha il merito di aver elaborato il primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale, inserendo i cento racconti in un libro organico capace di rappresentare la varietà e la complessità del mondo.” Uno spettacolo per tutti, divertente e colto. Scheda: progetto e regia di Sergio Maifredi, con Tullio Solenghi, in collaborazione con Gian Luca Favetto, consulente letterario Maurizio Fiorilla, produzione Teatro Pubblico Ligure con il patrocinio dell’Ente Nazionale Boccaccio.

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