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Sipario Umbria, gli spettacoli a Todi e Solomeo per le stagioni TSU

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Sipario Umbria, gli spettacoli a Todi e Solomeo per le stagioni TSU

Redazione cultura
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foto di A. Camerlingo

SIPARIO UMBRIA – Gli spettacoli in scena la prossima settimana per le stagioni curate dal Teatro Stabile dell’Umbria. Prenotazioni: Botteghino Telefonico Regionale 075.57542222 – www.teatrostabile.umbria.it.

Taglio del nastro per la stagione di prosa 2018/2019 a cura del Teatro Stabile dell’Umbria al teatro Comunale di Todi. Lunedì 22 ottobre (ore 21.00) si inizia con l’unica data in Umbria di The Deep Blue Sea, straordinaria storia d’amore e passione scritta da uno dei più popolari drammaturghi inglesi del 20esimo secolo, Terence Rattigan. A interpretare quello che viene considerato uno dei più grandi ruoli femminili mai scritti nella drammaturgia contemporanea, Luisa Ranieri, diretta da Luca Zingaretti. La pièce è una riflessione su cosa un uomo o una donna sono capaci di fare per inseguire l’oggetto del loro amore. Una pièce sulle infatuazioni e gli innamoramenti che sconvolgono mente e cuore; l’amore folle che tutto travolge, a cominciare dal più elementare rispetto di se stessi.
Cosa siamo capaci di fare per inseguire l’oggetto del nostro amore? E com’è possibile che, pur di raggiungerlo, siamo disposti a sacrificare qualunque cosa? In scena una storia di strade perse e ritrovate, di fatalità e indeterminatezze che risolvono, ma, soprattutto, una storia sulla casualità delle vite umane. Rattingan disegna personaggi di potenza straordinaria e forza assoluta. In mezzo a loro emerge, come una regina, la protagonista – Hester Collyer Page – che incarna l’essenza stessa della capacità di amare, resistere e rinascere delle donne. La storia – che si svolge durante l’arco di un’unica giornata – inizia con la scoperta, da parte dei suoi vicini di appartamento, del fallito tentativo di Hester Collyer di togliersi la vita con il gas. La donna ha lasciato il marito – facoltoso e influente giudice dell’Alta Corte – perché innamorata del giovane Freddie Page, un contadino, ex pilota della Raf, ormai dedito all’alcool. La relazione, nata sull’onda della passione e della sensualità, si è, però, andata raffreddando. Le difficoltà economiche – Freddie è da tempo disoccupato – e le differenze di età e ceto hanno logorato il rapporto, lasciando Hester sfinita e disperata. Lo shock per il tentato di suicido di Hester e la discussione che ne segue non migliorano le cose. A complicare il tutto, nel pomeriggio, arriva la notizia che Freddie ha, finalmente, trovato lavoro come collaudatore di aerei: dovrà, però, trasferirsi in South Carolina. Alla fine della giornata, grazie all’intercessione di Mr Miller – un inquilino del palazzo, ex dottore, radiato dall’albo per ragioni sconosciute – Hester, per continuare a vivere, sarà costretta a prendere una decisione particolarmente difficile. Questi due reietti, emarginati dalla società per il loro eccesivo “amare”, si scopriranno legati da una curiosa e commovente solidarietà. Scheda: di Terence Rattigan, con Luisa Ranieri e con (in o.a.) Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Francesco Argirò, Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa, Giovanni Serratore, regia di Luca Zingaretti, scene di Carmelo Giammello, costumi di Chiara Ferrantini, luci di Pietro Sperduti, produzione Zocotoco Srl – Teatro di Roma/Teatro Nazionale – Fondazione Teatro della Toscana.

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23 e 24 ottobre (ore 21.00) al teatro Cucinelli di Solomeo The prisoner. Peter Brook, il rivoluzionario maestro del teatro mondiale, più volte ospite a Solomeo, torna con il suo nuovo spettacolo diretto insieme a Marie-Hèlène Estienne. “Non è necessario mettere in scena dei personaggi – afferma Peter Brook in un’intervista al Corriere della Sera –, alla base del mio teatro deve esserci una storia da raccontare che viene trasmessa direttamente all’immaginazione dello spettatore. Fare teatro è come parlare ai bambini, creando empatia tra il narratore e chi ascolta. E attraverso questa vicenda, vorrei trasmettere al pubblico il tema della redenzione”. Un uomo siede da solo davanti a un’enorme prigione in un paesaggio desertico. Chi è? E perché si trova in questo luogo? È una sua libera scelta oppure è una punizione? E coloro che sono dentro il carcere che crimini hanno commesso? Come guardano a loro volta l’uomo che li sta osservando? È un pazzo o forse un dio? O un criminale come loro? Scheda: testo e regia Peter Brook e Marie-Hélène Estienne, spettacolo in inglese con sovratitoli in italiano (traduzione e adattamento sovratitoli in italiano a cura di Luca Delgado), con Hiran Abeysekera, Hayley Carmichael, Hervé Goffings, Omar Silva, Kalieaswari Srinivasa, luci di Philippe Vialatte, set elements David Violi, assistente ai costumi Alice François, ringraziamenti a Tarell Alvin McCraney e Alexander Zeldin, C.I.C.T. – Théâtre des Bouffes du Nord in coproduzione con National Theatre London, The Grotowski Institute, Ruhrfestspiele Recklinghausen, Yale Repertory Theatre, Theatre For A New Audience – New York.

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