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Sicurezza e degrado a Terni, scivoloso botta e risposta tra sindaco e Cavicchioli

Terni Politica

Sicurezza e degrado a Terni, scivoloso botta e risposta tra sindaco e Cavicchioli

Andrea Giuli
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Andrea Cavicchioli

TERNI – Insomma, pare proprio che alcuni avessero interpretato in maniera piuttosto vicina alla possibile realtà, la repentina e manco tanto velata intemerata dei giorni scorsi, vergata dal capogruppo del Pd in consiglio comunale, Andrea Cavicchioli, direttamente indirizzata al sindaco di Terni, in materia di sicurezza e decoro urbano. Una nota, quella dell’avvocato Cavicchioli, che invitava senza tanti fronzoli il primo cittadino ad adoperare tutti gli strumenti di legge, anche recenti, in capo al sindaco per le suddette materie.

Replica a Cavicchioli? E, la risposta del sindaco Di Girolamo, si è fatta (poco) attendere. Da un punto di vista squisitamente politico, parlano da sole le ultime righe del comunicato del primo cittadino: “E’ comprensibile che, in un’epoca di grandi difficoltà nazionali e internazionali, ci sia un sentimento popolare in tal senso, è davvero preoccupante se tale modo di pensare e rapportarsi diventi proprio di una vasta e trasversale rappresentanza politica”. Diciamo che l’intemerata (o il distinguo?) cavicchioliana è probabilmente servita.

La nota del sindaco Ma ecco la nota integrale del sindaco di Terni: “E’ mia ferma intenzione utilizzare tutte le opportunità previste dalla legge del 18 aprile 2017 sulla sicurezza urbana. Lo farò in un ambito di certezza amministrativa e in stretta collaborazione, così come appunto prevede la normativa, con le figure che rappresentano lo Stato sul territorio, soggetto a cui fa primariamente capo la sicurezza dei cittadini. Oltretutto, in questo senso va la recente circolare del ministro Minniti che introduce – in attesa delle linee guida che troveranno definizione in sede di conferenza Stato, città e autonomie locali – numerose delucidazioni. Lo strumento di attuazione sul territorio dei progetti di sicurezza urbana è rappresentato dagli appositi patti stipulati tra il prefetto e il sindaco. La prossima settimana a Terni si riunirà il Comitato della sicurezza che sarà anche occasione per affrontare il tema del nuovo Patto per la sicurezza alla luce del decreto convertito in legge. Il modello è quello di un sistema integrato, dove ogni soggetto – questura, prefettura, comune – è chiamato a fare la sua parte, in un ambito di condivisione, ad iniziare dalle informazioni. Faccio un esempio: i decreti di allontanamento, il cosiddetto daspo urbano, devono necessariamente confluire in una banca dati comune, in quanto i soggetti deputati successivamente al controllo siano tutti a conoscenza delle misure in atto.

Ho chiesto ai miei uffici di approfondire tutta la normativa, in maniera tale che la prossima settimana potremo presentarci adeguatamente preparati sulle competenze specifiche del sindaco e sugli strumenti condivisi necessari. Dico questo non per sottrarmi alle responsabilità di sindaco – non è mio costume – ma perché la materia è complessa e il quadro deve essere chiaro, anche a tutela dei destinatari di eventuali provvedimenti amministrativi. Non c’è dubbio che il livello di sicurezza della nostra città, che è già – stando ai dati nazionali – superiore alla media nazionale, vada rafforzato, anche per quanto riguarda i luoghi di aggregazione e socializzazione urbana, negli ultimi tempi teatri di episodi decisamente preoccupanti.
Colgo l’occasione per sottolineare che fare il sindaco di una città articolata e complessa quale è Terni, con gli oltre 110 mila residenti, è sicuramente un grande onore, ma non è funzionale individuare il sindaco come soggetto unico a cui fanno capo tutte le problematiche cittadine. Il sindaco deve interessarsi alle principali tematiche – lavoro, sicurezza, decoro urbano, coesione sociale – ma non può essere considerato l’unico interlocutore. E’ comprensibile che, in un’epoca di grandi difficoltà nazionali e internazionali, ci sia un sentimento popolare in tal senso, è davvero preoccupante se tale modo di pensare e rapportarsi diventi proprio di una vasta e trasversale rappresentanza politica”.

Di nuovo Cavicchioli Repetita juvant. Sabato mattina, giusto perché non si abbia proprio alcun dubbio (ma nessuno nessuno eh), il capogruppo comunale del Pd, ribadisce la sua posizione con una nota. Un valzerino mica male sul quale, checchè se ne dica, continua a permanere un retrogusto di tentativo di smarcamento da parte del capogruppo stesso: “Sono assolutamente convinto – scrive Cavicchioli – che i temi della sicurezza della città e del decoro urbano siano elementi prioritari dell’azione di governo locale e che pertanto l’impulso del sindaco, come dal predetto più volte ribadito, sia necessario, doveroso ed ineludibile nel contesto delle competenze e delle prerogative del comitato per l’ordine e la sicurezza, delle possibilità offerte anche dalla recente normativa e della collaborazione con gli altri soggetti preposti, come ho inequivocabilmente indicato nella nota che ho inviato allo stesso sindaco. Per quanto mi riguarda, confermo la necessità di affrontare con determinazione i problemi che ho segnalato inerenti la vivibilità della città, sia per quanto concerne la sicurezza che per tutte le tematiche del decoro urbano, consapevole delle difficoltà derivanti dal quadro generale in cui operano gli enti locali, ma anche convinto che si deve fare ogni sforzo, nelle forme a cui ho fatto riferimento, per migliorare la situazione. Sono certo che questa impostazione è condivisa dagli organi esecutivi di governo della città, in quanto già oggetto di atti approvati dal Consiglio, che hanno trovato in quella sede assenso formale e sostanziale del sindaco e della Giunta”.

 

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Andrea Giuli
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