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Siccità, deliberato lo stato di emergenza in Umbria e Lazio: dal Governo 6 milioni di euro

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Siccità, deliberato lo stato di emergenza in Umbria e Lazio: dal Governo 6 milioni di euro

Redazione
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I danni della siccità all'agricoltura

PERUGIA – Allarme siccità. Nella giornata di lunedì, il Consiglio dei ministri, su proposta del premier Paolo Gentiloni, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza in Umbria e Lazio, per consentire alla Protezione Civile – fanno sapere da Palazzo Chigi – di fronteggiare con mezzi e poteri straordinari l’emergenza che si è determinata a seguito della crisi di approvvigionamento idrico in atto.

Danni Al 31 luglio sono state circa 300 le segnalazioni pervenute sia all’assessorato regionale all’Agricoltura che agli uffici di zona. I danni prodotti dalla scarsità di acqua, ammonterebbero a 4 milioni di euro. Numerosi erano stati gli appelli lanciati nei giorni scorsi dalle associazioni dei lavoratori del comparto agricolo, Cia e Coldiretti in primis, per chiedere misure urgenti per affrontare la crisi che ha messo in ginocchio l’agricoltura della nostra regione.

In arrivo 6 milioni di euro “Con la dichiarazione dello stato di emergenza per la crisi idrica, deliberata ieri dal Consiglio dei Ministri, viene assegnato all’Umbria un finanziamento di 6 milioni di euro che consentirà di attuare in tempi brevi il programma di interventi predisposto dalla Regione per potenziare l’approvvigionamento idropotabile nelle aree di maggiore criticità”. È quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale all’Ambiente e Agricoltura, Fernanda Cecchini. Dei 6 milioni di euro concessi, circa 2,2 milioni di euro saranno destinati a interventi di soccorso tramite autobotte e 4 milioni per interventi strutturali da attuare in 90 giorni.

Problemi per il 15% della popolazione  “Ad oggi – rilevano Marini e Cecchini – circa l’85 per cento della popolazione umbra, quella che risiede nelle città e agglomerati urbani, non ha problemi di approvvigionamento idropotabile, che potrebbero però presentarsi alla fine dell’estate se persisterà questa situazione di caldo anomalo e di siccità. I problemi maggiori si stanno verificando per il restante 15 per cento degli umbri: sono oltre 120 i centri abitati per i quali i gestori del servizio idrico garantiscono l’approvvigionamento di acqua rifornendo i serbatoi con autobotti. Una situazione pesante, ma che è stata limitata fortemente anche grazie agli investimenti per oltre 200 milioni degli ultimi anni per la tutela e l’utilizzo delle risorse idriche ad uso potabile. Di questi, 120 milioni sono stati investiti per il Piano regolatore degli acquedotti regionali che ha razionalizzato il sistema individuando otto schemi acquedottistici interconnessi, sei dei quali già ultimati e uno in fase di realizzazione, e che contiene inoltre stringenti disposizioni per il risparmio idrico”.

Abbattere criticità La situazione più critica  si verifica attualmente nelle periferie, nelle zone montane e collinari servite da acquedotti rurali, con sorgenti dalla portata limitata, il cui collegamento ai sistemi acquedottistici principali richiede ingenti risorse. “La dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio regionale – sottolineano Marini e Cecchini- mette ora a disposizione mezzi e poteri straordinari per fronteggiare in maniera strutturale le criticità esistenti. Con queste prime risorse destinate all’Umbria dal Governo si potranno cominciare ad attuare il piano della Regione per gli interventi di primo soccorso relativo al rifornimento con autobotti e quello degli interventi a breve termine, che dovranno essere realizzati in novanta giorni, per l’interconnessione dei sistemi acquedottistici minori e per la messa in esercizio, dove necessario, di potabilizzatori in modo da integrare ed aumentare la portata delle acque immesse in rete”.

Gli interventi Riguardano il completamento dello schema acquedottistico Perugino-Trasimeno con il raddoppio del tratto di acquedotto tra Civitella Ranieri e il sollevamento Raggio che consentirà di immettere maggiori portate (115 litro al secondo) dall’acquedotto di Montedoglio nel sistema perugino, e un nuovo impianto di potabilizzazione in località Borghetto di Tuoro, in grado di trattare una portata di circa 50 litri al secondo prelevandola dalla condotta irrigua proveniente dalla diga di Montedoglio e l’interconnessione con l’acquedotto del lago Trasimeno. Altri investimenti riguardano acquedotti minori dove gli interventi di soccorso sono pressoché quotidiani ed è necessario cambiare radicalmente il sistema di approvvigionamento. Il piano regionale prevede interventi per l’approvvigionamento idrico dei sistemi Quadro-Casemasce-Torreluca e Pesciano-Montenero da Vasciano, un nuovo collegamento del serbatoio di Lisciano Niccone al serbatoio di Monte Castiglione-La Badia in località Gosparini e il rifacimento dell’adduzione dal serbatoio di Frecco al serbatoio di Farneto Casacastalda.  Altri interventi sono legati alla qualità delle acque, in particolare in alcune aree del Ternano, dove non è ancora stato completato l’acquedotto Scheggino-Pentima.  Verrà accelerata la conclusione degli interventi in corso, fra cui la messa in esercizio del potabilizzatore di Citerna, con una maggiore portata di acqua che potrà essere utilizzata per rifornire fin da subito, oltre che l’Alto Tevere, il sistema perugino attraverso la condotta che porta ai serbatoi di Monte Pacciano.

Prosegue ricognizione danni Infine, Marini e Cecchini ribadiscono l’invito a un “consumo consapevole dell’acqua, bene di tutti che va salvaguardato”.  Prosegue intanto la ricognizione dei danni che la prolungata siccità e le elevate temperature hanno causato alle produzioni agricole. “Gli uffici territoriali delle ex Comunità montane sono a disposizione per raccogliere le segnalazioni delle aziende” ricorda l’assessore Cecchini, che ha già avviato tutte le procedure per la richiesta dello stato di calamità in agricoltura.

 

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