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Si è spento Dario Fo, eterno ‘giullare’: aveva 90 anni. Il ricordo dell’Umbria

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Si è spento Dario Fo, eterno ‘giullare’: aveva 90 anni. Il ricordo dell’Umbria

Redazione
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18/06/2014 Roma. Letterature. Festival Internazionale di Roma, XIII edizione. Conferenza stampa di Dario Fo

PERUGIA – Si è spenta una voce critica che è stata da stimolo per l’attenzione verso gli ultimi e le periferie della storia. La notizia è arrivata in mattinata: Dario Fo è morto all’ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni per problemi respiratori. Aveva 90 anni. Personalità incontenibile, artista poliedrico, ‘giullare’ della cultura italiana – amava definirsi lui – Fo era stato attivo fino all’ultimo. Il 20 settembre scorso aveva presentato a Milano il suo ultimo libro, Darwin, dedicato al padre dell’evoluzionismo. In estate, nel Palazzo del Turismo a Cesenatico, il rifugio creativo di Fo e della moglie Franca Rame, aveva esposto dipinti, opere grafiche, bassorilievi, sculture e pupazzi creati dall’artista e accompagnati da testi collegati al suo ultimo libro Darwin.

Dal Sacro Convento di Assisi   La preghiera che possa incontrare l’amore pieno’ – è la nota del Custode del Sacro Convento,  padre Mauro Gambetti diffusa dal direttore della sala stampa, padre Enzo Fortunato che ricorda: ‘Dario Fo è sempre stato legato da affetto e ammirazione per il Santo di Assisi, lo testimoniano alcuni suoi scritti come la poesia per il Santo ‘Il dono della Pace’ e il racconto ‘La leggenda della fonte tiepida’.

Dario, amico di Gubbio   Grande il suo attaccamento alla città di Gubbio dove era stato più volte e dove il figlio Jacopo aveva fondato e ancora dirige la Libera Università di Alcatraz, luogo d’incontro di intellettuali di varia estrazione e provenienza . L’ultimo appuntamento per Dario Fo a Gubbio sarebbe stato quello dello scorso settembre, quando avrebbe dovuto tenere un incontro pubblico nell’ambito del pellegrinaggio lungo il sentiero di Francesco, ma proprio le sue precarie condizioni di salute lo avevano sconsigliato.

Presidente Marini  “Conosceva l’Umbria nella sua intima identità, nella sua immensa spiritualità, nello splendore dell’architettura medioevale. E l’ha amata come fosse la sua terra. Per questo gli dobbiamo essere grati e dirgli grazie. E non soltanto perché qui, in questa terra, ad Alcatraz, nelle campagne di Gubbio, ha vissuto, lavorato con l’indimenticabile compagna della sua vita e grande artista Franca Rame, e con il figlio Jacopo”. Lo ricorda così Dario Fo la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, esprimendo il suo più profondo cordoglio – anche a nome di tutta la Giunta regionale – per la scomparsa del premio Nobel per la letteratura, inviando anche un affettuoso abbraccio a suo figlio Jacopo. “Il legame di Dario Fo con l’Umbria – scrive la presidente – era antico e molto stretto. Un legame che ha pervaso, e influenzato, tantissimo della sua ricerca e opera teatrale e letteraria. Ogni opera di Dario Fo, infatti – fino alla bellissima messa in scena dello spettacolo “Lu santu jullare Francesco” – era intrisa della spiritualità della nostra terra. Ma anche della sua cultura, della sua storia urbanistica, delle sue Chiese e Cattedrali, della pittura – da Giotto a Cimabue – dell’antica lingua umbra che Dario Fo aveva scelto per narrare, per denunciare, attraverso la vita di Francesco, o quella di Jacopone da Todi, le brutalità di una società contemporanea che spesso piega ai suoi interessi la vita dei cittadini”. “Ho conosciuto, ed amato l’opera di Dario Fo – aggiunge – sin da ragazza, ma successivamente, prima da sindaco di Todi e poi da presidente della Regione, ho avuto il privilegio e la fortuna di poterlo conoscere più da vicino. Chi di noi, che ha amato il teatro, non ha vissuto la emozionante esperienza di sedere alle tavole di legno della Libera Università di Alcatraz, e veder girare tra i tavoli Dario Fo e Franca Rame e con loro intrattenersi a parlare, discutere di teatro, politica e quant’altro?”.

 

La presidente del consiglio regionale Donatella Porzi  “È morto uno dei nostri più grandi artisti che nella sua lunga vita artistica ha rinnovato di contenuti e modalità espressive il teatro italiano. Anche a nome dell’Assemblea legislativa dell’Umbria esprimo il più vivo cordoglio per la scomparsa di questo grande italiano che con il linguaggio universale della vera arte ha saputo parlare al mondo”. Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, commenta la morte dell’artista e premio Nobel
per la cultura, Dario Fo, avvenuta oggi a Milano. “Noi umbri abbiamo sempre considerato Dario Fo – conclude Porzi – anche come nostro illustre, discreto, conterraneo, per la sua assidua frequentazione della Libera Università di Alcatraz gestita dal figlio Jacopo, a Santa Cristina di Gubbio, ed anche perché tra le tante opere frutto del suo genio ci ha regalato lo straordinario monologo ‘Lo Santo Jullare Francesco’, di cui molti ancora ne ricordano la suggestiva rappresentazione nella Piazza Grande di Gubbio in una sera di agosto di 17
anni fa”.

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