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Sgl Carbon Narni, piano industriale (verbale) in 3 anni: luci e ombre del primo summit con la nuova proprietà

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Sgl Carbon Narni, piano industriale (verbale) in 3 anni: luci e ombre del primo summit con la nuova proprietà

Andrea Giuli
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NARNI – Dopo la lunga e tribolata vicenda che ha portato, nel corso delle settimane scorse, all’individuazione dei soggetti imprenditoriali (l’inglese Gosource-Sangraf e la cinese Boachang) in grado di rilanciare la storica Sgl Carbon (Elettrocarbonium) di Narni scalo, l’incontro programmato tra le parti (ministero, istituzioni locali, la Gosource Group, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil), giovedì sera al Mise, per esserci stato ci è stato. Ma non sembra aver prodotto particolari e concreti passi in avanti. Peraltro, come prevedibile. In questa, come per altre vertenze industriali del territorio, ci vorrà pazienza.

L’ incontro “La riunione – si legge in una nota unitaria dei sindacati stessi -, seppure salutata con soddisfazione dalle parti, è stata di natura fortemente interlocutoria; un primo approccio tra soggetti protagonisti della partita che necessita di essere approfondita, in un percorso ancora condizionato da una serie di variabili che dovranno essere monitorate dai prossimi giorni”.

La società  La società Gosource Group, secondo quanto fanno sapere i sindacati “è nata per raccogliere le attività di produzione che devono essere avviate ed ha come unico cliente la società Sangraf, con il ruolo della commercializzazione e di marketing dei prodotti che, al tempo stesso, svolge l’attività esclusivamente per Gosource Group. Il fatturato della società Sangraf dell’anno scorso è di 44 milioni di dollari, provenienti dalla vendita dell’attuale capacità produttiva di elettrodi di 50.000 tonnellate annue, attualmente prodotte presso due stabilimenti in Cina. Il gruppo ha tentato anche in passato altre operazioni di acquisizioni per favorire lo strategico posizionamento produttivo nel nostro continente, senza raggiungere mai l’obiettivo”.

Lo stabilimento della Sgl di Narni

Lo stabilimento della Sgl di Narni

Il piano “Il piano dichiarato, solo verbalmente dal manager del gruppo incaricato di realizzare l’operazione di acquisizione e la ripartenza della produzione Wei-Ming Shen – continua la nota – prevede un investimento di 23 milioni di euro, da realizzarsi nell’arco di un massimo di 36 mesi. A conclusione del percorso è prevista una capacità produttiva di 30.000 tonnellate annue, con l’occupazione che si attesterebbe tra i 100 e i 120 addetti complessivi. L’obiettivo è quello di aumentare le vendite tra gli attuali clienti e la ricerca di nuovi. Il momento attuale è propizio, in quanto la chiusura di diversi stabilimenti di produzione di elettrodi nel mondo, ha ridotto l’offerta disponibile sul mercato. Per questo è necessario velocizzare, il più possibile, le operazioni arrivando quanto prima alla produzione”.

Le tappe “Il percorso complessivo – è scritto ancora nel comunicato -presentato si divide in tre fasi: La prima fase di 6 mesi, avrà inizio dal momento della conclusione dell’operazione di acquisizione della proprietà del sito e sarà necessaria per effettuare i lavori preliminari necessari al riavvio degli impianti; nel primo periodo si partirà con l’attivazione delle fasi finali del ciclo produttivo, utilizzando il prodotto semilavorato proveniente dagli altri stabilimenti di produzione, così da immettere quanto prima elettrodi del sito narnese sul mercato. La seconda fase a 18/24 mesi, necessari al completamento dell’impiantistica per l’attivazione di tutte le fasi di lavorazione. La terza fase è il periodo massimo di 36 mesi entro il quale lo stabilimento deve essere in grado di raggiungere la massima capacità produttiva di 30.000 tonnellate all’anno”.

Variabili esterne, la bonifica Per i sindacati “il risultato finale e la velocità di realizzazione del progetto dipendono da alcune variabili esterne alla volontà aziendale che incideranno però fortemente su quanto accadrà nei prossimi mesi: le operazioni di bonifica sono il primo elemento che incide sulla data di partenza dell’operazione, in quanto qualsiasi attività di investimento inizierà solo dopo l’acquisizione definitiva della proprietà dell’area da parte di Gosource, possibile solo dopo la conclusione delle operazioni di bonifica ambientale; qui è presente un problema nel problema, in quanto il sito produttivo è composto da due aree ben definite cosiddette Narni 1 e Narni 2; la prima rappresenta l’area della vecchia produzione sulla quale insiste un obbligo di bonifica più pesante e soggetta a verifiche e rilievi periodici che implicherebbero nel complesso 7 anni di attività; nella seconda area, quella dell’attuale stabilimento produttivo, le operazioni di bonifica dovrebbero, invece, concludersi entro la fine dell’anno. Da qui la necessità di dividere i percorsi differenti delle due aree, così da velocizzare le autorizzazioni necessarie, a partire dall’Aia e la conseguente acquisizione della proprietà di Narni 2 nei primi mesi dell’anno prossimo. Le istituzioni locali hanno dichiarato la necessità di incontrare il soggetto imprenditoriale, trovato dalla stessa Gosource, che si impegnerebbe, finita la bonifica, sull’utilizzo dell’area Narni 1”.

La protesta degli operai della Sgl Carbon di Narni

La protesta degli operai della Sgl Carbon di Narni

Costo dell’energia Questo elemento, dicono le organizzazioni di categoria, “è già stato oggetto di approfondimento tra i soggetti acquirenti e il dipartimento energetico del Mise, come fattore economico fondamentale per la economicità dell’operazione e per il suo sviluppo. Sulla questione bisognerà però attendere l’esito della legge in discussione in Parlamento che vede la riduzione del costo energetico per le aziende energivore, che, secondo il Mise, dovrebbe essere licenziata entro la fine di questo mese”.

Investimento e finanziamenti pubblici Per aiutare e velocizzare le operazioni di realizzazione del progetto, “verrà istituito un tavolo tecnico da parte della Regione Umbria, per verificare, piano alla mano, la possibilità di sostenere l’azienda attraverso gli strumenti dell’area di crisi complessa, che altresì saranno anche gli unici utilizzabili alla causa”.

Relazioni industriali e occupazione “È stato anche affrontato – conclude la nota sindacale – il tema delle buone relazioni industriali, quale strumento per creare le migliori condizioni, evitando inutili frizioni tra lavoratori ed azienda, che purtroppo hanno rappresentato una costante durante l’operazione ELettrocarbonium. È stato posto all’attenzione di Mister Shen il tema dell’occupazione, ovvero la priorità degli ex lavoratori Sgl, visto lo spettro, per alcuni, e la certezza per altri della fine degli ammortizzatori sociali, alleviata al momento solo dalle possibilità di trovare strumenti all’interno di quanto previsto nell’area di crisi complessa”.

Conclusioni “Per concludere, un incontro importante per la presenza, per la prima volta, di un soggetto industriale del settore, impegnato nel rilancio del sito, attraverso la sottoscrizione di una manifestazione di interesse vincolante, ma una strada ancora irta di problematiche e nodi da sciogliere tutta da percorrere. Una strada che per la prima volta lascia intravedere una flebile luce in fondo al tunnel, dopo le vicende poco edificanti degli ultimi anni”.

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Andrea Giuli
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