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Sgarbi ad Amelia, sferzate al ternano Caos: il mondo verrà qui ad ammirare Rubens

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Sgarbi ad Amelia, sferzate al ternano Caos: il mondo verrà qui ad ammirare Rubens

Andrea Giuli
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A. G. 

AMELIA – Capello candido fluently e camicia di lino color avio, il professor Vittorio Sgarbi plana, sotto braccio alla neo-sindaca Laura Pernazza, all’ingresso del bellissimo teatro sociale di Amelia. Con la soavità e le contumelie di sempre e con un 45 minuti di ritardo. Ma il personaggio, indubbiamente di prestigio, è noto ormai. image

Dopo un breve, orgoglioso saluto della stessa Pernazza che ha rivendicato il successo di aver trascinato nella cittadina umbra il critico d’arte, così come aveva promosso, e un intervento programmatico dell’assessore alla Cultura, Proietti, l’irabondo e pirotecnico erudito ha fatto il suo show. Una serie di aneddoti tra il pruriginoso e il politico, tra epiteti colorati e ricordi delle sue innumerevoli, vorticose esperienze amministrative e tecniche (“Ho un curriculum straordinario, ma sono stato cacciato sempre via”); poi, il professore passa al succo. E sono rivelazioni.

UNO STRALCIO DELL’INTERVENTO DI SGARBI

Non senza prima aver riservato una stoccata, dal fondo della memoria, verso il polo espositivo del Caos di Terni e l’organizzazione, anni fa, della mostra su Pier Matteo d’Amelia: “Mi avevano chiamato questi signori del Caos per promuovere la mostra. Cosa che feci. Poi non mi chiamarono più per vari motivi e tennero la mostra senza dirmi un corno. Facendo così solo 7.000 visitatori, così imparano”. image
La “ciccia” dunque: “Il 13 ottobre prossimo ho pensato di portare ad Amelia una mostra di una sola opera. Un bellissimo dipinto di Rubens che verrà esposto qui per la prima volta dopo 30 anni e verrà tutto il mondo ad ammirarlo ad Amelia, all’interno di un percorso in tre tappe di tre dipinti rubensiani che vede, appunto, la cittadina umbra come epicentro, partendo da Roma e arrivando a Fermo. Poi porteremo una mostra di quel grandissimo pittore che è stato Pier Matteo, qui nella sua città, dopo che vi è stata inopinatamente scippata da Terni anni or sono e con risultati scadenti. Un oro gettò a basso costo. Poi una mostra su una artista moderna, Maria Grazia Cucco. Poi, una raccolta delle sculture erratiche di Agostino di Duccio, anticipatore del Liberty. Ma dovremo anche, come ho già detto al sindaco, puntare sulle manutenzioni dell’immenso patrimonio di palazzi di cui Amelia dispone, palazzo Petrignani per esempio. E risistemare l’importantissimo museo. Nonche rifare l’illuminazione funeraria del centro amerino. Basta poco, cambiare là lampadine e ho già fatto fare un preventivo di 6.000 euro”.

Insomma, frizzi, lazzi, geniali scurrilità, erudizione è un programma di grandi e piccole iniziative che il professore ha già programmato, come ha detto stasera al teatro sociale, “per far tornare Amelia alla luce”. Applausi scroscianti.

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