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Sforamento delle Pm 10, Terni fra i 32 capoluoghi più inquinati d’Italia

Cronaca e Attualità Terni

Sforamento delle Pm 10, Terni fra i 32 capoluoghi più inquinati d’Italia

Emanuele Lombardini
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L'inceneritore di Terni

TERNI- La città di Terni è sempre più inquinata. Per carità, non è certo una sorpresa, vista la presenza in città degli inceneritori, dell’acciaieria (e non solo), ma certo i dati diffusi da Legambiente e pubblicati dal Corriere della Sera devono suonare come un campanello d’allarme. Nel 2016 infatti, per ben 59 giorni la città ha superato il limite di 50  microgrammi per metro cubo di polveri sottili, le cosiddette Pm10.

E nella classifica dei  comuni più inquinati d’Italia, si piazza in sedicesima posizione sui 32 che hanno sforato nel 2016 per oltre 35 giorni il limite. In questa speciale classifica non c’è Perugia, che è rimasta sotto questa soglia, mentre invece è in compagnia di città come Torino, Frosinone e Milano (i primi tre posti). C’è anche Roma, ma incredibilmente è molto più dietro, in posizione 27.

Triste ascesa. Un dato, quello di Terni, che la vede salire di 6 posizioni rispetto al 2015, quando i giorni di sforamento furono di più (69) ma anche le città che superarono questo limite (48 e c’era anche Perugia, nelle posizioni di coda). E nel 2015 era in testa Frosinone con 115 mentre nel 2016 Torino comanda con 86. Dovrebbe far riflettere anche il dato che a parte Roma e Frosinone, Terni è l’unica altra città del centro Italia inclusa in questa classifica. Il grosso è ovviamente concentrato al Nord, con quattro apparizioni dell’Emilia-Romagna (Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Rimini), mentre al sud prevale nettamente la Campania anche se persino Napoli – la peggiore delle meridionali- è dietro Terni (posizione 17).

Verdi Ambiente e Società: “Intervenire subito”. Sulla questione dell’inquinamento della città si registra una nota a firma della sezione provinciale dei Verdi Ambiente e Società:

“L’annoso problema dell’inquinamento di aria, acqua e suolo della città di Terni – scrivono – non riesce ancora a trovare una soluzione da parte dell’amministrazione comunale e delle altre istituzioni preposte alla salvaguardia della salute pubblica. Al di là di qualche convegno e di promesse e progetti mai realizzati, sostanzialmente tutto rimane come sempre e il quadro della città peggiora di giorno in giorno, con conseguenze devastanti sulla salute dei cittadini. Le discariche della Tk-Ast, continuano a rimanere lì, pronte a seminare particolato ad ogni alito di vento; le ciminiere continuano a versare metalli pesanti nell’aria in abbondanza, con buona pace degli abitanti di Prisciano e del centro cittadino; di riciclaggio delle scorie metalliche (come avviene da anni negli impianti tedeschi) non si parla più. Gli inceneritori continuano a bruciare senza sosta, emettendo diossina e diffondendo, insieme alle polveri sottili, uno strano odore di gas. Le vecchie discariche di rifiuti solidi urbani, disseminate nel resto della città (Maratta, Zona Fiori, Polymer), continuano ad ospitare coltivazioni ortofrutticole e di cereali che poi arrivano sulle nostre tavole. Tutto in parte monitorato da Arpa Umbria, i cui dati registrano spesso valori sopra i limiti della legge sia per le polveri sottili che per i metalli pesanti, con il caso allarmante di Prisciano dove nel 2015 il cromo (cancerogeno di livello 1) presente nell’aria è stato 317 volte quello di Perugia. Si fa finta di non sapere chi getta pericolosamente nell’aria queste sostanze”.

“E’ giusto chiedersi – scrivono ancora – per quanto tempo ancora i ternani dovranno vivere questo inferno ed è importante che tutti abbiano la consapevolezza che l’intera cittadinanza è a rischio sanitario, in special modo i bambini e le giovani generazioni”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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