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Serie C, Ghirelli: “Lascino fare le riforme del calcio a chi le sa fare”

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Serie C, Ghirelli: “Lascino fare le riforme del calcio a chi le sa fare”

Emanuele Lombardini
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Francesco Ghirelli

TERNI- Il derby fra Ternana e Gubbio ha visto la presenza in tribuna di Francesco Ghirelli, eugubino e neopresidente della Lega Pro, alla seconda uscita ufficiale su un campo dalla sua elezione. Parlando con i cronisti il dirigente ha spiegato come sia pronto il tempo delle riforme e non ha lesinato critiche a Balata, numero uno di Lega B.

Subito scuse. Prima di tutto però le scuse. Alla città, alla squadra e non solo. Terni è la seconda tappa del suo tour, partito da Siena nelle città coinvolte nella vicenda ripescaggi: “Andrò in tutte le città – dice il neo presidente di Lega Pro- a cui hanno strappato la maglietta ad un passo dal traguardo, per chiedere scusa, anche se le responsabilità non sono nostre. Intanto però abbiamo finalmente rimesso al centro il pallone e la magia del calcio, questo è bello ed il derby lo ha dimostrato. Dobbiamo lavorare per riconquistare la credibilità e questo può avvenire solo con i fatti, non con le parole“.

Riforme serie. Un disegno chiaro: cambiare il calcio come è cambiata la serie C. Qui parte la stoccata a Balata.  “Avete visto il rapporto  pesante che si è creato fra le leghe? Tutto questo è nato perchè non hanno dato seguito a ciò che avevamo suggerito di fare nel mese di agosto – spiega – Il dialogo che ha chiesto Balata per me è semplice: ho detto a chi di dovere che per me va bene ma anche che  dobbiamo parlare. Noi siamo impegnati con la riforma del campionato, qualunque sarà il numero delle squadre della serie B, per arrivare a quel numero si dovranno tenere nel giusto contro le squadre della Lega Pro, perchè non vogliamo la beffa dopo il danno“.

 E ancora:  “Si fanno in quel modo, come le hanno fatte loro, le riforme? Non credo. Noi siamo l’unica lega che è passata da 90 squadre a 60, le altre hanno tutte aumentato il numero. Lascino stare chi sa fare le riforme, che noi abbiamo fatto attraverso un percorso condiviso. Noi abbiamo fatto le riforme, loro invece solo un caos“, dice.

Consiglio direttivo vincente e ricambio. Poi fa un riferimento alla sua squadra direttiva, della quale fanno parte i due vicepresidenti Cristiana Capotondi e Jacopo Tognon, ma anche il presidente della Ternana Ranucci come consigliere. “Il mio sogno – dice il neo presidente-  è quello in pochissimo tempo di cedere il passo ad una nuova generazioni di dirigenti: Cristiana Capotondi è una donna molto determinata, non fatevi ingannare dal suo volto gentile: ha gli artigli e grande carattere. Jacopo Tognon è uno dei maggiori esperti di diritto sportivo in Europa. Non so se saranno loro i nuovi dirigenti, ma adesso è una squadra forte: insieme o da soli costituiscono il mix di quello che dovrebbe essere il nuovo dirigente sportivo italiano. Con Ranucci e con gli altri credo di aver messo insieme un Consiglio Direttivo importante. Ho chiesto al consiglio di mettermi in difficoltà, di costringermi a discutere, perchè è la squadra che vince. Penso di non aver sbagliato, quando scelgo una squadra difficilmente sbaglio: metto sempre i migliori, perchè io venga messo in difficoltà e possano scalzarmi”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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