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Codice degli appalti, Cantone a Perugia: “Riforma della pubblica amministrazione argine alla corruzione”

Cronaca e Attualità

Codice degli appalti, Cantone a Perugia: “Riforma della pubblica amministrazione argine alla corruzione”

Redazione
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13327367_10207012905905624_7264667629969783683_nPERUGIA
– Una sala del Consiglio Provinciale gremita per ascoltare Raffaele Cantone. Il magistrato italiano, che dal 2014 presiede l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), ha parlato del nuovo codice degli appalti. L’iniziativa si è svolta oggi nel tardo pomeriggio ed è stata promossa dalla senatrice umbra  del Pd Valeria Cardinali, che all’incontro ha invitato anche il vicepresidente al senato della Commissione per i Lavori Pubblici, Stefano Esposito. 13335966_10207012905865623_5043890336325268257_nLa riforma della pubblica amministrazione “ha effetti fondamentali” anche per la lotta alla corruzione. Queste le parole del presidente dell’Anac Raffaele Cantone a margine del dibattito sul codice degli appalti che si è svolto questa sera. La discussione coordinata dalla senatrice ha affrontato più parti di quella che è la riforma in toto, sempre ponendo questioni legate alla lotta alla corruzione. “La lotta alla corruzione – ha sostenuto Cantone – è sicuramente è un sistema sul quale moltissime riforme possono incidere. E quella della pubblica amministrazione, pur non nascendo come una di contrasto a questo fenomeno, ha effetti fondamentali. Una classe di dirigenti di qualità – ha concluso Cantone – è uno dei migliori ostacoli alla corruzione”. In apertura di dibattito Cardinali ha sottolineato come “quella in cantiere sugli appalti è una riforma molto importante, forse si poteva anche fare meglio ma l’iter delle audizioni è stato lunghissimo e il giudizio deve essere positivo, anche perché va considerato che si fa nel quadro di altre riforme da parte del governo”. La senatrice umbra ha anche parlato  della necessità di snellire gli iter burocratici “per realizzare un’opera ci vogliono in media 14 anni, di cui gran parte per le carte e i ricorsi e il rischio di corruzione è tanto più elevato quando i percorsi sono farraginosi. Detto questo, non penso come Davigo che tutti i politici siano corrotti, il fenomeno c’è ed è proprio una normativa più chiara che può fortemente limitarlo”. In chiusura, Sefano Esposito vicepresidente Pd della commissione Lavori pubblici al Senato e relatore del provvedimento, ha spiegato i tratti salienti del nuovo codice degli appalti. “Siamo partiti dall’assunto – ha detto Esposito – che il male assoluto dell’Italia è il principio del massimo ribasso e l’alternativa ce l’avevamo già, ma era molto limitata e si chiama ‘offerta economicamente più vantaggiosa’. Sul ‘massimo ribasso’ il senatore Pd ha rimarcato “come il primo testo aveva posto un tetto estremamente severo, 150 mila euro, per l’uso di questa strada. Poi, via via nell’iter del codice, si è saliti a un milione, fino alla richiesta di Anci e Regioni di portarlo a 2,5 milioni. «Mi sono chiesto: ma non era forse questo il problema?”. Per quanto riguarda il subappalto, Esposito, ha sottolineato la decisione di mettere un tetto:”LO abbiamo limitato al 30% ma aggiungendo principi sulla responsabilità”.

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