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“Liceo e Itis ad alto rischio sismico”, il caso scuole approda in Consiglio

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“Liceo e Itis ad alto rischio sismico”, il caso scuole approda in Consiglio

Redazione
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L'interno di un'aula scolastica

CITTA’ DI CASTELLO – Alto rischio sismico in tre istituto superiori cittadini, e in particolare per alcune porzioni degli edifici che ospitano il Liceo “Plinio il Giovane” e l’Itis “Leopoldo e Alice Franchetti”. Ma sarebbe critica anche la situazione dell’istituto professionale agrario “Patrizi”.  Lo sottolinea in una interrogazione dal capogruppo d Fratelli d’Italia, Andrea Lignani Marchesani, sulla base di quanto emergerebbe dai documenti della Provincia.

“A parlare sono le carte dell’Area Edilizia Ambiente e Territorio della Provincia presentate in sede di Commissione competente di quell’Ente ormai privo di fondi e in via di dismissione. Questo aumenta la gravità di quanto riportato in quella sede – spiega l’esponente di minoranza – considerata la penuria evidente di risorse e la necessità che a farsene carico siano altri soggetti pubblici. Dalla documentazione presentata riguardante gli Istituti scolastici risalenti a prima della normativa antisismica del 1981 e che non hanno strutture portanti in cemento armato o acciaio – afferma Lignani Marchesani –  emerge che a Città di Castello sono necessari lavori per quasi 14 milioni di euro in tre Istituti o porzioni di essi; Liceo Classico, Itis Franchetti e Professionale Patrizi. In particolare gli indicatori di rischio relativi al rischio vita   sono particolarmente  bassi (e quindi ad alto rischio) nell’edificio principale del Liceo e nella parte senza corpo in acciaio dell’Itis. Il coefficiente di sicurezza è positivo se supera 0,8 mentre è particolarmente disastroso se sotto 0,1. Nei due predetti Istituti il coefficiente rischio vita in parte degli edifici è di 0,19 per il Liceo e 0,098 per l’Itis. In sostanza significa che non si può scherzare e non si possono rimandare i lavori di adeguamento.” Con l’interrogazione Andrea Lignani Marchesani, chiede al sindaco Luciano Bacchetta di riferire in Consiglio “sulle iniziative istituzionali tese a reperire i fondi necessari per un adeguamento che elimini il pericolo cui i nostri ragazzi e il personale docente e non docente  sarebbero sottoposti in caso di sisma”.

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