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In Umbria didattica a distanza per le superiori fino al 23 gennaio

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In Umbria didattica a distanza per le superiori fino al 23 gennaio

Redazione
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Una classe delle superiori di Terni
Una classe delle superiori di Terni

PERUGIA – La Regione sceglie la linea della prudenza e decide per la didattica esclusivamente a distanza per le scuole secondarie di secondo grado (superiori), statali e paritarie, sino al 23 gennaio prossimo. In base, infatti, ai dati epidemiologici, ed al parere del Comitato Tecnico Scientifico Regionale, si è ritenuto necessario un periodo di osservazione nei circa 20 giorni seguenti le festività al fine di analizzare l’andamento dell’epidemia sul territorio regionale e perseguendo, come detto, il concetto di massima precauzione a tutela del bene primario della salute.

Protocollo In tal senso si sta perfezionando anche un protocollo con le farmacie pubbliche e private nonché con la Croce Rossa per permettere uno screening volontario degli studenti e del personale scolastico delle scuole superiori. Screening reso possibile grazie al recupero di risorse Fse per un milione di euro da parte dell’assessore al bilancio e all’istruzione Paola Agabiti.

Attività Per ciò che concerne la didattica a distanza, resterà salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. Le disposizioni si applicano anche agli studenti iscritti per l’anno formativo 2020/2021 ai corsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) presso le Agenzie formative e gli Istituti professionali statali in regime di sussidiarietà.

Critiche “La Regione Umbria ha annunciato che la riapertura delle scuole superiori in presenza sarà ancora da posticipare fino al 23 gennaio. Fino ad allora rimarremo in didattica a distanza al 100% come da mesi ormai. Non abbiamo mai smesso di farlo, ma continuiamo a ribadire che arrivati a questo punto la gestione della pandemia in Umbria è stata disastrosa e il Governo regionale sta continuando a procurare alla nostra generazione danni educativi incalcolabili e continua a rifiutare ogni tipo di dialogo”. A criticare la scelta di Palazzo Donini è il sindacato studentesco Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria. “Non è possibile andare avanti così – aggiunge il coordinatore regionale Matias Cravero -, finché non verranno messi in campo investimenti strutturali nei trasporti e nel diritto allo studio non sarà possibile costruire una ripartenza del sistema scolastico in presenza e in sicurezza». Altrascuola fa sapere che «le nostre proposte e le nostre richieste d’ascolto restano sul tavolo: la Giunta regionale e la Presidente Tesei non possono continuare a ignorarci, le studentesse e gli studenti devono essere ascoltati se c’è la sincera volontà di far ripartire il sistema scolastico”.

Calabrese Contro la decisione della Giunta di Palazzo Donini anche l’ex assessore perugino Francesco Calabrese che, su Facebook, chiama in causa l’assessore regionale ai Trasporti Enrico Melasecche: “Caro Enrico – dichiara – se non si fosse capito sono veramente incazzato, mio figlio ha diritto di tornare a scuola, ormai da un pezzo. Non potete continuare a scaricare su di lui e sulla sua generazione i vostri limiti. Non lo devo ricordare a te, ma lo puoi ricordare intorno a te, voi siete lì al servizio dei cittadini umbri e nella fase più drammatica della nostra storia recente. “Il concetto di massima precauzione” per chi? Sempre più sulla loro pelle, sul loro futuro, sul nostro futuro. Quale idea di politica e società, delle vostre delicatissime responsabilità, vi può aver consentito una deroga ancor più restrittiva alle già rigide restrizioni nazionali per la scuola dei nostri ragazzi mentre adottavate una deroga estensiva per i cacciatori? Ma è questa la cifra del nostro governo regionale? E se siete riusciti a far incazzare e sbottare me che come te ho dedicato gli ultimi trent’anni impegnandomi a viso aperto per arrivare finalmente al cambiamento anche in Regione, siete già un pezzo avanti per trasformare la grande speranza del cambiamento nell’amarissima constatazione che Tomasi di Lampedusa era, anzi, un ottimista”.