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Scuola, anche l’Umbria in subbuglio: proteste di lavoratori mense e pulizie, insegnanti e genitori

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Scuola, anche l’Umbria in subbuglio: proteste di lavoratori mense e pulizie, insegnanti e genitori

Redazione
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L'ingresso degli alunni in una scuola di Perugia

PERUGIA-TERNI– Proteste anche in Umbria dei lavoratori del mondo della scuola. In concomitanza con il resto d’Italia, mercoledì mattina le lavoratrici delle mense e pulizie scolastiche hanno fatto sentire la loro voce con un presidio che si è svolto davanti alle rispettive prefetture

Chiusa la cassa integrazione, molte lavoratrici sono senza reddito da tre mesi ed il loro contratto, come sempre, verrà sospeso a giugno per essere riattivato solo a settembre, perdendo quindi una retribuzione già minimale. Per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti hanno organizzato la giornata di mobilitazione per chiedere “risposte concrete e tempestive”. Tra queste la proroga per almeno 27 settimane degli ammortizzatori sociali con causale Covid-19, la ripresa dell’anno scolastico a settembre, in presenza e in sicurezza, e misure di sostegno economico straordinario.

Priorità alla scuola, manifestazioni a Terni e Perugia.Migliaia di genitori, insegnanti e studenti arrabbiati si preparano a scendere in piazza. Da Torino a Palermo, passando per Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Napoli ed anche a Terni, in piazza Europa (ore 18) ed a Perugia in piazza della Repubblica (ore 17), giovedì 25 giugno il mondo della scuola si ribella. “Priorità alla scuola” è il comitato che organizza la mobilitazione  in sessanta piazze italiane, che  si riempiranno ancora una volta di famiglie, studenti, lavoratori della scuola per chiedere che le attività didattiche riaprano in presenza a settembre, salvaguardando salute, sicurezza e diritto allo studio.

Fra le richieste, un rientro sui banchi a settembre in completa sicurezza, senza la didattica a distanza, senza i turni tra gli studenti costretti a stare metà in classe e metà a casa per mancanza di spazi, senza le ore di lezione ridotte a 40 minuti. In pratica, un rientro con modalità diverse da quelle indicate dalla ministra Lucia Azzolina.

Comitato ternano. “Abbiamo letto il Piano Scuola presentato ieri dalla ministra Azzolina a Regioni e sindacati dicono Marta Frittella -referente per Terni del gruppo nazionale Priorità alla Scuola, Patrizia Marinelli e Cristina Feliziani (che nel 2016 hanno formato il Comitato Commissari Mense insieme ad altri genitori per difendere le cucine in loco nelle scuole ternane)- ed è vergognoso. Così a settembre non avremo un piano, non avremo una scuola, e i nostri bambini non sappiamo dove e come porteranno avanti gli studi, chi è indietro sarà penalizzato, resterà sempre più indietro. La didattica a distanza ha lasciato indietro i più fragili, i bambini che con i genitori al lavoro hanno dovuto fare da soli e rischieranno di non poter recuperare quanto perso neanche il prossimo anno. Si parla addirittura di fare classi miste di diverse età: che programma scolastico si porterà avanti? E’ previsto di lasciare all’autonomia dei presidi la pianificazione per garantire il ritorno alla didattica in presenza a settembre, ma senza che siano indicate condizioni minime né risorse aggiuntive disponibili. Ecco di cosa non si parla, delle uniche cose che avrebbero dovuto fare: stanziare più soldi per la scuola, inserire più docenti nell’organico,  individuare locali adeguati per poter mantenere il distanziamento durante le lezioni”.

Flc Cgil Umbria “La mobilitazione – scrive Domenico Maida, segretario generale della Flc Cgil dell’Umbria  – è finalizzata a chiedere un piano straordinario di investimenti sia in personale che in edilizia scolastica, affinché le scuole possano riaprire non uguali, ma migliori di prima. La mobilitazione pone temi e rivendicazioni condivise dalla Flc Cgil e al centro dell’attività sindacale in tutti questi mesi di emergenza sanitaria e di sospensione delle attività didattiche in presenza”, spiegano dal sindacato. Siamo convinti della necessità di un grande movimento per riportare al centro dell’agenda politica il tema della scuola e del diritto all’istruzione oggetto da molti anni di scelte sbagliate, miopi e regressive. Per questo ci ritroviamo nelle rivendicazioni della giornata del 25 e saremo nelle piazze insieme alle cittadine e ai cittadini che credono indispensabile, per la ripartenza e per il futuro del Paese, dare priorità alla scuola”.

 

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