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Scontro Ast-Uilm, l’azienda puntualizza dopo la sentenza: “Le cose stanno così”

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Scontro Ast-Uilm, l’azienda puntualizza dopo la sentenza: “Le cose stanno così”

Andrea Giuli
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Ingresso AST e bandiere

TERNI – Alt un attimo. L’azienda, l’Ast, mette i puntini sulle “i” e puntualizza la vicenda del ricorso (contro la società di viale Brin) inoltrato dalla Uilm Terni per comportamento antisindacale, e accolto parzialmente con decreto, lo scorso 13 febbraio, dal Tribunale di Terni.

L’azienda puntualizza Una precisazione e un chiarimento, quelli aziendali, tanto più necessari dopo la trionfale conferenza stampa della Uilm ternana e nazionale, con tanto di legali accanto, tenuta nella giornata di venerdì 16 marzo. Tanto che nella nota diffusa, la società stessa parla di “presunto comportamento antisindacale di Ast nei confronti della Uilm in merito alla recente sentenza emessa dal Giudice del lavoro del Tribunale di Terni”.

Il decreto del giudice e la replica di Ast Ecco allora che Ast, nella sua precisazione, prende in prestito alcuni passaggi salienti del decreto-sentenza di cui sopra: “Alla luce della documentazione acquisita e delle prove orali assunte in giudizio, il giudicante ritiene che effettivamente la presunta condotta discriminatoria posta in essere dalla parte datoriale altro non sia che la conseguenza di una conflittualità sviluppatasi internamente alle Rsu ed in particolare tra le diverse sigle sindacali che di tale rappresentanza fanno parte presso la società resistente (Uilm, da un lato, e Fim, Fiom, Fismic e Ugl, dall’altro)”.

“Nella sentenza del giudice Sara Foderaro – scrive poi l’azienda – si fa riferimento a una testimonianza prodotta da Emilio Trotti (Fim Cisl) dove si afferma che ‘nell’incontro del 3 marzo 2016 si creò un clima di tensione non solo tra rappresentanti aziendali e Uilm, ma anche tra quest’ultima e le altre rappresentanze sindacali facenti parte della Rsu. Fu a seguito di tali tensioni che le ulteiori sigle sindacali iniziarono a chiedere la convocazione separata dei tavoli relativi alle trattative in materia di organizzazione del lavoro, richiesta cui l’azienda diede seguito, preoccupandosi tuttavia, scrive il giudice, di convocare sui medesimi temi e pressoché nelle stesse date, anche la Uilm’. Fatto peraltro riconosciuto da Fabrizio Blasi, delegato della Rsu Uilm. La sigla sindacale aveva denunciato di essere stata discriminata, poiché convocata separatamente dalle altre organizzazioni sindacali nel corso di una recente trattativa. Nella sostanza, secondo il Tribunale, ‘l’assenza di un comportamento antisindacale risulta oggettivamente’ e ha accolto solo parzialmente il ricorso della Uilm, decidendo la compensazione delle spese in ragione della metà e imponendo ad Ast il riconoscimento di una cifra simbolica di 1500 alla Uilm”.

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Andrea Giuli
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