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Pedopornografia, anche su neonati: maxiblitz con 15 arresti, indagato anche un ternano

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Pedopornografia, anche su neonati: maxiblitz con 15 arresti, indagato anche un ternano

Redazione
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Un ufficio della Polizia Postale
Un ufficio della Polizia Postale

MILANO – Poliziotti infiltrati nei gruppi telegram e whatsapp per stanare un giro di materiale pedopornografico nell’ambito di una operazione denominata Luna Park. Fra gli indagati c’è anche un commerciante ternano di 41 anni che collezionava tale materiale all’insaputa della convivente.

L’operazione. Il maxi blitz, coordinato dalla procura distrettuale di Milano è durato due anni ed ha ha passato al setaccio stanze e gruppi di Telegram e WhatsApp. Quindici le persone arrestate e sedici le associazioni criminali individuate dagli inquirenti attraverso 159 gruppi individuati con 432 utenti attivi che condividevano foto e video pedopornografici ritraenti vere e proprie violenze sessuali su minori, a volte anche neonati.

Dei 159 gruppi individuati dagli investigatori della Polizia Postale, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti. Ciascun gruppo era regolato da precise e severe norme di comportamento finalizzate a preservare l’anonimato – e, quindi, la “sicurezza” – del sodalizio criminale, oltre che dei singoli partecipanti. La violazione di tali regole comportava, infatti, l’espulsione da parte degli amministratori. La lunga e capillare attività di indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.

Gestivano Sono 81 gli italiani identificati dalla Polizia Postale milanese, due dei quali, un ottico con collaborazioni universitarie napoletano di 71 anni e un disoccupato veneziano di anni 20, promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l’attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo. Quella della transnazionalità è una caratteristica che accomuna tutti i gruppi scoperti dagli agenti infiltrati. Sono, infatti, ben 351 gli utenti stranieri coinvolti nell’indagine, per ciascuno dei quali sono state raccolte tutte le tracce informatiche utili alla loro identificazione. Tali elementi, condivisi tramite il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni con le Agenzie di cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di trarli in arresto sia in Europa che nel resto del mondo.

Fenomeno trasversale L’attività svolta ha evidenziato come il fenomeno criminale in argomento sia assolutamente trasversale, dal momento che tra gli indagati figurano persone di estrazione sociale ed età molto eterogenee, quali affermati professionisti, operai, studenti, pensionati, impiegati privati e pubblici, di cui un vigile urbano e diversi disoccupati, con età anagrafiche che oscillano tra i 18 e i 71 anni. Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici, emesse dalla Procura Distrettuale di Milano, hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email e profili social. Durante le perquisizioni sono stati altresì rinvenuti gli account utilizzati dagli indagati per la richiesta del materiale pedopornografico e un ingente quantitativo di materiale illecito custodito sui supporti informatici sottoposti a sequestro.

 

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