domenica 24 Ottobre 2021 - 12:29
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Sbarca a Terni la world music di Raiz e Radicanto: “Rileggiamo i suoni del Mediterraneo”

Parla il cantautore salentino, che sarà all'Anfiteatro Fausto insieme alla ensemble: "L’arte è una forma di aggregazione culturale che ci permette di ritrovarci, di interagire, di unire chi la musica la fa a chi la riceve"

TERNI – Già quasi tutto sold out per il concerto gratuito di Raiz e Radicanto. L’ensemble salentina e la storica voce degli Almamegretta apriranno domani all’Anfiteatro Romano di Terni la tre giorni della festa d’autunno del Cantamaggio. In una intervista Raiz parla di cosa si potrà ascoltare nel loro concerto:

“Il viaggio in musica  – spiegano– continua il percorso svolto in questi anni di ricerca, rielaborazione e scrittura della musica del Mediterraneo affiancando alla riproposta dei brani tradizionali la scrittura originale di nuove composizioni. Oggetto dell’indagine è il Mediterraneo, viatico di suoni e peregrinazioni musicali, storie ed echi di gente rivissute attraverso le antiche cantigas sefardite e la rilettura della tradizione meridionale italiana, sempre votate alla struttura della forma ‘canzone”.

Contaminazioni

Dunque sarà un concerto dai suoni caldi, come il sole del Salento. Ma anche dell’Africa. Ballate acustiche, intense, legate con dolcezza ed efficacia all’alternanza delle stagioni della vita umana. Una musica immaginaria mediterranea, meticcia, che nasce dall’incontro di Raiz  con i Radicanto consolidato negli anni con la realizzazione di tour e lavori discografici, finalisti del Premio Tenco e nella Top Ten della World Music Chart of Europe.

Un concerto potente e raffinato al tempo stesso, in cui l’universo sonoro della voce di Raiz si intreccia ai ritmi cadenzati, agli echi delle corde, delle pelli e dei papiri che scivolano come rivoli di un racconto che sembra non avere mai fine. Ospiti del disco due grandi della musica italiana la pianista Rita Marcotulli e il violinista Mauro Pagani. Cantighe sefardite, salmi, canzone napoletana, ritmi nordafricani, mediorientali, asiatici: lingue e linguaggi che si inseguono, una ‘democrazia del pentagramma’, il mediterraneo come una realtà panregionale, senza frontiere”.

Ritorno alla vita

Ovviamente anche per loro è il ritorno ai concerti dopo tanto tempo: “E’ il ritorno allo stare insieme, – dicono – all’Agorà. L’arte è una forma di aggregazione culturale che ci permette di ritrovarci, di interagire, di unire chi la musica la fa a chi la riceve. Di riconoscerci parte di un’unità più grande. La storia non smetterà mai di insegnarci il futuro, di interrogarci sulla realtà, grazie alle storie, l’archetipo più antico che ci portiamo addosso. Oltre al lungo tour che continua senza sosta, in luglio abbiamo inciso il nuovo cd (verrà stampato anche il nostro primo vinile), che verrà pubblicato la prossima primavera per la casa discografica toscana Fonè di Giulio Cesare Ricci”.

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