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‘Sartoria Eugubina’ rilanciata dalle ex dipendenti licenziate: ora è in crescita

Economia ed Imprese Perugia Alta Umbria

‘Sartoria Eugubina’ rilanciata dalle ex dipendenti licenziate: ora è in crescita

Redazione economia
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L'inaugurazione della nuova sartoria nel 2015 (foto Ansa)

BASTIA UMBRA – Dall’idea di trentuno lavoratrici,  che erano state licenziate dalla Srap Srl di Gubbio in seguito alla chiusura, nel 2014, della fabbrica di capi di vestiario per grandi marchi internazionali, è nata l’anno scorso (a febbraio) a Padule di Gubbio la nuova azienda manifatturiera Sartoria Eugubina.

Lavoratrici che non hanno voluto disperdere capacità professionali acquisite in anni di esperienza nel settore ed hanno deciso di mettere a disposizione il capitale di rischio rinunciando agli ammortizzatori sociali e creando una holding. L’azienda è oggi specializzata in produzione di capispalla formali e pantaloni per donna e lavora al momento come terzista
per importanti marchi del settore come Gucci, Cucinelli e Burberry che vendono in tutto il mondo.

Il loro primo passo, dopo l’idea iniziale, è stato quello di chiamare un professionista del settore come Rudy Severini, attualmente amministratore delegato della sartoria, per sottoporgli il progetto. A sottolinearlo è Adriano Pelliccia, collaboratore di Severini per la gestione aziendale. “Sartoria Eugubina – ha detto Pelliccia durante la presenza ieri dell’azienda all’Umbria Business Matching organizzato a Bastia Umbra da Confindustria Umbria – non nasce dalle ceneri di un’altra azienda ma da un’idea di alcune dipendenti di quella azienda, stanche di quello che poteva essere il non lavorare e il non praticare quell’arte che avevano portato avanti con tanta passione”.

Nel giro di 12 mesi Sartoria Eugubina è passata dalle 31 dipendenti alle 54 attuali. Non lasciando da parte la fasonistica, che dà linfa quotidiana alla ditta, l’obiettivo dell’azienda è quello di specializzarsi sempre più nella sartoria “su misura”, ovvero nell’ideazione e confezionamento di capi esclusivi. Quello di Sartoria Eugubina è quindi un progetto innovativo, condiviso con la Cgil, e che ha trovato il sostegno finanziario delle istituzioni per lo sviluppo di start-up.

La Regione Umbria, infatti, ha sostenuto l’iniziativa imprenditoriale con un duplice intervento: la partecipazione al capitale di rischio della società attraverso la finanziaria regionale Gepafin, per un importo di 100 mila euro pari al 38,46% del capitale sociale, ed un prestito attraverso il fondo mutui di Sviluppumbria per 490 mila euro, cifra che ha coperto circa il 70% dell’investimento complessivo (oltre 1 milione di euro), consentendo l’acquisto di macchinari, tutti nuovi e tecnologicamente avanzati.

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