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Santopadre e il Perugia del “bello ma non balla”

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Santopadre e il Perugia del “bello ma non balla”

Redazione sportiva
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di Libero Vecchia Maniera

Immancabile come una folata di Tramontana a Porta Sole, la polemica calcistica sotto forma di aria sferzante in un battibaleno ha attraversato corso Vannucci dirigendosi verso Pian di Massiano. Al quartier generale dei Grifoni, il presidente Massimiliamo Santopadre non ha perso tempo per arringare rosa ed allenatore, “invitando” tutti ad un differente approccio in campo. Parole nette, perentorie, determinate. Una prima sfuriata stagionale spinta dalla precarietà di risultati (tre pareggi e due sconfitte in cinque gare), ma soprattutto, secondo il presidente perugino, dal refrain dialettico nei commenti post-partita, dove verrebbe evidenziato, con pericolosa ripetitività, il concetto del “bello ma non balla” riferito alle buone ma infruttuose prestazioni dei biancorossi. Naturalmente legittimo il richiamo alla ferocia agonistica che dovrebbe essere sempre presente nel Dna di una squadra, ambiziosa o meno. Ma è pur vero che una manciata di sfide non può essere sufficiente per gettare pressione sulla creatura di Bucchi, bravo nel dare subito una impronta decisa, a livello di atteggiamento, ai suoi ragazzi. Altra cosa è rimarcare le disattenzioni difensive e gli errori sotto porta che hanno contraddistinto l’avvio di campionato, situazioni sulle quali lavorare più intensamente considerate la preoccupanti repliche cui si è assistito. Se quindi il monito di Santopadre deve essere preso seriamente dai Grifoni, richiamati con forza a vestirsi di grinta e concretezza, siamo comunque sicuri che la strada da percorrere resti senza dubbio quella sulla quale il Perugia si è incamminato. Una strada che nei primi cinque chilometri si è dimostrata impervia, sconnessa, scabrosa. Che però potrebbe allargarsi all’improvviso e garantire una bella e godibile velocità di crociera. Lunedì sera la Spal di Leo Semplici sarà posizionata al lato della carreggiata, come un pericoloso autovelox da superare prestando massima attenzione. Quella che agli incroci di Cesena, Brescia e Chiavari è mancata clamorosamente provocando multe mal digerite dal presidente. Ecco, accelerare va bene, dove è quando si può… Ma visto che in questo periodo le contravvenzioni fioccano sarà bene ricordarsi dei limiti di velocità e non pensare troppo a quell’autostrada di bisoliana memoria, rimasta miraggio di un anno ad andamento lento.

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