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Sanremo, i ricordi della ternana Emy Cesaroni: “Che anno, quel’75! E ora tifo per Valeria Farinacci”

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Sanremo, i ricordi della ternana Emy Cesaroni: “Che anno, quel’75! E ora tifo per Valeria Farinacci”

Emanuele Lombardini
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TERNI – “Cosa faccio a Los Angeles? La nonna!”. Emi (Emy) Cesaroni, classe 1952, si gode i palazzi e la vita mondana della California dopo una prima parte di carriera passata fra musica e teatro e una seconda parte passata – per scelta –a dedicarsi alla famiglia. In città pochi la ricordano ma lei è stata la prima – e sinora unica – cantante nata e cresciuta a Terni a calcare il palco del Festival di Sanremo. Da mercoledì, ce ne sarà una seconda, Valeria Farinacci: le accomuna il fatto di aver cantato nella rassegna dei Fiori da esordienti o quasi, anche se ai tempi della Cesaroni Sanremo era a girone unico e quindi metteva insieme grandi nomi e sconosciuti. Nel Festival del 1975 poi di big ce n’erano ancora di meno. Colpa di un boicottaggio delle etichette discografiche, il primo della storia sanremese. Così al fianco di Rosanna Fratello, Nico dei Gabbiani, Angela Luce e Pilade col suo nome di battesimo, sfilò all’Ariston una pletora di sconosciuti.

Ricordi e ricorsi. Emi Cesaroni vive negli States da quando nel 2008 la figlia Thabita, moglie dell’attore e violinista statunitense Dermot Mulroney ha avuto la sua prima figlia, battezzata a Roccascalegna, il paese della provincia di Chieti dove Emi e il marito si erano stabiliti da qualche tempo. La figlia Tharita è anche lei attrice: in Italia condusse tre edizioni di “Bravo Bravissimo” con Mike Bongiorno che fu anche il suo padrino di battesimo.

Il legame fra Emi Cesaroni e il grande Mike parte da lontano: da uno spettacolo a cui prese parte nel 1973. Due anni dopo lo ritrovò con Sabina Ciuffini sul palco di quello strano Sanremo, che il Comune organizzò in fretta e furia: “Ricordo ancora che il mio produttore Quinto Vecchioni mi comunicò che proprio perché le grandi etichette avevano rinunciato al festival per dissidi col Comune, c’era la possibilità per le altre di andarvi e io che ero fresca di diploma al Piccolo Teatro di Milano e sotto contratto con la Osi Records, decisi di partecipare. In quella edizione si decise di invitare gli autori e di assegnare invece le canzoni a sorteggio agli interpreti e così a me ne proposero due: nessuna delle due a dire il vero era nelle mie corde, scelsi “1975…Amore mio”, che ritenevo ‘la meno peggio’. Purtroppo non andrò benissimo”.

Già, perché non solo Emi Cesaroni non arriva alla serata finale – l’unica trasmessa in tv – ma la sua canzone viene squalificata: “Fu una delle altre cantanti, Paola Musiani ad accorgersi dopo la prima esibizione che quel brano era già stato eseguito, con un altro titolo (“Il poeta” ndr) nel corso di un programma alla tv svizzera qualche mese prima. Lo riferì alla Commissione e fui estromessa, anche se Mike Bongiorno riuscì a farmi esibire lo stesso fuori gara nella serata finale. Ricordo che fu convocata una conferenza stampa a mezzanotte della prima serata: io stavo già dormendo e il produttore Vecchioni mi telefonò buttandomi letteralmente giù dal letto, dicendo che dovevo venire, senza dirmi però il motivo. Andai davanti ai cronisti vestita e truccata di tutto punto, mi presentai dicendo che non ero a conoscenza del perché ero stata convocata. Un cronista del Corriere della Sera, Mario Luzzatto Fegiz, che evidentemente sapeva i motivi, mi punzecchiò per quel mio abbigliamento ma io dissi ‘Sto partecipando comunque a Sanremo’”….

Il rarissimo disco di Emi Cesaroni

Il rarissimo disco di Emi Cesaroni

La carriera tedesca, poi l’Abruzzo. Una querelle, quella relativa alla canzone, che fra corsi, ricorsi e carte bollate (la commissione riusci anche inizialmente a  riammetterla in gara, dicendo che quel programma non fu mai efettivamente trasmesso) andrà avanti fino al 1981 quando la canzone viene dichiarata ufficialmente non inedita ed il Comune di Sanremo venne condannato a pagare una multa di dieci milioni di lire. Quattro singoli all’attivo prima di Sanremo, Emi Cesaroni non riesce ad incidere un album intero: “Ma le mie soddisfazioni me le sono tolta lo stesso- racconta – Una sera, mentre mi trovato a Saint-Tropez mi sentì cantare il compositore e direttore d’orchestra Peter Thomas, i quale mi hmi propose di fare un provino per la Polydor di Amburgo,in lingua tedesca. Sotto la guida della moglie Cordula, imparai un tedesco perfetto soltanto per  una canzone. Il promo andò bene e così incisi un brano che divenne anche la colonna sonora di una puntata dell’Ispettore Derrick. Poi ho inciso altri 45 sempre per la Polydor ma con il nome di Sabrina. Tornata in Italia ho lavorato in teatro al Pierlombardo di Franco Parenti con Flavio Bonacci nel Pinocchio con gli Stivali di Malerba.Con Giorgio Gaber e Francesco Guccini, al musical “Gli ultimi viaggi di Gulliver” col brano “La Gaia Scienza” e in altri spettacoli. Quindi mi sono trasferita con mio marito a Roccascalegna, in Abruzzo ed ho lavorato per una tv e un giornale locale. Oggi, faccio la nonna, scrivo poesie in italiano per le due mie fantastiche nipotine, che parlano benissimo la nostra lingua!”.

Ternitudine. Lontana da casa e dall’Italia, ma con Terni col cuore: “Manco da tanto da Terni, ma dentro di me c’è tanta nostalgia, tanta “Ternitudine”: ricordo sempre con grande gioia nonno Edmondo che mi portava al cinema, lui l’adorava ed io pure e nonna Emilia con la quale andavo a fare la spesa da Libero, il droghiere, e mi comperava la gomma americana rosa. Mi fa molto piacere che quest’anno ci sia finalmente un’altra cantante della nostra città a Sanremo: ha una bellissima canzone e lei è bella e brava, farò il tifo per lei. Forza Valeria Farinacci!”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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