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Sanità, sui conti è subito botta e risposta tra la Lega e la Regione

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Sanità, sui conti è subito botta e risposta tra la Lega e la Regione

Redazione politica
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Una corsia dell'ospedale di Perugia
PERUGIA – Sanità e conti diventano terreno di scontro politico. E così va in scena il duro botta e risposta tra il capogruppo della Lega, Valerio Mancini, e la Regione. “Dopo le prime rendicontazioni delle aziende sanitarie umbre, sembrerebbe che ci sia un disavanzo complessivo superiore ai 60 milioni di euro», sostiene il leghista. Secca la replica: «I conti della sanità umbra come tutti gli anni saranno in equilibrio anche per il 2019”.

 

Mancini “Altro che regione ‘Benchmark’ come sostenuto dall’ex presidente Marini e dall’ex assessore Barberini – afferma Valerio Mancini -: dai primi documenti che arrivano dalle aziende sanitarie del territorio sembrerebbe che la Usl 1, la Usl 2 e l’Azienda ospedaliera di Terni, siano in evidente situazione debitoria, mentre in riferimento all’Azienda ospedaliera di Perugia, c’è più di un dubbio sull’effettivo pareggio di bilancio”. Mancini rileva che quello umbro è un sistema sanitario “che inizia a mostrare le prime crepe anche dal punto di vista finanziario e che al contempo non è riuscito ad abbattere le liste di attesa per i cittadini né a difendere i punti nascita come quello di Pantalla che noi, una volta al governo, faremo l’impossibile per tutelare. Un sistema inoltre – aggiunge – che non ha ancora applicato il nuovo contratto della sanità ai propri dipendenti e che lascerebbe più di un dubbio su come sia stato assunto il personale negli ultimi anni: questo non è che lo specchio della sregolata gestione della sanità da parte della sinistra umbra. Con la Lega al governo regionale – conclude Mancini – ci impegneremo al massimo per sanare tutte le ormai conclamate inefficienze”.

La Regione Una nota della Giunta regionale fa notare, per tutta risposta, che “nel corso degli anni è stata garantita la qualità delle prestazioni sanitarie su standard di riferimento elevati senza gravare sui contribuenti umbri grazie ad un’attenta gestione delle risorse finanziarie del Fondo sanitario regionale che, per il 2019, ammonta, sulla base delle assegnazioni formalmente attribuite dal ministero della Salute alla data del 11 giugno 2019, ad oltre 1.650.000.000 di euro cui si aggiungeranno in corso d’anno risorse con specifici vincoli di destinazione via via assegnate sia dal ministero della Salute, che dal ministero dell’Economia”. Ricordando inoltre, che “le situazioni di bilancio si verificano come sempre a fine anno» la Regione rappresenta che, «unitamente ai commissari delle aziende sanitarie ed ospedaliere – cui sono stati assegnati dalla Giunta Regionale, tra gli altri, specifici obiettivi relativi al conseguimento dell’equilibrio di bilancio accanto agli obiettivi legati alla riduzione delle liste d’attesa – opera costantemente per confermare le performance che collocano l’Umbria tra le regioni benchmark a livello nazionale, sia dal punto di vista delle performance qualitative del servizio sanitario regionale, sia con riferimento alla sostenibilità economica dello stesso”.

Solinas E anche il consigliere regionale Attilio Solinas risponde alle affermazioni di Mancini: “Mi sento di poter tranquillizzare l’amico e collega. Il bilancio consolidato del 2018 per le Aziende Sanitarie umbre e quindi per la nostra Sanità, è stato approvato al tavolo del Mef, quindi per l’anno passato i conti sono in ordine: anche per tale motivo la nostra assistenza sanitaria regionale rientra nel cosiddetto benchmark. Per quanto riguarda l’anno 2019 sono stati riassegnati tutti i fondi previsti; le relazioni trimestrali, così come la semestrale di giugno, mostrano un trend di spesa elevato a causa dei farmaci innovativi e dei rinnovi contrattuali (in Umbria sono stati attuati). A seguito di ciò sono state date da parte della Regione, precise indicazioni in merito al contenimento dei costi da attuare per l’anno in corso, in particolare per quel che concerne il risparmio per la spesa farmaceutica inappropriata o eccessiva l’attivazione della Centrale unica per gli acquisti, che consentirà un ulteriore margine di ricupero della spesa sanitaria ed il completamento degli accordi con la Regione Toscana. Infine sarà necessario agire in modo ancora più incisivo sulla riduzione/chiusura dei ‘doppioni’ dei Servizi e delle attività specialistiche per una maggiore appropriatezza organizzativa, puntando anche ad assumere nuovo personale, negli ambiti dove c’è carenza”.

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