venerdì 18 Giugno 2021 - 23:54
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Sanità, in Umbria assunzione a tempo indeterminato di 548 infermieri

Il direttore generale dell'Azienda Usl Umbria 2, Massimo De Fino ha infatti deliberato la graduatoria composta da 1.270 candidati risultati idonei dopo le prove selettive

PERUGIA – È giunto al termine, dopo circa 15 mesi il concorso unico regionale – con la partecipazione di 9.000 candidati – aperto alle quattro aziende sanitarie dell’Umbria, indetto dalla Usl Umbria 2 (azienda capofila) e dall’Azienda ospedaliera di Terni per l’assunzione a tempo indeterminato di 548 infermieri.

Deliberato Il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2, Massimo De Fino ha infatti deliberato la graduatoria composta da 1.270 candidati risultati idonei dopo le prove selettive e nei prossimi giorni si procederà con le assunzioni e l’ingresso in servizio dei professionisti: 324 infermieri verranno impiegati all’Azienda Usl Umbria 2 mentre i restanti 224 verranno assunti dall’Azienda ospedaliera “Santa Maria” di Terni e dall’Azienda Usl Umbria 1 che ha aderito al bando e attingerà quindi dalla graduatoria, che rimarrà aperta – spiega la Usl 2 – e a disposizione delle quattro aziende sanitarie della regione Umbria per implementare, in caso di necessità, nel prossimo futuro, la dotazione organica. Già dalla prossima settimana partiranno, dalla sede centrale Usl Umbria 2 di Terni in viale Bramante, le Pec ai professionisti in posizione utile in graduatoria per offrire loro la possibilità di scelta della sede lavorativa.

Soddisfazione Grande soddisfazione, per il buon esito del mega concorso regionale, che ha impegnato per oltre un anno decine di professionisti della direzione Amministrazione del Personale, stata espressa dal direttore generale De Fino: “Si tratta di un passo in avanti di fondamentale importanza – ha spiegato – per dare stabilità e prospettive di rilancio al sistema sanitario regionale e alle aziende territoriali e ospedaliere. Con questa operazione potremo imprimere una forte spinta ai servizi nella fase di ripresa delle attività, dopo la lunga fase pandemica, e procedere con l’adeguamento della dotazione organica nei reparti e in tutti i servizi ospedalieri e territoriali delle aziende”.

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