CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Sanità, bagarre per sostituire i big universitari dell’Azienda di Perugia

Cronaca e Attualità Extra EVIDENZA2

Sanità, bagarre per sostituire i big universitari dell’Azienda di Perugia

Pierpaolo Burattini
Condividi

Il rettore Franco Moriconi (a destra) con il professor Fabrizio Figorilli

PERUGIA – Signori e signore, la regola è sempre la medesima: falsi sorrisi di cortesia, strette di mano tese come manganelli e tanto ma tanto dissimulare. Dalla parti di Palazzo Murena, sede del rettorato, si racconta che il clima non sia proprio dei migliori: musi lunghi e messaggi in codice. Il piatto. d’altronde, è ricco: si tratta di decidere chi andrà a sostituire alcuni big che per anni sul versante universitario dell’Azienda ospedaliera di Perugia hanno agito come dei veri e propri dominus incontrastati.

Nomi e tattiche E nell’ambiente, tutti lo sanno: quando tra gli universitari tira aria di avanzamenti di carriera, si ha lo stesso effetto del sangue versato nelle vicinanze di un branco di squali. E allora è tutto un sussurrare, nelle corsie come nei salotti cittadini: chi andrà a sostituire i professori Crinò, Mannarino e Porena? Il primo è già uscito dai giochi per raggiunti limiti di età, mentre per Mannarino e Porena il semaforo rosso scatta dal primo di novembre? Qualcuno avanza l’ipotesi di un rientro a Perugia del professor Schillaci che al momento è in quel di Terni, ma altri fanno notare il passo di carica che da diverse settimane hanno innescato sia Mearini che Costantini. Si rischia il classico derby fratricida, tanto più che gli uscenti non stanno con le mani in mano e lavorano per spianare la strada a sostituiti di loro gradimento. E allora, tutti guardano alla catena di comando che porta allo studio del rettore Franco Moriconi. Chi ci ha parlato di recente, racconta che i toni sono sempre gioviali e sanguigni ma che anche su du lui la roulette delle nomine comincerebbe ad avere un effetto tutt’altro che distensivo. Anche perché intorno a lui è tutto un agitarsi in maniera più o meno scomposta: il fidato professor Figorilli, che ormai ha assunto la fisionomia del Dottor Sottile, si muove con modi felpati ma il trambusto comincia a tracimare fuori dalle stanze ovattate dell’Ateneo e non pochi cominciano a domandarsi chi decide e con quali criteri. E soprattutto se dietro alle manovre ci sia una regia politica. Sospetti alle stelle. La partita, come si capisce, se verrà chiusa per tempo rischia di farsi ancora più brutale. A Palazzo Donini, invece, stanno tutti in finestra e la presidente Marini sull’argomento dispensa agli interlocutori solo muti sorrisi. Identici a quello del gatto che si lecca i baffi.

P.P.Bur