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Sangemini, stabilimento in vendita: incontro con Pessina e Regione, allarme dei sindacati

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Sangemini, stabilimento in vendita: incontro con Pessina e Regione, allarme dei sindacati

Redazione economia
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Lo stabilimento Sangemini
Lo stabilimento Sangemini

SANGEMINI– Situazione di nuovo difficile alla Sangemini. Gli stabilimenti della città termale e quelli di Acquasparta sono in vendita ma il quadro che emerge è molto preoccupante. I lavoratori dello stabilimento, attaverso i loro delegati si sono riuniti in assemblea, alla presenza dei  segretari generali di Fai Cisl, Dario Bruschi, Flai Cgil Michele Greco e Uila Uil Daniele Marcaccioli. La delegazione incontrerà l’amministratore delegato Massimo Pessinail 6 febbraio e la regione l’11 febbraio, specificamente l’assessore allo sviluppo economico Fioroni e con l’assessore regionale all’Agricoltura e delega alle acque minerali Morroni. “la speranza – scrivono le sigle sindacali – è che da questi incontri possano giungere notizie concrete e confortanti per lo sviluppo e la salvaguardia occupazionale”. Inoltre le strutture regionali delle organizzazioni sindacali invitano vista la situazione, le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila a chiedere la convocazione del tavolo di coordinamento nazionale.

Il fatto. Le voci sulla Sangemini si rincorrono, per adesso incontrollate, si parla di un debito molto ingente accumulato dalla proprietà e di una delicata trattativa che coinvolgerebbe diversi gruppi, in particolare uno piuttosto importante del Nord, interessati a rilevare le quote. Ma l’esposizione debitoria sarebbe un ostacolo non indifferenti.

Grimani. Sulla vicenda è intervenuto il senatore di Italia Viva, sangeminese ed ex sindaco di San Gemini, Leonardo Grimani: “Le notizie riguardanti la Sangemini Acque creano allarme tra i lavoratori e gettano ombre sul futuro. Credo sia necessario – scrive in una nota – che la proprietà garantisca con tempistiche certe la realizzazione del programma di investimenti previsti con la conseguente tenuta occupazionale come previsto negli accordi del 2018/19. Non ci sono su questo deroghe possibili. È da troppo tempo che agli annunci non seguono atti concreti e rassicuranti. L’acqua Sangemini è non solo il mome del più importante marchio tra le acque emunte nel territorio ma è un brand di spessore internazionale che può essere un riferimento per le politiche di sviluppo non solo dell’Umbria ma dell’Italia anche nei rapporti con l’estero. Negli anni in cui ho svolto il ruolo di sindaco abbiamo consentito alle nostre acque di non affondare nell’oblio del fallimento garantendo la tenuta dei marchi e dell’occupazione. Ora le istituzioni locali – conclude Grimani – dimostrino di essere all’altezza della situazione. Italia Viva e il sottoscritto vigileranno e manifestano disponibilità per interlocuzioni anche con il Governo del Paese”

Nevi Sulla questione è intervenuto in una nota anche il deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi. “Sto seguendo – scrive – l’evolversi della situazione del gruppo Acque Minerali d’Italia di cui fanno parte anche i siti produttivi di San Gemini e di Acquasparta. Parliamo di realtà importanti del nostro territorio, sul fronte economico e occupazionale, di cui già mi ero interessato in passato incontrando i rappresentanti sindacali. Bene ha fatto il sindaco Clementella, nei giorni scorsi, a sollecitare la proprietà del gruppo ad un confronto istituzionale riguardante le prospettive future della società e del sito produttivo di San Gemini. Infatti ho appreso che il dottor Pessina nei prossimi giorni incontrerà gli assessori regionali Fioroni e Morroni. Continuerò a monitorare questa situazione e sarò in contatto sia con l’amministrazione comunale che con il vicepresidente della giunta regionale con delega alle acque minerali Morroni e l’assessore allo sviluppo economico Fioroni. Il mio auspicio è che da questi incontri emergano dei segnali chiari futuro dei siti produttivi ternani”.

 

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