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Sangemini, lavoratori in cassa integrazione straordinaria per due giorni

Economia ed Imprese Terni

Sangemini, lavoratori in cassa integrazione straordinaria per due giorni

Redazione economia
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SANGEMINI – Arriva la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Sangemini. All’indomani dell’incontro col Prefetto e prima del tavolo al Mise, per il quale sono previsti tempi lunghi – non prima di metà marzo – lunedì 2 e martedì 3 marzo i lavoratori saranno fermi per  “mancanza di materiale primario, tappi, preforme, etichette, bancali, ecc”

La Regione La nota è delle Rsu che chiedono nuovamente un intervento tempestivo della Regione: “La rsu – si legge in una nota – insieme a tutte le lavoratrici ed i lavoratori della Sangemini Amerino stanno dando un segno di grande responsabilità. In questa fase critica di una vertenza che si ripete ogni 4/5 anni, siamo stanchi: basta. Chiediamo che ogni organo faccia la sua parte. Non ci tranquillizza la nota dell’azienda secondo cui nessuno stabilimento chiuderà perchè non offre le garanzie occupazionali che erano state sottoscritte negli accordi del 2014. Il secondo accordo stipulato in data 16 novembre 2018, sempre sottoscritto, con atti firmati dalla Regione Umbria dichiarava investimenti di 20 milioni di euro mai realizzati in maniera definitiva nei siti Umbri; di fatto, con la cassa integrazione, solo i lavoratori tutti lo stanno rispettando rimettendoci parte del proprio stipendio”.

Conference call. Sindacati nazionali di categoria e proprietà si sentiranno in conference call lunedì pomeriggio e da quello che uscirà fuori dal colloquio dipenderanno le prossime mosse. Le sigle sindacali chiamano all’appello i sindaci dei tre comuni coinvolti, ovvero Sangemini, Montecastrilli e Acquasparta. Seguirà un’assemblea la cui data è da concordare. Primario, secondo i delegati, è l’intervento delle istituzioni, in particolare del prefetto, “l’unico di fronte al quale la proprietà non può sottrarsi”, dicono. Ma ovviamente anche la Regione è chiamata in causa: “Deve chiedere conto all’azienda del futuro della fabbrica, in base agli accordi firmati – dicono i sindacati – la preoccupazione è alle stelle perché mentre in precedenza la chiusura delle linee si era svolta a rotazione, da lunedì sarà totale, coinvolgendo dunque tutto lo stabilimento, a cui vengono chiesti ulteriori sacrifici”. Identico invito alla Regione è giunto dal senatore sangeminese Leonardo Grimani.

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