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Sangemini e Amerino, idea task force regionale per tutelare marchi e lavoratori

Economia ed Imprese Terni

Sangemini e Amerino, idea task force regionale per tutelare marchi e lavoratori

Redazione politica
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I lavoratori della Sangemini

SAN GEMINI– Incontro cruciale a San Gemini per il futuro degli stabilmenti Amerino e Sangemini, di proprietà del gruppo Acque Minerali d’Italia. Si è svolto nella città termale, alla presenza del sindaco Luciano Clementella un incontro presenti le sigle sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, le Rsu di stabilimento, oltre al primo cittadino, a quello di di Montecastrilli Fabio Angelucci, i vicesindaci di Terni e Acquasparta, Andrea Giuli e Romano Benvenuto ed agli assessori allo sviluppo economico di San Gemini e Acquasparta Marco Medei e Federico. Regno.

L’incontro ha toccato vari aspetti della vertenza con istituzioni e sindacati che hanno indicato alcune priorità: il riconoscimento dell’alto valore, storico, iconico, identitario, sociale ed economico per il territorio umbro e ternano dei due marchi dell’acqua minerale, la tutela dell’occupazione, l’integrità e la centralità dei due siti, la necessità di conoscere in tempi brevi le linee guida di un piano industriale di rilancio. La riunione ha inoltre confermato il ruolo fondamentale della Regione Umbria anche ai fini di una possibile cabina di regia regionale che coinvolga le istituzioni locali e le parti sociali per un vero e proprio patto di rilancio per l’Umbria e per riportare quanto prima la vertenza sui tavoli governativi.

Un altro problema, sollevato dalle Rsu è la necessità di ricreare una rete, visto che il marchio Sangemini comincia a scomparire dagli scaffali.

Supporto dal Pd. I consiglieri regionali del Pd Bori e Paparelli in una nota scrivono: “Ora  tocca alla Regione battere un colpo e non limitarsi al ruolo di osservatore della vicenda concordataria Ami a livello nazionale. Garantire la tutela di tutti i marchi Sangemini e Amerino, salvaguardare i livelli occupazionali sul territorio e mantenere l’integrità e la centralità dei due siti produttivi, come chiedono i lavoratori ed i loro rappresentanti, non possono essere delegate ad altro tavolo se non quello regionale, dove occorre far valere il rispetto degli accordi ed il ruolo di concessionario delle acque proprio della Regione”.

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