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Sangemini, depositata dalla proprietà la domanda di concordato in bianco

Economia ed Imprese Terni

Sangemini, depositata dalla proprietà la domanda di concordato in bianco

Redazione economia
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Lo stabilimento Sangemini
Lo stabilimento Sangemini

TERNI – Arriva la nota ufficiale del Gruppo Acque Minerali d’Italia, che possiede fra gli altri anche i marchi Fabia, Sangemini ed Amerino: è stata depositata la domanda di concordato in bianco per lo stabilimento ternano.

La nota Così la nota ufficiale: “Acque Minerali d’Italia S.p.A., quarto player italiano del settore, comunica che in data odierna è stata depositata, presso il Tribunale di Milano, la domanda di ammissione della Società alla procedura di concordato preventivo “in bianco” In esito all’istruttoria realizzata con l’ausilio dei propri advisor legali e finanziari coordinati dal dottor Domenico Livio Trombone e dal professor avvocato Andrea Zoppini il management di Acque Minerali d’Italia S.p.A. ha ritenuto che – nell’attuale frangente – l’accesso al concordato rappresenti il percorso più efficace per ristrutturare la Società, garantire la regolare prosecuzione delle attività produttive, riacquisire competitività sul piano industriale e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi”.

Ai sindacati Per la proprietà “la decisione di depositare la domanda di ammissione al concordato preventivo “in bianco” è stata comunicata preventivamente alle segreterie nazionali dei sindacati competenti, in un’ottica di piena trasparenza e di coinvolgimento nel percorso futuro tra le parti e che prevederà a breve incontri mirati con gli stessi. L’accesso alla procedura di concordato non pregiudicherà in alcun modo la capacità produttiva della Società, che non prevede alcuna chiusura degli stabilimenti di sua proprietà. Si rende noto che il piano concordatario è in fase di avvio di elaborazione e necessita di ulteriore tempo per essere finalizzato e formalizzato. Acque Minerali d’Italia S.p.A. provvederà a comunicare prontamente agli stakeholder rilevanti ogni aggiornamento in merito a tale procedura”.

Sindacati Immediata arriva la replica dei sindacati: “La proprietà – dicono le tre organizzazioni – ci ha spiegato che il ricorso a questo strumento è necessario per permettere la ristrutturazione del debito e la conseguente ripartenza, con la presentazione di un piano di rilancio nei successivi 120 giorni.  La proprietà ha ribadito che nessuno stabilimento verrà chiuso, che non si procederà a riduzioni di personale e che l’obiettivo è di ritornare a regime nelle prossime due settimane”. Questa al momento la situazione.

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