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San Valentino a Terni, il vescovo Piemontese: “Prima di sparlare degli altri guardatevi allo specchio”

Cronaca e Attualità Terni

San Valentino a Terni, il vescovo Piemontese: “Prima di sparlare degli altri guardatevi allo specchio”

Redazione
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Da sinistra il sindaco Latini, l'assessore regionale Agabiti, l'assessore comunale Giuli e il consigliere regionale Alessandrini

TERNI – Alla presenza delle autorità civili e militari, con in testa il sindaco Leonardo Latini e l’assessore regionale Paola Agabiti, il vescovo monsignor Giuseppe Piemontese ha presieduto nella mattina di venerdì la santa Messa Solenne nella Cattedrale di San Valentino, per la festa del Patrono di Terni.  Nell’omelia, il presule ha arricchito il messaggio lanciato domenica scorsa quando al Duomo ha celebrato il Pontificale davanti alle spoglie del santo, anche stavolta presenti ma nella sua sede naturale.

Amore e martirio. Ancora una volta il richiamo è stato all’esempio di San Valentino, che di Terni fu primo vescovo: “La fedeltà quotidiana al mandato: predicare il Vangelo, custodire e proteggere il gregge, testimoniare la fede e l’amore per Gesù e il suo popolo, gli è costato il martirio”, sottolinea il presule “Un ufficio da svolgere come ha fatto Gesù: fino a donare la vita. Lungi da noi cadere nella tentazione del mercenario: approfittatore, opportunista, prezzolato e distaccato. Come viviamo tale ufficio pastorale nella famiglia, nella parrocchia e nel santuario? Domanda seria la cui risposta manifesta il valore e la verità della nostra adesione a Gesù”

Amministratori. Particolare attenzione, ancora una volta al ruolo degli amministratori pubblici: ” Valentino ha svolto l’ufficio episcopale non come titolo di onore, ma con l’animo del servitore, di chi presta aiuto a chi ha bisogno (…) Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele. Poiché gli viene affidato un patrimonio, è necessario che l’amministratore sia fedele e onesto. Egli non attira su di sé l’attenzione, né pensa al proprio interesse, ma cerca di realizzare al meglio il suo incarico, accrescendo il valore dei beni che maneggia e distribuendone i frutti a tempo opportuno. Valentino ha amministrato con disinteresse e distacco, con fedeltà e rettitudine il suo servizio, ministero”.

Sparlare è opera del Diavolo. Cita poi Papa Francesco: ” Vivere la vita cristiana non come padrone e con arroganza, ma come “servitore” di Cristo e “amministratore” dei misteri di Dio; porsi nei confronti dei fratelli non come colui che giudica, che spacca la comunità, uccide con i giudizi e le parole i fratelli e divide il corpo di Cristo. A tale proposito Papa Francesco così si espresse “L’abitudine di parlare male degli altri porta alle guerre: nel quartiere, nel posto di lavoro, nella scuola. Se pensi che qualcuno faccia qualcosa di cattivo, diglielo apertamente, non dietro alla schiena. Il chiacchiericcio non risolve nulla e ti porta alla guerra”.”Prima di sparlare degli altri prendi uno specchio e guardati, ti vergognerai dei tuoi difetti e penserai meno a quelli degli altri”…  “Sparlare è un’abitudine che il diavolo mette in noi, contro la quale però abbiamo due medicine. La prima è la preghiera. Se ti viene di spellare un altro allora prega per lui. La seconda è ugualmente pratica: se ti senti di dire contro qualcuno morditi la lingua. Così si gonfia e non potrai parlare”.

Il presule ha concluso chiedendo maggiore ‘condivisione’  tra tutte le realtà diocesane ed in generale fra le persone. Al termine della Santa Messa è stata inaugurata la vetrata realizzata dagli studenti del liceo Artistico Orneore Metelli e donata dal Lions Club.  La vetrata, dalle dimensioni 180 x 280 centimetri con un’area di 5 metri quadrati, si trova nella prima cappella di destra.

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