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San Gemini, la maggioranza del sindaco Grimani va in frantumi e vede la fine

Terni Politica

San Gemini, la maggioranza del sindaco Grimani va in frantumi e vede la fine

Andrea Giuli
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SAN GEMINI – Questa volta ha tutti i contorni dello strappo finale vero e proprio. Quello senza appello.

Colpo fatale da sinistra Se il tutto verrà ufficializzato e confermato nelle prossime ore, per il sindaco democratico di San Gemini, Leonardo Grimani, potrebbe essere il colpo fatale. Politicamente, si intende. Dopo decine di pesanti e velenose peripezie che hanno caratterizzato la navigazione della sua amministrazione nelle ultime settimane, adesso l’iceberg sul quale sta per impattare la nave di Grimani sembra davvero bello grosso. Nei prossimi giorni, infatti, se non immediatamente, i consiglieri comunali che fanno riferimento a Sinistra Italiana e a Rifondazione comunista lasceranno ufficialmente la maggioranza di centrosinistra che ha vinto le ultime elezioni comunali, consentendo l’elezione a sindaco dello stesso Grimani. Per l’esattezza, due consiglieri usciranno dalla coalizione per formare un gruppo totalmente autonomo e svincolato. Di conseguenza, la maggioranza grimaniana dovrebbe passare dagli attuali 8 a 6 membri, oltre al sindaco, pareggiando di fatto la rappresentanza complessiva dei consiglieri di minoranza, 6 appunto. Un bel guazzabuglio, forse tombale. A meno che Grimani non imbarchi qualche consigliere della sponda opposta, tipo ‘grande coalizione all’acqua minerale’. Complicato.

Prove generali Assomiglia tanto, onestamente, alle prove generali, partendo da micro-contesti territoriali, di una effettivo distacco delle forze di sinistra dall’azione e dall’alleanza con il Pd renziano. Un distacco che, forse presto, si potrà estendere a macchia d’olio.

Il comunicato dell’addio  Ecco, perciò, il comunicato che Sinistra Italiana e Il Prc si preparano a diffondere, a firma di Lorenzo Carletti, segretario provinciale Prc Terni e di David Proietti, segretario provinciale di Sinistra Italiana: “Sinistra Italiana e il Partito di Rifondazione Comunista esprimono giudizio fortemente negativo circa la situazione politica nel Comune di San Gemini. La recente crisi politica ed istituzionale innescata dal Partito Democratico, ultima in ordine di tempo, rappresenta il punto di arrivo di una azione di governo dimostratasi insufficiente ed incoerente con il patto siglato con la città nel 2014, la quale non ha saputo tener fede agli impegni concordati, procedendo nella piena autoreferenzialità.Nella pericolosa congiuntura economica, sociale ed occupazionale che stiamo vivendo, aggravata dalle politiche anti-popolari prodotte dai governi nazionali, nessun argine è stato introdotto nella programmazione locale, nessuna politica di protezione e di redistribuzione, nessun principio di prossimità alla cittadinanza ed alle sue istanze primarie. Ciò non può che far venire meno la nostra disponibilità. La sinistra sangeminese e le sue rappresentanze hanno più volte sollecitato, attraverso ripetute verifiche di maggioranza e numerosi atti, un’ attenzione particolare per le fasce sociali più fragili e per le famiglie maggiormente colpite dalla crisi economica. Più volte abbiamo lottato per ottenere la progressività fiscale con fasce di esenzione totale, il taglio di posizioni dirigenziali tanto inutili quanto ben retribuite, il blocco degli aumenti delle tariffe per i servizi di base, una più equa redistribuzione delle risorse pubbliche. L’unica redistribuzione all’orizzonte è invece quella dei disavanzi accumulati, destinati a gravare su ciascun cittadino per i prossimi dieci anni sotto-forma di aumento delle tasse e azzeramento dei servizi. Nel mentre la maggioranza crede di poter aggirare le proprie responsabilità politiche con maldestri equilibrismi interni, il tessuto sociale traballa ed aumentano le povertà, senza che nessuno dei provvedimenti sin qui espressi abbia modificato tale stato di cose. Abbiamo sempre operato per ribadire il primato del sociale sui vincoli contabili, per questo motivo il prossimo passaggio sul bilancio non troverà il nostro sostegno e, conseguentemente, la nostra permanenza nella maggioranza di centro-sinistra. Siamo convinti che l’unica via d’uscita dalla paralisi politica e programmatica di San Gemini e dell’Umbria, non possa essere un ulteriore stretta alla spesa pubblica e sociale, ma una visione amministrativa solidale e ridistribuiva. Una risposta che solo una sinistra unita e popolare può dare, mettendo nuovamente l’interesse pubblico al centro dell’agire collettivo per costruire l’alternativa alle pratiche di governo del partito democratico, a partire dai territori e dalle città”.

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Andrea Giuli
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