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Salvini a Terni ‘arringa’ contro Mattarella e Ue: “Ha detto no a Governo, risponderà agli italiani”

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Salvini a Terni ‘arringa’ contro Mattarella e Ue: “Ha detto no a Governo, risponderà agli italiani”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Lo scenario è quello di sempre, a cui Salvini ha abituato i ternani nelle sue ormai sempre  più frequenti ‘puntate’ in città: passeggiata scortato dai militanti, nel breve tratto che dall’Hotel Michelangelo – dove ha presenziato al congresso regionale della Lega che ha eletto,per acclamazione il giovane parlamentare umbro Virginio Caparvi come segretario regionale del partito –  sino a Piazza Tacito, dove lo attendevano i sostenitori. Tanti giovanissimi, soprattutto.

La panchina davanti alla fontana ‘is the new predellino’ di berlusconiana memoria. Salvini ci sale sopra e invita il candidato sindaco Leonardo Latini al suo fianco. “Il 10 giugno non ci sarà un ministro dell’interno della Lega ma ci sarà un sindaco della Lega”. Poi parla a braccio senza microfono: “Non abbiamo organizzato niente, perchè non abbiamo portato via i soldi che hanno portato via nelle precedenti amministrazioni”. E rivolgendosi alla gente di Terni: “Il 10 giugno scegliete un sindaco pulito per la vostra città”.

IL VIDEO COMPLETO DELL’INTERVENTO IN PIAZZA TACITO

Attacchi a Mattarella. Ma l’attualità è stringente: a Terni Salvini è arrivato con oltre un’ora di ritardo perchè alle 18.30 lui e Di Maio erano stati convocati dal presidente della Repubblica, poco prima che questi ricevesse il presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte.

Così il ‘no’ del Colle all’economista Paolo Savona e il mandato rimesso esattamente dieci minuti prima della sua improvvisata arringa diventano l’arma da brandire: “Avevamo lavorato per tre settimane, consegnando la lista dei ministri, compreso quello degli Interni che mi sarebbe piaciuto essere da domani mattina, purtroppo qualcuno ci ha spiegato che per l’Italia non decidono solo gli italiani ma anche all’estero e io non ci sto. Siamo un paesi di schiavi e di servi, non siamo una colonia, nè dei francesi nè dei tedeschi”. E ancora: “Siamo un paese a sovranità limitata”.

Se non fossero chiari i toni che la discussione politica – leggasi: campagna elettorale – prenderà da domattina in poi, Salvini scioglie ogni dubbio. E conclude con un messaggio altrettanto chiaro: “Se si torna al voto, se avrete la voglia, a fare il presidente del Consiglio ci vado io”.

Congresso. Poco prima, come detto, Salvini aveva presenziato al congresso regionale della Lega  e  nel suo intervento, il leader leghista aveva parlato delle questioni di attualità: “Noi ce l’abbiamo messa tutta, se qualcuno si prenderà la responsabilità di non far nascere un governo pronto domani mattina, lo vada a spiegare a 60 milioni di italiani”.

Mattarella chiama Cottarelli. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva respinto con una nota, poco prima, il riferimento a ‘veti’, parlando di ‘irrigidimento’ dei partiti: “Dopo aver sperimentato nei primi due mesi, senza esito, tutte le possibili soluzioni. Si è manifestata una maggioranza parlamentare tra il M5S e la Lega che, pur contrapposti, hanno raggiunto l’intesa dopo ampio lavoro programmatico: ne ho agevolato in ogni modo il tentativo di dar vita al governo e ho atteso. Pur consapevole che questo mi avrebbe attirato osservazioni critiche. Ho accolto la proposta d’incarico del presidente del Consiglio superando ogni possibilità. Ne ho accompagnato con piena attenzione il lavoro per formare il governo; nessuno può sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo, definito del cambiamento. Al contrario, ho accompagnato con grande attenzione questo tentativo; avevo fatto presente, senza ricevere obiezioni, che per alcuni ministeri avrei esercitato un’attenzione particolarmente alta sulle scelte. Nel pomeriggio Conte, che apprezzo, mi ha presentato le sue proposte che devo firmare e mi assumo la responsabilità istituzionale. Il mio ruolo non può subire imposizioni e ho condiviso tutte le proposte tranne quella per il ministro dell’economia: la sua nomina costituisce sempre un immediato messaggio di fiducia o di allarme per il mondo economico. Ho chiesto un autorevole esponente politico della maggioranza per quel ruolo, non visto come sostenitore di una linea che potrebbe provocare la fuoriuscita dell’Italia dall’euro: devo essere attento alla tutela del risparmio degli italiani. Inaccettabili e grotteschi giudizi sull’Italia sono da respingere”. Domani mattina sarà convocato al Colle Carlo Cottarelli, l’economista presidente dell’osservatorio sui conti pubblici, a cui conferirà l’incarico per un Governo tecnico che – come ha spiegato la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati da Lucia Annunziata, si prepara ad arrivare a fine anno.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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