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Sagre e sport di contatto, niente fughe in avanti dell’Umbria: si aspetta il Governo. “Ma rischiamo di morire”

Cronaca e Attualità

Sagre e sport di contatto, niente fughe in avanti dell’Umbria: si aspetta il Governo. “Ma rischiamo di morire”

Redazione
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PERUGIA – Niente fughe in avanti. La Regione aspetterà il DPCM del Governo prima di emettere una ordinanza per la riapertura di sport di contatto, sagre e kermesse gastronomiche. A La Notizia Quotidiana lo aveva anticipato l’assessore allo sport Paola Agabiti in una nostra intervista, lo conferma il Corriere dell’Umbria: la nostra regione non si allineerà alle 11 (Sicilia, Puglia, Campania, Lombardia, Abruzzo, Veneto, Lazio Toscana, Marche, Friuli Venezia Giulia e Liguria) che hanno aperto o riapriranno. Quasi tutte regioni con indice di contagio superiore a quello del cuore verde: con Rt 0,08 l’ultima settimana. Il problema sostanziale, è che il prefetto di Perugia Sgaraglia, competente su  base regionale, non sembra intenzionato a dare parere positivo

Il Coni Al Corriere dell’Umbria, il presidente regionale del Coni Domenico Ignozza dice: “Purtroppo“navighiamo a vista. So in maniera ufficiosa che un provvedimento sta per essere preso, ma non possiamo più aspettare”. L’altro giorno, nel corso dell’inaugurazione della palestra a cielo aperto del San Valentino Sporting Club a Terni, il delegato provinciale Francesco Tiberi si è detto preoccupato: “Gli sport di contatto devono ripartire, perchè i centri sportivi vivono di questo e molte società rischiano di non ripartire. Ci auguriamo un intervento rapido”.

Le società e le federazioni. Andrea Arena, presidente Fijlkam, la federazione di judo, karate lotta e arti marziali, la più numerosa per iscritti (1.500) tra gli sport di contatto, fa sapere che “alcune piccole società a causa di questo lockdown prolungato rischiano di chiudere. Cioè di non riaprire, quando arriverà l’ordinanza”.

Il centro Green club di Ellera di Corciano gestisce sei campi di calcetto, è tra i più grandi del genere in Umbria. Dal 7 marzo attività chiusa. Maurizio Sciarrini, presidente del San Valentino Sporting Club di Terni lancia un appello: “C’è ancora tanta preoccupazione perché gli sport di contatto, fra i quali il calcetto e la pallavolo, ma anche il judo e il karate, sono fermi per un palleggio di responsabilità fra le istituzioni ed il comitato scientifico. Chi ne fa le spese sono i centri come il nostro che hanno una fetta consistente degli introiti dall’affitto dei campi. Se questa situazione non si sblocca i centri sportivi rischiano di morire nell’indifferenza generale”.

Sagre. Stesso discorso per le 370 sagre che nel 2019 hanno animato l’estate umbra: l’ordinanza è pronta, nei dettagli, c’è anche il via libera dei ristoratori, ma non viene firmata prima del decreto ministeriale.

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