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Sagra Musicale Umbra, due serate con il coro da camera St. Jacob’s di Stoccolma

Accompagnati da una convincente Orchestra da Camera di Perugia i vocalisti del St. Jacob, chiesa del centro storico di Stoccolma, hanno replicato un antico successo del loro esordio alla Sagra

di Stefano Ragni

PERUGIA – Ha due vincitori il terzo premio di composizione che la Sagra Musicale Umbra ha dedicato al nome di Francesco Siciliani. Si tratta dell’italiano Carlo Alessandro Landini e del canadese Julian Darius Revie, sul podio in ex-aequo: al secondo tocca anche il premio del pubblico, mentre al tedesco Steven Heelein viene assegnato il premio dei critici musicali e dei giornalisti presenti nella basilica di san Pietro.
Si chiude con questa serata la straordinaria due –giorni offerta dal coro da camera St. Jacob’s di Stoccolma, vero polmone pulsante della 71esima edizione della Sagra. Senza questi cantori baltici e senza il loro direttore, l’eccezionale Gary Graden, certe cose non sarebbero state possibili. Solo con un maestro così e con una disciplina corale capace di affrontare due serate successive con repertori del tutto diversi Alberto Batisti, Mentore della Sagra, avrebbe potuto realizzare un dittico da manuale di festival. Nella prima serata in san Francesco di Assisi Gary Graden e i suoi cantori hanno svolto un programma di calibratura mozartiana, con Kyrie, Misericordias Domini e Requiem in magica scansione. Trasparenza a oltranza, duttilità, fraseggio, armoniosità timbrica, dolcezza e morbidezza di emissione sono la inimitabile lezione dei cantori stoccolmesi, ancorché stanchi di viaggi e di prestazioni. Basti pensare che il giorno precedente il concerto assisiate hanno cantato nella sede del Parlamento Svedese. Poi in aereo e via nella città serafica, per onorare un impegno che li vuole ormai beniamini del massimo festival musicale umbro.
Accompagnati da una convincente Orchestra da Camera di Perugia i vocalisti del St. Jacob, chiesa del centro storico di Stoccolma, hanno replicato un antico successo del loro esordio alla Sagra. Ma quel che ancor più li lega alla storia della musica cittadina è questa ulteriore presenza a san Pietro, nel contesto di un premio che ricorda Francesco Siciliani, il demiurgo della rinascita della Sagra, il più colto e il più culturalmente impegnato tra quanti hanno creato la musica italiana del secondo Novecento. Il concorso di composizione, che avviene sotto il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, ha avuto quest’anno l’adesione di oltre centoventi candidati. La commissione, che aveva in Helmut Rilling il suo presidente e in Arvo Paert il suo nume tutelare, aveva selezionato tre partiture che sono state sottoposte, come è ormai consuetudine, al vaglio della critica e del pubblico. Il responso è stato quel che si diceva, e la scansione delle partiture, realizzata grazie all’eccezionale capacità di lettura del St, Jacob, ne è stata la possibilità operativa. Difficile immaginare qualcosa di più funzionale. Nelle more della competizione il St Jacob si è ricavato anche il suo concerto, aprendo con una straordinaria lettura di liriche dal Laudario di Cortona e diffondendosi poi nel repertorio contemporaneo, con Mc Millan e Paert, presente in basilica, e quindi doppiamente tripudiante. Eseguiti i tre pezzi dei concorrenti, tutti incentrati sul tema del Kyrie, Graden e i suoi ragazzi hanno cantato un polittico shekespeariano di Frank Martin, delizioso, un Alleluja dello statunitense Thompson e l’Agnus Dei che Barber ha spalmato sul suo conosciutissimo Adagio. Musica di tristezza che si connetteva all’omaggio ai martiri del recente terremoto che ha coinvolto personalmente anche Marcello Filotei, segretario della commissione del concorso. Una dedica che si accompagnava a quella che nella serata assisiate ha ricordato la figura di Franco Buitoni, il presidente storico degli Amici della Musica recentemente scomparso. A verdetto ormai proclamato il cardinale Ravasi, a nome del Pontificio Consiglio, ha voluto commentare la serata citando una parabola di Eli Wiesel e le Histitutiones di Cassiodoro. Una firma color porpora per chiudere una serata che incorona Gary Graden e il St, Jacob’s come protagonisti indiscussi delle più belle edizioni della Sagra, manifestazione civile e culturale che onora la storia della città.

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