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Rubavano rame in Umbria e poi lo mandavano in Asia: dieci in manette

Cronaca e Attualità Terni

Rubavano rame in Umbria e poi lo mandavano in Asia: dieci in manette

Redazione
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Rame rubato (foto d'archivio)
TERNI – Hanno rubato rame anche dagli impianti fotovoltaici dell’Umbria, precisamente a Narni e Otricoli, la banda arrestata dai carabinieri di Torino nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura del capoluogo piemontese che ha arrestato dieci persone con l’accusa, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio e furto in concorso. Due di loro sono finiti in carcere, mentre altri otto ai domiciliari, per aver commesso complessivamente, tra il Centro e il Nord Italia, quindici furti, sottraendo complessivamente circa 44 mila metri i cavi di rame, dal valore di mezzo milione di euro,  poi rivendute a ditte compiacenti, che a loro volta l’avrebbero ceduta ad alcune fonderie.

 

Indagini Le indagini sono partite nel 2017 durante un’attività di monitoraggio del campo nomadi di via Germagnano, a Torino, con i carabinieri che, passo dopo passo, hanno ricostruito l’intera filiera criminale. A compiere i furti erano persone di etnia rom, che vendevano il rame a una ditta compiacente di Piscina (Torino) a circa 3 euro al chilo. A sua volta il proprietario della ditta, con la complicità dei dipendenti, ripuliva il rame e lo vendeva alle fonderie al doppio del prezzo. Il metallo finiva quindi nei container diretti in Asia, dove il rame è utilizzato nella componentistica elettronica.

In manette In manette è finito il proprietario della ditta ritenuta una centrale di stoccaggio e smistamento del rame rubato e un uomo di etnia rom, che insieme a due complici, al momento irrintracciabili, è accusato del furto dei cavi di rame. Agli arresti domiciliari anche la moglie del proprietario della ditta, i dipendenti e i responsabili di altre tre ditte dove il rame veniva rivenduto per essere poi immesso nel mercato lecito. Nel corso dell’operazione è stato anche eseguito il sequestro preventivo della ditta e dei beni a essa riconducibili del proprietario della ditta.

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