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Torna la commissione d’inchiesta regionale antimafia: via libera all’unanimità del Consiglio

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Torna la commissione d’inchiesta regionale antimafia: via libera all’unanimità del Consiglio

Redazione politica
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L'aula del consiglio regionale
L'aula del consiglio regionale

PERUGIA – Rinasce la commissione d’inchiesta regionale antimafia. Il consiglio regionale ha istituito, martedì, l’organismo che si occuperà di ‘Analisi e studi su criminalità organizzata e infiltrazioni mafiose, corruzione e riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti’. Otto i consiglieri che siederanno nella commissione votata martedì mattina, di cui cinque designati dalla maggioranza e i restanti dalla minoranza, coi primi che sceglieranno il presidente e gli altri il vice. L’organismo, poi chiuso anticipatamente la scorsa legislatura tra le polemiche, era nato nel 2016 portando avanti fino a metà 2019 una serie di approfondimenti e audizioni.

Delibera L’organismo dovrà riferire in aula con cadenza semestrale ed è previsto che dovrà terminare il proprio lavoro entro 30 mesi dalla seduta di insediamento della stessa, anche se c’è la possibilità di proroga ai sensi dell’articolo 37 del regolamento interno, per un periodo non superiore a quello precedentemente assegnato e comunque non più dell’undicesima Legislatura. La delibera del consiglio regionale arriva all’indomani delle audizioni della commissione parlamentare antimafia arrivata a Perugia lunedì per una seduta di lavoro considerata necessaria alla luce delle ultime due inchieste della Dda di Catanzaro, che ha mozzato i tentacoli della ‘ndrangheta in Umbria.

Dibattito Nel corso del dibattito il capogruppo Pd, Tommaso Bori, ha sostenuto che “non è vero che in Umbria ci sono gli anticorpi per combattere la criminalità sia noi politiche che le forze economiche e sociali”. Dalle opposizioni anche Thomas De Luca (M5s) secondo cui la commissione regionale di inchiesta antimafia “non dovrà essere un passacarte di dati prodotti dalle forze dell’ordine, ma individuare strumenti legislativi per vaccinare l’Umbria contro le infiltrazioni della criminalità organizzata”.  Dalla maggioranza Stefano Pastorelli (Lega) ha sottolineato che ll’organismo è un atto dovuto ma non scontato, aggiungendo che sulle mafie “dobbiamo discutere senza avere paura e prendiamo l’impegno concreto a portare avanti i lavori con produttività”. Dall’assessore regionale Roberto Morroni (Forza Italia) l’invito ad “analizzare la diffusione crescente della forza economica delle organizzazioni criminali che trafficano e spacciano droga”, mentre da Fratelli d’Italia è arrivato il messaggio di Eleonora Pace secondo cui con la “commissione regionale antimafia si affronta una battaglia di civiltà”.

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