CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Sisma, la presidente Marini in consiglio regionale: “I 500 sfollati presto fuori dalle tende”. Via libera bipartisan alla risoluzione

EVIDENZA Alta Umbria Extra

Sisma, la presidente Marini in consiglio regionale: “I 500 sfollati presto fuori dalle tende”. Via libera bipartisan alla risoluzione

Redazione
Condividi

L'aula del consiglio regionale

PERUGIA – I comuni nei quali sono ubicati gli edifici risultati finanziabili dovranno effettuare opera di controllo, validazione e rendicontazione degli interventi. L’importo complessivo del contributo regionale corrisponde, al massimo, all’ammontare delle spese effettivamente sostenute dal beneficiario finale per interventi sulle parti strutturali dell’edificio; in caso di spese documentate inferiori all’importo erogato si procederà, su proposta del comune competente, alla compensazione dei saldi o al recupero delle somme eccedenti già liquidate. In caso di rinuncia da parte dei beneficiari finali dei contributi, i comuni, nel darne immediata comunicazione alla Regione, provvederanno al recupero delle somme eventualmente già erogate ed alla restituzione dell’intero ammontare all’Amministrazione regionale che potrà destinare quei fondi o altro tipo di economie a favore dei successivi interventi della medesima graduatoria o a successive azioni di prevenzione sismica.

3 MILIONI DI EURO STANZIATI SU PROPOSTA DI CHIANELLA Oltre 3 milioni di euro, che in parte derivano dalle economie registratesi nei precedenti bandi, sono stati stanziati dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Giuseppe Chianella per interventi strutturali, su edifici di proprietà privata, volti alla prevenzione del rischio sismico. “In particolare – ha affermato l’assessore Chianella – questo Piano di prevenzione sismica, che è il settimo al quale diamo attuazione, prevede interventi di “rafforzamento locale” cioè delle riparazioni localizzate a singoli elementi strutturali, finalizzate e ridurre o eliminare comportamenti dei singoli elementi o parti strutturali che danno luogo a condizioni di fragilità e/o innesco di collassi locali, o interventi di “miglioramento sismico” per i quali le norme tecniche prevedono la valutazione della sicurezza prima e dopo l’intervento sull’intera struttura, e che devono consentire di raggiungere un certo valore minimo prestabilito di sicurezza sismica.
Gli interventi – ha proseguito l’assessore – saranno finanziati attraverso lo scorrimento della graduatoria già in essere e ricadono nei Comuni di Città di Castello (8 interventi per un totale di 381.750 euro), Gubbio (48 interventi per un totale di 2.484.750 euro), Montone (1 intervento per un totale di 20.000 euro), Pietralunga (2 interventi per un totale di 59.500 euro) e Umbertide (6 interventi per un totale di 295.000 euro) tutti già oggetto di precedenti programmazioni in quanto nei quali risulta in corso una crisi sismica da oltre 3 anni”.
Gli edifici oggetto di contributo sono tutti destinati a residenza stabili e continuativa di nuclei familiari e/o all’esercizio continuativo di arte o professione e/o destinati ad attività produttive.

Dibattito in consiglio regionale La presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, ha informato questa mattina i componenti del consiglio regionale sugli effetti del terremoto del 24 agosto nel territorio umbro e sulle iniziative messe in campo per sostenere le popolazioni colpite. Dopo aver osservato con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del sisma, l’Aula ha ricevuto informazioni sull’impatto del sisma che ha causato danni soprattutto a Norcia, Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto e causato oltre mille sfollati temporanei. La presidente ha sottolineato che le tende verranno superate puntando su strutture ricettive, autonoma sistemazione e moduli abitativi mentre la ricostruzione dovrà essere improntata a trasparenza delle imprese e degli studi coinvolti e qualità degli interventi.

Gli aiuti “Il sisma del 24 agosto ha causato danni in Umbria soprattutto a Norcia, Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto, anche se altri comuni hanno subito danni. Gli sfollati temporanei, in attesa delle verifiche della protezioni civile sulla agibilità degli edifici, sono 1069. I campi di tende verranno superati prima possibile e i circa 500 sfollati che stimiamo di dover supportare andranno in strutture ricettive, ricorreranno all’autonoma sistemazione o saranno ospitati nei moduli abitativi.

Finita la fase della prima emergenza si passerà a quella della ricostruzione, che terrà conto anche delle seconde case e dovrà essere improntata a trasparenza delle imprese e degli studi coinvolti e qualità degli interventi”. Questo in sintesi il quadro delineato dalla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, aprendo questa mattina i lavori del consiglio regionale dedicata alle conseguenze del sisma del 24 agosto scorso.

Bilancio Dopo aver osservato un minuto di silenzio in memoria delle 295 vittime del terremoto, l’Aula di Palazzo Cesaroni ha ascoltato la relazione della presidente Marini, che ha spiegato come “solo con la fine dei rilievi della Protezione civile si potranno individuare i Comuni che rientrano nel cratere del sisma. Mille e sessantanove umbri hanno dovuto abbandonare le proprie case ma non si tratta di tutti edifici inagibili, dato che i sopralluoghi sono ancora in corso. Norcia è il comune più colpito, con edifici privati e pubblici lesionati. Ci sono poi Preci, Cascia e Monteleone di Spoleto. Ma danni si registrano anche in altri comuni limitrofi. Siamo ancora nella fase dell’emergenza, che termina quando le persone – ha sottolineato – potranno rientrare nelle case di proprietà. Il sistema di Protezione civile nazionale e regionale ha funzionato molto bene. La stessa mattina del sisma, poco dopo l’individuazione dell’epicentro del sisma, la Protezione civile umbra è stata autosufficiente per non gravare sul sistema nazionale dell’emergenza, già pesantemente impegnato nel Lazio”.

Collaborazione Secondo la presidente Marini  “c’è stata una collaborazione costante fin dalle prime ore tra sistema statale (prefettura, vigili del fuoco, forze dell’ordine) e sistema regionale di protezione civile (sindaci e strutture regionali). I sindaci – ha continuato Marini – stanno facendo molto in questo periodo per assistere la popolazione mentre le strutture tecniche comunali si sono attivate da subito. A loro, al personale dipendente della protezione civile, si sono affiancati i volontari organizzati e formati, espressione di tanti gruppi di volontariato, in grado di gestire le varie fasi dell’emergenza. Volontari di cui abbiamo usufruito solo in parte (sono circa 3200 in Umbria) e che stanno prestando aiuto anche alle città del Lazio. Le associazioni di volontariato si sono dimostrate preziose nella formazione per affrontare le emergenze, mentre i Comuni hanno realizzato aree di protezione civile che oggi sono preziose per gestire l’insediamento dei primi campi per ospitare i moduli abitativi.

Tutto questo ha permesso di assistere la popolazione fin dalle prime fasi. Abbiamo sottoscritto un protocollo per la gestione della Protezione civile, questo ha permesso di attivare da subito il centro di protezione civile di Foligno con una modalità unitaria e condivisa insieme alla Prefettura, evitando ritardi burocratici e intervenendo in modo efficace”

Il Governo  La presidente della Regione ha informato che “il Consiglio dei ministri ha stanziato le risorse immediate per la gestione immediata dell’emergenza e ha scelto la modalità organizzativa basata sull’assistenza alla popolazione, messa in sicurezza degli edifici e al sostegno delle attività economiche colpite dal sisma. C’è poi – ha sottolineato – una modalità nuova della gestione della fase emergenziale, con la nomina di un unico
commissario per la ricostruzione che, affiancato dalle Regioni sta coordinando la ricostruzione. Questo sisma, nonostante le vittime prodotte, ha colpito un’area limitata e con una densità di popolazione ridotta, pur interessando quattro regioni diverse. Il Governo dovrà definire un provvedimento quadro che delineerà le strategie di intervento per la messa in sicurezza dei centri urbani e del patrimonio artistico. Questi atti saranno concertati con le Regioni e la nostra esperienza verrà tenuta in considerazione”.

Soluzioni  Marini nel suo intervento ha sottolineato che “le tende sono limitate ai primi giorni del post-sisma, dato che è già previsto di puntare sulla autonoma sistemazione (sostegno finanziario in affitto presso altre abitazioni: 600 euro mensili innalzabili in presenza di disabili) e su moduli abitabili provvisori in attesa della ricostruzione. A Norcia ci saranno due campi con moduli abitativi. Nella fase transitoria la popolazione verrà ricollocata in strutture ricettive e altre sistemazioni. A Castelluccio di Norcia sono state già smontate le tende e verranno usate le strutture già agibili. Per gli agricoltori che hanno allevamenti sono previsti moduli abitativi a ridosso dell’abitazione, per dare continuità al lavoro e agli allevamenti”.

Verifiche  In aula Marini ha rimarcato che “le verifiche sugli edifici, pubblici e private, sono iniziate. Si inizia dalla verifica di quelle agibili e lievemente danneggiate, per far rientrare gli sfollati. Si procede poi con le opere di messa in sicurezza delle case agibili collocate però in zone ‘rosse’, dove ci sono edifici gravemente danneggiati. Non è ancora chiaro quanti saranno coloro che avranno le case completamente inagibili, ma si stima che si tratterà di meno di 500 persone. Ma questo – ha continuato – potrà essere definito solo a sopralluoghi completati. Il patrimonio storico artistico dell’Umbria è stato colpito in modo importante: Abbazia di S.Eutizio, Duomo e mura di Norcia, porta di accesso a Norcia. Avrà tutta l’attenzione necessaria nella fase ricostruttiva, da parte nostra e del Governo nazionale”.

Tasse sospese In chiusura la presidente della Regione ha messo in evidenza come siano necessari “sostegni al sistema economico produttivi, alle aziende dell’agro alimentare (che non hanno subito gravi danni) e al filone turistico ricettivo, che subisce il contraccolpo pur avendo tutte le strutture pienamente sicure e funzionanti. Esse subiscono l’effetto paura che colpisce Norcia e la Valnerina, ma anche l’intera regione, anche per la sovraesposizione mediatica che l’Umbria ha. Gli operatori e i turisti stranieri – ha sottolineato – difficilmente riescono a capire che solo Norcia è stata colpita e non tutta l’Umbria. Servono azioni mirate per rimettere in moto la macchina produttiva e turistica. Presenteremo delle proposte già oggi al Tavolo nazionale convocato a Palazzo Chigi. Una parte dei provvedimenti riguarderà il sistema degli ammortizzatori sociali, che riguarderanno l’intera regione, dato che gli effetti negativi sul turismo riguarderanno l’intera Umbria. Le Assemblee legislative, coordinate tra loro, dovranno occuparsi dei provvedimenti attuativi, che dovranno essere omogenei, ma tenere conto anche delle rispettive specificità. Sul patrimonio storico–artistico, l’esperienza positiva dell’Umbria con la legge regionale 32 sui beni culturali andrà tenuta presente. Nei prossimi giorni incontreremo la parte delle imprese e dei tecnici che saranno coinvolti nel sistema della ricostruzione. Nel 1997 facemmo scuola con il Durc”.

Solidarietà In chiusura del suo intervento in consiglio regionale Marini ha messo in evidenza come “il sistema nazionale della Protezione civile ha aperto un conto corrente nazionale su cui sono arrivati oltre 14milioni di euro di donazioni. Queste risorse verranno ripartite alle quattro regioni per l’attuazione sia della ricostruzione sia per la gestione dell’emergenza. Anche nel conto corrente regionale ci sono state donazioni, siamo a circa 60mila euro con cui potremo contribuire ad interventi legati alla fase della ricostruzione, visto che la fase dell’emergenza la stiamo gestendo con le risorse pubbliche”.

Voto bipartisan Dopo le comunicazioni della presidente, l’Assemblea legislativa ha approvato con 16 voti favorevoli e l’astensione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, la proposta di risoluzione, firmata dai gruppi Partito democratico, Socialisti e Riformisti, Forza Italia, Ricci presidente, Lega Nord e Fratelli d’Italia, che esprime apprezzamento per l’operato della Giunta e contiene indicazioni per una veloce e trasparente ricostruzione, per il sostegno all’economia del territorio e per la tutela dei beni culturali.

Interventi  Per Claudio Ricci «in Umbria l’emergenza è stata gestita bene. Ora servono atti legislativi efficaci, efficienti e con velocità attuativa. Semplificare e autocertificare sono le parole chiave». Anche secondo Silvano Rometti (SeR): “la risposta all’emergenza è stata rapida, l’Umbria ha fatto una bella figura. Ora dobbiamo inserire nel provvedimento nazionale le nostre esperienze positive. Questo ci consentirà di fare i nostri provvedimenti in linea con i bisogni del territorio». Marco Squarta (Fd’I) pur considerando «positiva la gestione dell’emergenza» chiede «una ricostruzione che sia d’esempio e controlli anti-infiltrazione mafiosa». Andrea Liberati (M5s) chiede «non migliorie, ma adeguamenti sismici. Controlli sui cantieri, non di tipo amministrativo. No al massimo ribasso ma investire su sicurezza e prevenzione. Leggiamo di migliorie fatte sugli edifici ma sono cosa diversa dagli adeguamenti antisismici. Dobbiamo sapere quali edifici pubblici sono stati sottoposti ad adeguamenti e quali a migliorie, se l’analisi di vulnerabilità è stata fatta o no». Giacomo Leonelli (Pd) vuole «trasparenza delle procedure per una ricostruzione seria e di qualità. Scelte che guardino alla salvaguardia della densità abitativa, sia a livello sociale che economico». Per Emanuele Fiorini (Lega) «vanno accelerati i tempi, i sette mesi previsti dal commissario Errani per le casette di legno rappresentano un tempo troppo lungo». Raffaele Nevi (FI) considera «importante mettere a disposizione delle famiglie, nel più breve tempo possibile, le casette di legno, collocandole in prossimità del luogo precedentemente abitato». Andrea smacchi (Pd) propone di lanciare il «progetto ‘Casa Umbria’ prevedendo un apposito fondo per quanto riguarda la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, parliamo dell’1 per cento del bilancio nazionale, e nel nostro bilancio 25 milioni di euro sarebbero un segnale rispetto al passato».

Replica La presidente Marini, nella replica ha spiegato che «la tempistica massima, quella dei 7 mesi, dipende dalla presenza o meno di aree urbanizzate. Il tema dei moduli è successivo alla fase transitoria. Una parte dei moduli del 1997 sono stati demoliti perché non più idonei all’utilizzo da parte della protezioni civile. Per alcune famiglie questi moduli saranno la casa per 2, 3 o anche 4 anni e quindi va fornita una soluzione meno precaria possibile. È stata fatta una gara nel mese di maggio per la fornitura di nuovi moduli abitativi. Ogni esperienza di ricostruzione è diversa dalle altre. Paragonare i terremoti è sbagliato, anche se ci sono state esperienze di gestione dell’emergenza buone e altre negative. Abbiamo un bagaglio tecnico di grande valore di cui fare tesoro. Bisogna sburocratizzare senza rinunciare alla sicurezza, responsabilizzando i tecnici e le imprese. Il commissario sta lavorando su una ‘white list’ delle imprese, basata sulla qualità. Considero molto positivo che un Governo abbia posto alle Regioni la possibilità di far procedere strumenti ordinari insieme alla ricostruzione. Il cantiere ‘Casa Italia’ me lo immagino come un cantiere ordinario, un programma pluriennale e stabile».

Ater: “Il 90% degli inquilini presto nelle proprie case” Conclusa la fase relativa alla verifica di agibilità sugli edifici  di Ater Umbria a Norcia. Dei dieci edifici danneggiati dal sisma del 24 agosto scorso, i primi quattro saranno di nuovo agibili nei prossimi quindici giorni.  La notizia è stata comunicata alle famiglie nel corso di un’assemblea alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Ater Umbria, Alessandro Almadori, il direttore Luca Federici, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno accompagnato da alcuni membri della giunta. Erano presenti tutte le famiglie che, immediatamente dopo il sisma, sono stata costrette a soluzioni alternative. Complessivamente le famiglie interessate dall’emergenza sono 35 sulle circa 70 residenti a NorciaDieci di loro rientreranno nelle loro case al massimo tra due settimane. Entro Natale il 90% degli inquilini di Ater Umbria tornerà nelle proprie abitazioni. Ci sono alcune criticità per nove famiglie, per le quali i tempi si allungheranno di più, ma è stato deciso di evitare il trasferimento nei moduli abitativi, e, in sinergia con l’Amministrazione comunale e con i cittadini stessi, di mettere a disposizione 10 appartamenti in una nuova palazzina che è in fase di conclusione nella zona di vocabolo Case Sparse.

(Servizio in aggiornamento)

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere