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Sisma, Castelluccio di Norcia vuole tornare a vivere: ecco progetti e speranze per la perla dei Sibillini. Entro pochi mesi la fine dell’isolamento

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Sisma, Castelluccio di Norcia vuole tornare a vivere: ecco progetti e speranze per la perla dei Sibillini. Entro pochi mesi la fine dell’isolamento

Alessandro Minestrini
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Macerie a Castelluccio dei Norcia

PERUGIA – 30 ottobre 2016. La terra ritorna a seminare terrore e distruzione in tutto il centro Italia. Le immagini del crollo della basilica di San Benedetto iniziano a fare il giro del mondo in pochissimi minuti. A circa una trentina di chilometri dal centro storico di Norcia, accade un’altra tragedia. Castelluccio, quell’angolo di mondo benedetto da Dio, quel gioiello della natura già seriamente provato dal terremoto del 24 agosto, viene totalmente sbriciolata dalla scossa delle 7.40. Case, stalle, attività commerciali, beni e ricordi, finiscono tutti seppelliti sotto un cumulo di macerie. Dopo lo sconforto, il pianto, la pena e la rabbia, i castellucciani si sono subito rimboccati le maniche. Chi si ferma è perduto, recita l’antico adagio. E gli abitanti del borgo, asciugate le fresche lacrime, si sono messi subito al lavoro per riportare alla normalità il loro paese.  Ed è così, che a poco più di un mese da quando la terra matta ha distrutto la perla dei Sibillini, un gruppo di castellucciani ha dato vita alla onlus Per la vita di Castelluccio di Norcia. “La nostra associazione – dice a lanotiziaquotidiana.it il presidente Giovanni Perla –  ha come unico obiettivo quello di aiutare Castelluccio e i suoi abitanti a superare questo periodo difficile, fornendogli assistenza di ogni tipo e ponendosi come interlocutore con tutte le istituzioni che si occuperanno della fase dell’ emergenza e del post-emergenza”.

Obiettivi e progetti Per ottenere questi obiettivi i soci saranno le stesse persone bisognose di aiuto, e cioè coloro che vivono o hanno vissuto, che lavorano, che sono legati per motivi familiari o che hanno un immobile a Castelluccio: “L’aiuto che in questo momento stiamo chiedendo ai tanti benefattori che amano Castelluccio e i suoi abitanti – evidenzia Perla -, è costituito da donazioni solidali che consentano quanto prima di realizzare alcuni progetti che serviranno a ridare vita ad una comunità ferita, ma unita e tenace, convinta di voler (e poter) tornare a rivivere il proprio territorio”. Nello specifico, i progetti dell’associazione si concretizzeranno in alcune opere essenziali per non far appassire il fiore della speranza come un centro di aggregazione nel quale ritrovarsi, per ricostruire un tessuto sociale fortemente messo alla prova da questo esodo frammentato; un’area giochi attrezzata, per allontanare dalle menti dei più piccoli le immagini di distruzione che purtroppo difficilmente verranno dimenticate per molti anni a venire; la ricostruzione, insieme alle Istituzioni, dell’unico edificio pubblico presente in paese, “le scuole” dove molti castellucciani hanno  studiato e in cui, fino al 24 agosto, avevano sede alcune delle principali attività simbolo del borgo: la Proloco, la Scuola di volo libero che dal 1980 ha reso Castelluccio celebre in tutto il mondo, e la Cooperativa della lenticchia di Castelluccio che, sempre dal 1980, in quel fabbricato ha confezionato ininterrottamente le famose lenticchie; la ricostruzione della bellissima Chiesa, edificata nel XVI, completamente distrutta dal terremoto e che l’associazione vuol riconsegnare alla comunità con il suo antico splendore, partendo dalle poche porzioni rimaste in piedi. “Chiunque vorrà aiutarci – spiega-, potrà farlo donando quello che può sul conto corrente della nostra associazione: IBAN IT 83 C 08871 38720 013000000672”.

Affetto e vicinanza  Le dimostrazioni di affetto che gli abitanti del paese hanno ricevuto in questo periodo sono state incredibili: “Sin dal 30 di ottobre, quando eravamo bloccati a Castelluccio – racconta Perla -, abbiamo percepito il calore delle migliaia di persone che sono legate indissolubilmente al nostro territorio, che si sono messe a disposizione per aiutarci in qualsiasi modo, a partire dal Soccorso alpino speleologico umbro che non ci ha mai lasciato da soli. Appena nata l’associazione, siamo stati inondati di telefonate di persone che volevano sapere come poterci aiutarci,di amici che stavano organizzando eventi dedicati a Castelluccio e che avrebbero avuto piacere di devolvere a noi il ricavato. E’ una cosa difficile da descrivere che ti riempie il cuore e ti da la forza di andare avanti”.

A Ravenna, una maratona per Castelluccio

A Ravenna, una maratona per Castelluccio

Tanti gli eventi per Castelluccio organizzati in alcune città italiane: “Tra i tanti eventi  che ci hanno colpito, meritano di essere ricordati una mostra fotografica allestita in meno di un mese nelle ex carceri di Montefiascone inaugurata il 3 dicembre e terminata il 7 gennaio con il contributo di 24 fotografi, di un associazione di ragazzi, delle scuole elementari e medie, di tanti artisti del posto e che proseguirà in giro per l’Italia visto che gli organizzatori ci hanno regalato tutto l’allestimento e si sono messi a disposizione per qualsiasi aiuto; la canzone di Natale dedicata a Castelluccio da Radio Onda Libera con il video girato a Castelluccio; la corsa podistica di Ravenna organizzata da diverse associazioni del posto e con la nostra delegazione ricevuta dall’assessore allo Sport di Ravenna; la raccolta fondi organizzata da una scuola materna di Roma, da una scuola elementare di Fabrica di Roma, da tanti nostri amici in giro per l’Italia
le donazioni di tutti gli amanti del volo libero e di moltissimi altri che vogliono adoperarsi Per la Vita di Castelluccio di Norcia”.

Mostra fotografica per Castelluccio a Montefiascone (nella foto, il vicepresidente della onlus, Francesco Montani, insieme all'ideatrice dell'evento, Rossana Mari)

Mostra fotografica per Castelluccio a Montefiascone (nella foto, il vicepresidente della onlus, Francesco Montani, insieme all’ideatrice dell’evento, Rossana Mari)

Inoltre, in questi mesi, i membri di Per la vita di Castelluccio di Norcia hanno avuto due incontri con la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, per risolvere i problemi legati all’emergenza post sisma e per avere certezze sul futuro.

Strade riaperte definitivamente a giugno Uno dei problemi principali, è quello relativo alla viabilità. Da dopo la scossa di 6.5, tutte le strade che portano al paese sono pressoché impercorribili a bordo di una normale automobile: “La presidente e i funzionari presenti – dice Perla – ci hanno detto che per la strada si dovranno ottenere tutte le autorizzazioni all’esecuzione dei lavori entro questo mese (fonti della Provincia di Perugia che rimane la stazione appaltante, nonostante da più parti si sia auspicato un intervento di Anas per accelerare tutte le fasi dei lavori), in modo da partire subito e consentire ai mezzi agricoli di salire a Castelluccio per effettuare la semina della lenticchia nei primi giorni di marzo. Il passaggio di tali mezzi (essendo in corso i lavori) avverrà attraverso autorizzazioni con metodi da definire al momento. Per gli inizi di giugno i lavori dovranno essere terminati per riaprire la strada a tutti i veicoli”.

Villaggio delle attività La follia del terremoto, ha provocato anche ferite profonde all’economia locale. Una volta terminata l’emergenza, ripartire è un obbligo: “Per quanto riguarda le delocalizzazioni delle attività – rende noto il presidente dell’associazione -, ci è stato confermato che sarà realizzato un villaggio nella parte bassa del paese lungo la strada che porta al Pian Grande, ma che per problemi di spazi (singolare visto che parliamo di una vallata di oltre 10 kmq) sarà di dimensioni limitate imponendo alle diverse realtà di avere a disposizioni spazi molto limitati.
Nello stesso villaggio verranno posizionate sia le attività commerciali (negozi, ristoranti, bar, ecc.) che quelle produttive (laboratori per la trasformazione del latte, magazzini per lo stoccaggio dei prodotti agricoli).

Casette  Per quello che riguarda le Soluzioni abitative emergenziali, ovvero le casette per i circa cento castellucciani, Perla afferma che: “E’ stato fatto un dietro-front rispetto alle prime dichiarazioni di dicembre nelle quali si escludeva la possibilità di mettere casette a Castelluccio, visto il basso numero di residenti (due secondo le loro fonti) e visti gli spazi contingentati. Dopo che sono state fatte le opportune ricerche e si è potuto verificare che i residenti a Castelluccio sono molti di più (al Comune di Norcia ne risultano almeno cento), la presidente ha dichiarato che all’interno del villaggio troveranno spazio non più di venti Sae sempre per gli insuperabili motivi di spazio”.

Sopralluogo Proprio per eliminare questo impasse, prossimamente verrà effettuato un sopralluogo congiunto: “Per superare questi limiti – prosegue Perla – abbiamo mostrato altre aree nelle quali poter realizzare strutture in cui alloggiare parte delle attività, con l’obiettivo di incrementare gli spazi a disposizione per le delocalizzazioni e di evitare un concentramento di edifici nello stesso luogo con evidenti problemi logistici. Su questo punto si è deciso di effettuare un sopralluogo congiunto per visionare le aree e valutare la fattibilità degli interventi, appena il tempo sarà più clemente e consentirà di tornare a Castelluccio”.

Riutilizzo dei vecchi stabili Un’altra opzione presentata dall’associazione ai vertici regionali, sarebbe quella di valutare la possibilità di utilizzare le aree delle vecchie stalle presenti sulla piazza e che con il terremoto sono crollate completamente, per ricostruire da subito gli edifici originari, con le stesse caratteristiche tipologiche di quelli iniziali, per metterli a disposizione degli sfollati: “In questo modo si otterrebbe il doppio beneficio di farli utilizzare temporaneamente alle attività e ai residenti da delocalizzare – questo la proposta della onlus -, per poi riconsegnarli ai legittimi proprietari finiti e pronti all’uso; questo consentirebbe di realizzare le strutture una sola volta, garantendo che tali fabbricati vengano effettivamente ricostruiti (non va infatti dimenticato che gli immobili crollati erano in attesa dei contributi per la ricostruzione del ’79 e poi del ’97 e che in mancanza di tali aiuti, nessuno ha potuto procedere autonomamente, cosa che si potrebbe ripetere visto che in questo caso ogni singolo proprietario deve “ricostruire” anche altri fabbricati). Su questo punto ci è stato risposto che non è possibile espropriare fabbricati (che però non esistono più) per realizzare strutture temporanee”.

Ricostruzione Per la ricostruzione di Castelluccio, afferma Perla: “Ci è stato detto che il paese sarà interessato da un Piano attuativo da realizzare in tempi brevi e che gli edifici interessati dovranno aspettare l’approvazione di tale piano per poter essere ristrutturati o ricostruiti. Abbiamo manifestato l’enorme preoccupazione di eccessivi ritardi che tale Piano può causare, e abbiamo chiesto di tenere fuori da tale Piano tutti quegli edifici che devono essere ristrutturati senza alterare l’aspetto estetico del bene. Questo per consentirci quanto prima di ripartire con il recupero di alcune abitazioni, attività commerciali e produttive, in modo da diminuire i numeri di coloro che devono ricorrere alla delocalizzazione
Abbiamo inoltre chiesto che ogni fase del percorso che porterà alla ricostruzione di Castelluccio, avvenga con la collaborazione e il coinvolgimento della popolazione”.

Viabilità  Nel frattempo, sul fronte della viabilità, il parlamentare umbro del Pd Giampiero Giulietti interviene sul ripristino della viabilità tra Umbria e Marche nelle zone colpite dal sisma. In un’interrogazione a risposta scritta alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministro delle infrastrutture il deputato ritiene indispensabile un intervento urgente del Governo e di Anas (come la stessa normativa prevede) al fine di fronteggiare un’emergenza come quella delle infrastrutture viarie che si prolunga da troppo tempo.

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