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Rimpasto in Regione, Salvini lascia il ‘cerino’ alla Tesei: “Piena fiducia nel suo operato”

In città per la candidatura a sindaco di Marinelli il segretario della Lega si tra fuori e ribadisce: "Ruoli di consigliere ed assessore incompatibili"

CITTA’ DI CASTELLO – Lunedì pomeriggio Matteo Salvini arriva a Città di Castello per ‘benedire’ l’investitura di Roberto Marinelli a candidato sindaco (avrà contro nel centrodestra l’ex consigliere regionale Lignani Marchesani sostenuto da Fdi, FI, Udc, Cambiamo e Castello civica) ma ovviamente il tema caldo è cosa fare della Giunta Tesei dopo l’espulsione di Enrico Melasecche dalla Lega.

E se non fosse chiara la – peraltro ben nota – posizione di Salvini sull’argomento, il segretario federale del Carroccio l’ha ribadita:  “Se uno fa l’assessore fa l’assessore, se fa il consigliere fa il consigliere. Questo vale in Umbria e in tutte le altre regioni italiane”

  Salvini ha evidenziato, però, di non aver affrontato l’argomento Giunta regionale con la presidente Donatella Tesei. Dicendo di “avere totale fiducia” nella governatrice e nel segretario regionale della Lega Virginio Caparvi. “Troveranno loro la soluzione, io non ci metto becco”, ha detto Salvini. A questo punto il ‘cerino’ passa nelle mani della Governatrice che dunque deciderà in autonomia sulla questione. Non sarà facile arginare le pressioni all’interno della maggioranza.

Sindaco Salvini ha poi parlato della situazione relativa alla corsa per il posto attualmente occupato da Luciano Bacchetta: ” Siamo qui per tentare ancora un accordo ha detto Salvini – e presentarci uniti. L’unità del centrodestra per noi è importante, ma guardando avanti e, a livello di Comuni, facendo scelte civiche, come civico lo è Marinelli, allargandosi alla società civile, alle imprese e ai professionisti. Scegliere politici che già in passato hanno perso non penso che sia il modo migliore per guardare al futuro”, ha aggiunto il senatore. “Faccio un appello agli amici del centrodestra di guardare avanti, visto che governiamo l’Umbria sarebbe un peccato andare divisi a Città di Castello, mentre Spoleto è una storia a parte e molto complicata”.

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