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Rigopiano, onorificenza del comune di Terni alla memoria di Alessandro Riccetti

Il sindaco Latini: "Un riconoscimento per gli eroismi quotidiani di tanti nostri giovani"

TERNI – “Una giornata che è una carezza al cuore”. Con queste parole Antonella Pastorelli Riccetti ha voluto ringraziare il sindaco e il consiglio comunale di Terni per l’onorificenza consegnata stamattina nelle sue mani, in memoria del figlio Alessandro Riccetti scomparso nella tragedia dell’hotel di Rigopiano il 18 gennaio del 2017,  dove il trentatreenne ternano lavorava come receptionist.

Alla cerimonia hanno partecipato alcuni membri del comitato vittime di Rigopiano, con il presidente Gianluca Tanda, insieme ad altri parenti di Alessandro Riccetti. Erano presenti alcuni consiglieri comunali.

Latini. “Il senso di questa iniziativa fortemente voluta dall’intero consiglio comunale e quindi dalla città – ha detto il sindaco Leonardo Latini, rivolgendosi alla madre di Alessandro Riccetti – è anche quello di far riflettere noi amministratori pubblici sui nostri impegni e sui nostri doveri: le nostre azioni devono sempre essere orientate alla tutela dei cittadini, specie nella fase di prevenzione degli eventi straordinari che possono rivelarsi tragici come quello di Rigopiano. Glielo dobbiamo, lo dobbiamo ad Alessandro, a sua madre, ai suoi amici, perché la storia delle città, delle comunità è fatta sì dalle azioni delle persone illustri e famose, ma – ha concluso il sindaco Latini – soprattutto dagli eroismi quotidiani, come quello di Alessandro e di tanti altri che, come lui, come i soccorritori di Rigopiano, hanno speso le proprie vite per il lavoro, per migliorarsi e per aiutare gli altri. Per questo, per noi, Alessandro Riccetti resta un esempio importante con la sua vita, la sua energia stroncate da una morte prematura in una tragedia che poteva e doveva essere evitata”.

La madre. “Penso che Alessandro sarebbe contentissimo di questo – ha sottolineato Pastorelli in merito alla benemerenza -, perché nella sua grande umiltà era un ragazzo impegnato nel volontariato e che metteva il lavoro al primo posto. Era parte di una gioventù bella, che dobbiamo ricordare, perché sia d’esempio a chi ha imboccato una strada sbagliata. Purtroppo noi qui viviamo un dolore che non passerà mai, anche quando ci sarà giustizia”. La mamma di Riccetti si è augurata, che questa “sia equa”. “Ma non per quelli che sono morti – ha detto -, ma per chi verrà dopo e per l’Italia stessa. Perché dopo Rigopiano ci sono state altre tragedie, penso al ponte Morandi e al Mottarone. Non devono succedere più. A noi non importa vedere in carcere le persone, devono capire dove hanno sbagliato e fare meglio in futuro”.

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