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Ricostruzione post sisma, Spaccia: “Dopo tre anni, tutto lentissimo”

Economia ed Imprese Perugia

Ricostruzione post sisma, Spaccia: “Dopo tre anni, tutto lentissimo”

Redazione economia
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PERUGIA – L’intervento del ministro dei trasporti e delle infrastrutture Toninelli è stato quello chiave, ma l’assemblea di Ance Perugia che si è svolta a Confindustria ha avuto diversi altri spunti. Infrastrutture, ricostruzione e sviluppo sono stati i temi toccati.

“Dobbiamo riprendere ad investire nella manutenzione straordinaria del territorio e delle reti esistenti – ha detto Spaccia – in nuove indispensabili infrastrutture e, per quel che riguarda l’Umbria, dobbiamo assolutamente cogliere l’occasione della ricostruzione.A distanza di quasi tre anni dalle prime scosse dell’agosto 2016, stenta ancora a partire.  Ad oggi i cantieri di ricostruzione leggera conclusi sono solamente 119. Ben più drammatico è certamente il quadro della ricostruzione per i danni gravi: i lavori ultimati sono solo sei. E non va molto meglio né per quanto riguarda le opere pubbliche, né per i beni culturali. Sul versante della ricostruzione pubblica – ha aggiunto Spaccia – occorrerebbe introdurre delle misure idonee a velocizzare gli affidamenti di gara, consentendo di pervenire rapidamente alla cantierizzazione dei lavori, nel rispetto della trasparenza e della legalità, ma allo stesso tempo tutelando, per quanto possibile, il tessuto delle imprese locali, che assicurano investimenti ed occupazione proprio nelle province del cratere sismico. Conosciamo bene lo sforzo organizzativo e l’impegno quotidiano della Regione, dei dirigenti e dei tecnici dell’USR e dei Comuni, del Commissario, per tentare di venire fuori dal guado. Mai come in questo caso serve un cambio di passo”. E aggiunge: “Una situazione emblematica dello stato del nostro Paese è stata quella dell’approvazione del Decreto Legge Sbloccacantieri. Perché in Italia c’è bisogno di questo, quando esiste un Codice appalti approvato di recente, nell’aprile 2016 e pesantemente modificato appena due anni fa?”

E45 Ammodernamento della E45 e sblocco del Viadotto Puleto rappresentano solo due esempi di un processo di riqualificazione delle infrastrutture che può contribuire a far ripartire l’economia umbra.  “Con il contributo di tutti, istituzioni, associazioni, imprese e cittadini – ha sottolineato nel suo intervento di saluto, Maurizio Mariotti, delegato alle Infrastrutture di Confindustria Umbria – va realizzato un piano strategico complessivo finalizzato a rendere il nostro sistema stradale e ferroviario più moderno ed efficiente”.

In questo quadro di grandi difficoltà generali, alle prese con le conseguenze del terremoto e con una crisi economica profonda dell’Umbria e del settore, gli imprenditori umbri hanno dovuto affrontare anche la vicenda della Perugia-Ancona.

Orgoglio “Siamo orgogliosi di aver combattuto questa battaglia – ha aggiunto Spaccia – e di aver trovato una soluzione che rende il nostro settore e il nostro Paese un po’ più civile e per questo ringrazio il Ministro Toninelli, i Parlamentari dell’Umbria e delle Marche, le due Regioni, tutte le organizzazioni e le Associazioni, per aver sostenuto questa battaglia. In questo modo si è riusciti a trovare, con il cosiddetto “fondo salva cantieri”, una soluzione accettabile.  Ora rimane un piccolo sforzo e un grande obiettivo. Fare il regolamento attuativo in modo tale da soddisfare rapidamente le esigenze delle imprese e, insieme a questo, finalmente finire la strada”.

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