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Ricostruzione post sisma, Legnini: “Presentare i progetti o si perde il contributo”

Il commissario ha fatto il punto della situazione: i cantieri ultimati nel 2021 sono stati 2.185 e su 80 mila edifici danneggiati dai terremoti del 2016 e 2017, sono state presentate 60 mila manifestazioni di interesse a ricostruire.

ANCONA- “I titolari di Contributo di autonoma sistemazione e i detentori delle casette Sae dovranno presentare i progetti di ricostruzione dei propri edifici privati entro il prossimo 30 giugno 2022, pena delle sanzioni”: ad annunciarlo è stato il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016 Giovanni Legnini, durante una conferenza stampa da remoto, in cui è stato fatto un bilancio delle attività del 2021 e sono state annunciate ulteriori misure per il prossimo anno. “In accordo con il Dipartimento di Protezione civile si è deciso, ad esempio, che i titolari di Cas – ha spiegato Legnini – se non presenteranno i progetti entro il 30 giugno perderanno il contributo”.

A chi sta in Sae, invece, “sarà la Protezione civile a decidere qualche conseguenza applicare all’eventuale mancanza. Magari – ha ipotizzato il commissario – potrebbe essere chiesto un canone di affitto”. Legnini ha anche spiegato che nell’ordinanza che firmerà entro il 31 dicembre, in cui appunto verrà stabilito il termine del 30 giugno per la presentazione dei progetti, saranno anche indicate quelle situazioni in cui i cittadini saranno esentati dal rispettare tale scadenza a seguito di “impedimenti oggettivi”. Legnini ha anche sollecitato a “programmare la ricostruzione del Centro Italia, ricostruzione – ha evidenziato – che non può essere dettata dai professionisti, ma va realizzato un cronoprogramma preciso”.

I dati della ricostruzione

Legnini ha poi fornito un dato: su 80 mila edifici danneggiati dai terremoti del 2016 e 2017, sono state presentate 60 mila manifestazioni di interesse a ricostruire. Legnini ha anche ricordato che “al momento sono stati presentati 21 mila progetti e che quindi ne mancano all’appello ancora 39mila e su questo dovremo intervenire con un’ordinanza precisa in cui si stabilirà il cronoprogramma della ricostruzione”. Intanto i danni stimati “ammontano a 26 miliardi di euro, ad oggi abbiamo stanziati 14 miliardi che permettono una copertura sufficiente per diversi anni”, ha sottolineato il commissario. Che ha anche fornito dati sulla ricostruzione privata: “Nel 2021 – ha detto – sono stati 5 mila i cantieri autorizzati, esattamente il doppio di quelli autorizzati nel 2020 e quasi la metà dei cantieri complessivamente autorizzati che sono 12 mila nell’intero cratere sismico”.

I cantieri ultimati

I cantieri ultimati, invece, nel 2021 “sono stati 2.185 e complessivamente ne sono stati ultimati quasi 6 mila che hanno permesso di riconsegnare circa 15 mila unità abitative ad altrettante famiglie”, ha fatto sapere il commissario. Che ha aggiunto: “I cantieri attualmente aperti sono circa 6 mila e permetteranno di riconsegnare altri 15 mila unità immobiliari”. Se tra i 20 mila edifici che non verranno ricostruiti ci dovessero essere degli immobili che impediscono la ricostruzione di altre abitazioni, il commissario ha ricordato che già è in vigore un’ordinanza che permette ai Comuni di decidere l’abbattimento degli “ostacoli”. Un altro nodo affrontato in conferenza stampa è stato quello relativo alla sospensione dei mutui sugli edifici inagibili: “Purtroppo – ha detto Legnini – la misura richiesta della sospensione non ha trovato spazio nell’ultima legge di bilancio nonostante la questione fosse stata sottoposta alla commissione bilancio, ma sono fiducioso che sarà inserita nel testo Milleproroghe”.

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