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Ricostruzione post sisma, l’affondo di Lucidi: “Tutto fermo ma dirigente promosso”

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Ricostruzione post sisma, l’affondo di Lucidi: “Tutto fermo ma dirigente promosso”

Redazione
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SPOLETO – Alfiero Moretti, capo dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della regione,  è stato nominato in questi giorni, dall’assessore Bartolini direttore generale della sezione territorio, paesaggio, protezione civile, mobilità  ed infastrutture della stessa regione. Bartolini, nell’annunciare la nomina spiega:  “La scelta di Moretti ha tenuto conto indubbiamente delle sue esperienze e del suo curriculum che lo ha visto ricoprire diversi ruoli di direttore e di coordinamento in varie e diverse aree di interesse, quali il Governo del territorio, protezione civile, ricostruzione post sismica, ambiente, e manageriale avendo rivestito anche la qualifica di direttore generale di ente locale. Rilevante è anche la sua produzione scientifica attinente e didattica”.

Contro questa decisione si è scagliato Stefano Lucidi, senatore spoletino del Movimento 5 Stelle, che sulla base di un articolo di questi giorni del Corriere dell’Umbria sottolinea come questa nomina strida col fatto che solo 10 pratiche per la ricostruzione sono state autorizzate. “I numeri della disfatta sono impressionanti – scrive Lucidi in una nota -, delle migliaia di istanze in corso, circa 1000 riguardano la ricostruzione pesante, di cui 100 per danni gravi. Di queste ne risultano autorizzate 10 mentre i cantieri finiti sono 3. Per i danni lievi 95 cantieri e 550 pratiche ancora in istruttoria. Numeri allarmanti per un territorio che vede cadere in queste ore la prima neve dell’anno e che sente confermare i propri timori e cioè che la ricostruzione è ferma al palo”.

Numeri e cifre. Ludici prosegue: “Chi è che nell’articolo del CdU sciorina queste cifre? Indovinate? È proprio Moretti, chiamato in causa però nella nuova veste di Direttore Generale della Regione, che certifica i dati fallimentari dell’altro suo ufficio, quello di Foligno, l’ufficio speciale per la ricostruzione. Insomma una impasse davvero imbarazzante”. Sottolinea Lucidi. Alla luce di questo “curriculum” le motivazioni addotte dall’Assessore Bartolini suonano a dir poco stonate e fuori luogo! – insiste il Senatore – Cosi come fuori luogo era apparso fin da subito il fatto che il direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione risultasse contemporaneamente anche progettista di alcune opere temporanee, quelle relative al famoso Deltaplano di Castelluccio”. Come stonato risulta anche il salto economico fatto perché per il coordinatore dell’USR i compensi si attestano su circa € 94.000 annui (dato regione 2017-2018) e 84.000€ nel 2016, mentre per un dirigente regionale si arriva alla cifra di 120.000€. In effetti l’USR vede tra le competenze dichiarate solo: “la gestione relativa alle richieste di contributo presentate dai soggetti privati relative alle delocalizzazioni temporanee delle attività produttive”, mentre paradossalmente il coordinatore ha come compito quello di decidere: “in ordine ai conflitti di competenza tra le unità organizzative dell’U.S.R. Umbria”.

Ripensare tutto.  “Allora, molto modestamente – conclude il senatore – credo sia davvero arrivato allora il momento, dopo il ridimensionamento dei vice-commissari al terremoto, di ripensare anche questo tassello del modello emiliano importato in Umbria, un peccato originale che ha permesso di utilizzare norme e criteri simili per due territori completamente differenti; come lo stesso sistema informatico MUDE prestato dalla regione Piemonte la dice lunga sul caos amministrativo che è stato fatto in Umbria. Occorre invece – conclude la nota – riportare le competenze dove erano prima: nei Comuni anzi tutto con i loro archivi edilizi e urbanistici, i catasti; all’ufficio sismico regionale, attivo e funzionante, e anche ripristinare delle vecchia ma buone pratiche, cioè l’uso del genio militare in tempo di emergenza.Ecco, questo nostro grande paradosso umbro la dice lunga su quanto sarà importante la data del 2020 per cambiare finalmente e completamente la classe dirigente umbra”.

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