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Sisma e ricostruzione, il ddl regionale presentato in Commissione

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Sisma e ricostruzione, il ddl regionale presentato in Commissione

Redazione
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Operai al lavoro a Norcia per la ricostruzione post sisma

PERUGIA – Un disegno di legge che punta allo “sviluppo economico delle aree colpite, alla semplificazione, alla sicurezza reale e percepita, alla qualità dell’edilizia con l’utilizzo di tecnologie innovative, alla prevenzione”. Sono questi gli obiettivi del ddl ‘Norme per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016 e successivi’ illustrati dalla presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, dal direttore regionale ‘Governo del Territorio e Paesaggio’, Diego Zurli e dal coordinatore dell’Ufficio speciale ricostruzione Umbria, Alfiero Moretti, nel corso della riunione di ieri della Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega.

Partecipazione Prima di dare corso all’illustrazione del documento, che interviene sulla modifica ed integrazioni di leggi regionali vigenti, è stata sottolineata l’ampia partecipazione in fase di predisposizione dello stesso attraverso incontri seminariali con soggetti tecnici ed istituzionali, oltre al confronto all’interno del Tavolo generale con tutti i portatori di interesse. Sul documento, la Commissione aprirà una nuova fase partecipativa (31 luglio con gli ordini professionali ed il primo agosto con i portatori di interesse), alla quale seguirà, a fine agosto, l’analisi dell’articolato tenendo conto anche delle eventuali proposte che potrebbero emergere nel corso delle varie audizioni, alle quali prenderanno parte anche i tecnici dell’assessorato.

Emergenza fino al 31 dicembre La presidente Marini, prima dell’illustrazione del disegno di legge (effettuata dall’architetto Zurli), ha tenuto a precisare che la conversione in legge, di alcuni giorni fa, del decreto del Governo ‘55/2018’ (decreto sisma) contiene la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2018, ma non quella relativa alla struttura commissariale, con il personale degli enti locali, assegnato ai Comuni, che decadrebbe così il prossimo 31 dicembre, a meno che il Parlamento non intervenga nuovamente ed in tempi congrui. La presidente Marini ha anche evidenziato la previsione di altre innovazioni che potrebbero modificare alcune parti della proposta legislativa in questione, per questo la Giunta si riserva la predisposizione di modifiche, attraverso emendamenti che verranno trasmessi alla Commissione. Modifiche riguarderebbero, soprattutto, gli abusi edilizi (tema modificato da legge nazionale) e piccole difformità, questioni su cui le Regioni non possono intervenire direttamente con norma primaria. Se la norma nazionale avesse quindi bisogno di una norma attuativa, questa verrebbe inserita nel disegno di legge in discussione.

Master plan Marini ha tenuto a rimarcare l’importanza di dare vita ad una ricostruzione strutturale degli edifici, ma anche e soprattutto guardando a quella sociale ed economica di tutti i territori interessati dal sisma e quindi dalla ricostruzione. Per contribuire a raccordare la fase di ricostruzione con quella dello sviluppo delle aree maggiormente colpite viene previsto il ‘Master plan’ per lo sviluppo della Valnerina. L’obiettivo è utilizzare la ricostruzione come occasione di riqualificazione del territorio e degli insediamenti, sia a livello paesaggistico che della sostenibilità ambientale, puntando con decisione alla valorizzazione delle attività economiche che rappresentano le maggiori qualità del territorio.

Più sicurezza Il Ddl punta alla riduzione vulnerabilità sismica e al rafforzamento, con gli strumenti e le scelte disponibili nel campo delle attività edilizie ed urbanistiche, della percezione di sicurezza delle popolazioni, al fine di scongiurare ogni possibile fenomeno di abbandono e porre le condizioni per un “convinto e sereno” radicamento della residenza e delle attività economiche in un territorio che vede ripetersi con frequenza eventi sismici molto rilevanti.

Strumenti Viene affrontato il tema delle delocalizzazioni, laddove le condizioni delle aree di sedime attuali di edifici e insediamenti, anche a seguito di indagini aggiornate, non siano in grado di garantire sicurezza o laddove essa consenta di incrementare la sicurezza degli insediamenti e degli spazi pubblici. Non sono previsti, inoltre, nuovi strumenti urbanistici. Previsto invece per tutti i Comuni del cratere un migliore raccordo con la pianificazione dei protezione civile. I Comuni maggiormente colpiti potranno disporre di un utilizzo particolarmente snello e flessibile degli strumenti esistenti, raccordando espressamente alcune procedure e riconducendo alcuni pareri in seno alla Regione, anche mediante conferenze di servizi, in modo da comprimere i tempi delle procedure, senza sacrificare i processi di partecipazione e disciplinando, ove possibile, anche i cosiddetti ‘tempi di attraversamento’ tra una fase e l’altra. Viene imposta la contestualità della parte strutturale dei piani con quella operativa.

Ripianificazione Particolare attenzione viene posta alla ripianificazione, per riqualificare e mettere a sistema le aree trasformate a seguito del sisma e delle attività svolte nella fase di emergenza. Dal punto di vista edilizio si prevedono, con diversi gradi di flessibilità, interventi che riguardano l’assetto planivolumetrico degli edifici (aree di sedime, sagome, varianti del numero dei piani etc.), con particolari attenzioni anche agli edifici che presentano contiguità strutturale con altri immobili.

Utilizzo per fini abitativi Un ulteriore elemento di novità del disegno di legge è quello che consente l’utilizzo temporaneo a fini abitativi delle pertinenze degli edifici, a particolari condizioni. In materia di deposito e autorizzazioni sismiche viene specificato il raccordo fra le attività degli uffici regionali del Genio Civile e dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria. Nel testo viene anche proposta la proroga dei termini per l’ultimazione dei lavori di riparazione e ricostruzione di edifici privati danneggiati dal sisma del 1997, in molti casi ormai giunti ad avanzato stato di realizzazione. Vengono anche stabiliti termini più ampi per la produzione, da parte dei beneficiari del contributo, della documentazione necessaria ai Comuni per la definizione ed approvazione finale delle pratiche concessorie, nonché l’erogazione del saldo del contributo.

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