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Riccardo Piervittori, l’artista del capello: “Il mio non è un lavoro, è una scelta di vita”

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Riccardo Piervittori, l’artista del capello: “Il mio non è un lavoro, è una scelta di vita”

Redazione cultura
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Riccardo Piervittori all'opera

di Marcella Cecconi

PERUGIA – Riccardo Piervittori è un noto hair stylist umbro. Dopo aver intrapreso studi artistici, ancora giovanissimo, inizia a lavorare presso i più famosi saloni perugini (Oliviero, Lamberto Tosti). Nel 1998 apre la prima attività in proprio. La sua formazione stilistica avviene a Londra, presso le accademie Hob e Saco; nella capitale britannica, inoltre, ha modo di studiare con i celebri hairdresser Vidal Sassoon e Trevor Sorbie. Durante la sua lunga carriera cura l’hair styling di numerosi artisti, sia nazionali che esteri. In qualità di formatore, collabora con le migliori aziende di prodotti per capelli.

Riccardo sei un amante dell’architettura e del design, e hai frequentato l’Istituto d’Arte Bernardino di Betto: ti consideri ‘semplicemente’ un hair stylist o interpreti la tua professione come una possibile forma di espressione artistica?

“Innanzitutto ciao! Personalmente considero il mio lavoro uno tra i mestieri più antichi, e riferendomi ad esso mi piace definirlo una “scelta di vita”. È una professione artigiana, come ne sono rimase poche.”

Parlando del tuo lavoro, affermi: “Nella vita ho avuto la fortuna di poter fare ciò che amo”. Come nasce la tua passione?

“Sono sempre stato una persona molto indipendente, uno a cui piace fare le cose, trasformarle e, magari, interpretarle in maniera personale. Questa professione mi ha incuriosito sin da piccolo; in famiglia mi dicevano di studiare o di cercare un lavoro, ma io, in realtà, il mio mestiere l’avevo già trovato!”

Cosa consiglieresti ad un giovane che volesse intraprendere la tua stessa carriera?

“Il mio consiglio, innanzitutto, è questo: ‘scegliete il mestiere che vi piace e non lavorerete nemmeno un giorno’. Il nostro è un lavoro nobile fatto di sentimenti, gesti, segreti e sguardi; siamo noi che possiamo decidere come, dove e quando. Se un giovane è attratto da questo mestiere non si deve fermare al salone; quello è solo il punto di partenza, il mondo è grande e la nostra professione è un ottimo lasciapassare. Quindi forza ragazzi!”

L’hair style, esattamente come la moda, presenta le sue ‘collezioni’ che si rinnovano ad ogni stagione: quali saranno le tendenze taglio e colore per l’anno 2017?

“La parola moda deriva dal termine latino modus, nell’accezione di ‘modo di essere’. In questa prospettiva mi sento di suggerire che tutti noi dobbiamo trovare il nostro mood e poi interpretarlo al meglio. Siamo individui unici e quello che ci riveste è solo un involucro, perciò prendiamo ciò che ci piace e ci fa stare bene e reinterpretiamolo: è questa la vera moda!”

Un bravo hair stylist sa capire le esigenze della cliente, leggendo fra le righe e cogliendo le sfumature della personalità. Quanto conta l’aspetto psicologico nella tua professione?

“L’aspetto psicologico credo che sia una delle chiavi di lettura possibili, un approccio che ti permette di andare al di là dell’apparenza fisica e dell’immediatezza di giudizio. Bisogna scavare oltre la superficie perché talvolta la persona che ci siede dinanzi non è stata capita, oppure è stata incasellata in dei cliché stereotipati. Non si dovrebbe mai dire: ‘Sei alla moda solamente se appari così’.”

Lo stile personale trascende i canoni convenzionali della bellezza: meglio essere alla moda o essere se stessi?

“Sempre meglio esser se stessi. Sostanza o non sostanza? Essere o apparire? Ecco le grandi questioni. Essere alla moda, secondo me, significa non aderire ad uno stile precostituito.”

La tua professione segue di pari passo il mondo della moda e dello spettacolo: sfilate, shooting fotografici, eventi e quant’altro. Che esperienze vanti in questi settori?

“Non posso vantarmi… Ammetto, però, di essere stato fortunato ed aver incontrato delle persone che mi hanno dato delle grandi opportunità. Da oltre 15 anni giro nei set fotografici, e ho lavorato con diversi personaggi del mondo dello spettacolo e del cinema. Ho partecipato ad eventi molto prestigiosi quali il Festival del Cinema di Venezia, e a sfilate di ogni tipo, dal Fashion Week di Milano al Pitti di Firenze. Inoltre ho collaborato con diverse aziende di moda nella realizzazione delle immagini per le campagne pubblicitarie. Insomma posso dire di aver vissuto situazioni di ogni genere… Ma la cosa che mi ha dato maggiori soddisfazioni è stata senza dubbio il mio lavoro di formatore, che ho svolto sia in Italia che all’estero.”

Oggi le donne si stanno affrancando dal concetto di tempo, riuscendo ad interpretare con stile e con gusto gli anni che passano. Molte si rifiutano di coprire i capelli bianchi e il “grigio” viene vissuto con orgoglio e leggerezza. È questo il futuro?

“Credo e spero di sì. Ma c’è una cosa che vorrei puntualizzare rispetto a questa tendenza: quante donne hanno uno stile cosi sicuro e netto da potersi permettere di ‘indossare’ con disinvoltura il ‘bianco’ o il ‘grigio’? A voi la risposta…”

Il capello, come ogni parte del corpo, invecchia con noi e subisce tutta una serie di trasformazioni: cosa suggerisci per mantenere una capigliatura che sfida il tempo?

“Come ogni altra parte del corpo, anche la vita del capello è influenzata dei fattori fisiologici oggettivi: molte volte credo che questi ultimi vengano trascurati per svariati motivi. I capelli sono un patrimonio che ci accompagna per tutta la vita: non trascuriamolo! Affidiamoci a professionisti, che possano consigliarci al meglio. Oggi esistono apparecchiature nuove, sofisticate, che possono dare un’immediata risposta a qualsiasi problema. Per ultimo non dimentichiamo che il dottore dei capelli si chiama tricologo!”

Noi siamo quello che mangiamo: quali sono gli alimenti più adatti alla salute del capello?

“Credo che mangiare tutto e bene sia la risposta più intelligente, senza cadere nei luoghi comuni di filosofie, mode, antimode, eccetera. La nostra cultura conserva il segreto della sana alimentazione: torniamo indietro e guardiamo come mangiavano i nostri nonni, e prendiamo spunto dalla dieta mediterranea che si basa sulla stagionalità dei prodotti. Inoltre non trascuriamo un po’ di attività fisica, quando i nostri impegni ce lo consentono.”

L’inverno è alle porte. Quali sono i tuoi consigli per proteggere la capigliatura dalle intemperie?

“Ci sono tutta una serie di prodotti per la salute del capello, calibrati e studiati per ciascuna stagione. L’indicazione di base rimane comunque quella di evitare i trattamenti più aggressivi. Seguiamo sempre la natura, nella forme e nei colori: in fin dei conti lei non sbaglia mai!”

Nel tuo carnet sono presenti i nomi di diversi vip, fra i quali la nostra conterranea Laura Chiatti. Regalaci qualche ricordo ‘da star’.

“Non amo parlare di situazioni vissute con personaggi famosi, mi piace rispettare la privacy di tutti. Non si deve tradire la fiducia che le persone ci accordano, rivelare le loro confidenze o raccontare episodi riservati. E poi, in fin dei conti, siamo tutti uguali.”

Ho letto che hai messo ‘le mani in testa’ a Ryuichi Sakamoto, un’icona della mia generazione. In quale occasione?

Ė successo a Venezia. Ti posso dire che è una persona fantastica, che non ha bisogno di apparire, e che si comporta come se nessuno si accorgesse di lui. Nel suo caso si può davvero parlare di stile e di sostanza.”

Chi viene nel tuo salone sa che potrà vivere una raffinata esperienza sonora. Che rapporto hai con la musica e quanto conta nella tua vita?

“La musica per me è tutto, è la colonna sonora che accompagna la mia vita. Chi mi conosce sa bene che adoro ricercare musica non commerciale e che non sopporto i programmi radio. Ogni persona e ogni ambiente, ha un colore, un clima e una certa energia: la musica è ciò che fa da collante.”

Avanguardia o tradizione: qual è lo stile ‘ideale’ di Riccardo Piervittori?

“Avanguardia o tradizione, come dire passato o futuro… Io ti rispondo ‘presente’ con la conoscenza del passato, e quindi ‘tradizione’, ma unito alla curiosità rispetto al futuro, e quindi ‘avanguardia’. Diciamo che il ‘presente’ è essere te stesso.”