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Reporta Bankitalia, Umbria che cresce poco e con imprese poco innovative

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Reporta Bankitalia, Umbria che cresce poco e con imprese poco innovative

Redazione economia
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Il direttore Bankitalia di Perugia Nicola Barbera

PERUGIA – Un’ Umbria che “vivacchia”, che nel 2018 ha continuato a crescere ma a ritmo molto debole, inferiore a quello del resto del Paese, che stenta nella fase di ripresa dopo la crisi e che continua a risentire di problemi di carattere strutturale: è quella fotografata dall’ annuale rapporto sull’economia della regione, realizzato dalla Banca d’Italia e presentato a Perugia. Qualche timido segnale positivo arriva dall’occupazione giovanile.

Chi funziona “Molto bene” l’export, bene l’alimentare, l’agroalimentare in generale, i metalli e l’abbigliamento di lusso. “Frena” invece il settore della meccanica, in particolare nei mezzi di trasporto. “Indeboliti” consumi e investimenti. A presentare il rapporto il direttore della filiale perugina di Banca d’ Italia, Nicola Barbera, insieme al team del nucleo per la ricerca economica di Bankitalia Umbria, coordinato da Paolo Guaitini. “I dati del 2015 e del 2016 – ha detto Berbera – facevano sperare in una evoluzione diversa e, invece, in questo momento siamo in una fase di rallentamento dell’ economia”. Qualche nube si intravede anche sulle prospettive per l’anno in corso, in cui “grava – emerge dal rapporto – l’accresciuta incertezza sull’ evoluzione della situazione economica italiana e internazionale”.

Punti dolenti Secondo i ricercatori tra i fattori che frenano lo sviluppo dell’economia regionale ci sono la “bassa produttività del lavoro” e il “contenuto grado di innovazione delle imprese”. “Nel 2018 – ha spiegato Guaitini – le imprese migliori, quelle più dinamiche sono andate un pò meno bene. Il problema della regione è che c’ è una quota molto ampia di imprese, quelle piccole, poco innovative, poco produttive che oramai sono una decina di anni che presentano indicatori negativi e sono in grande difficoltà. L’ anno scorso anche le migliori hanno avuto,soprattutto nella seconda parte dell’ anno, qualche frenata e difficoltà che si sta confermando con una incidenza ancora più marcata anche nei primi mesi del 2019”. Si stabilizza nel 2018 la produzione agricola, dopo la flessione del biennio precedente, mentre quella industriale ha mostrato un progressivo rallentamento, con un calo degli ordini concentrato tra le piccole imprese.

Andamento L’ andamento è rimasto “vivace” nei comparti dell’alimentare, dell’abbigliamento e della siderurgia, che hanno beneficiato dell’ accelerazione delle esportazioni (+8,7 per cento nel complesso). Lievi segnali di recupero arrivano nell’ edilizia, sia residenziale sia pubblica, complice, secondo i ricercatoti, anche se in misura ridotta, l’ avvio della ricostruzione post terremoto. In calo le vendite commerciali, in particolare per i piccoli esercizi al dettaglio, mentre tiene la grande distribuzione.

Turismo Tornano sopra i livelli pre-terremoto i flussi turistici della regione, anche se rimangono invariati rispetto a inizio anni Duemila. Per quanto riguarda il mercato del lavoro restano stazionari i livelli occupazionali. Tra i lavoratori dipendenti sono tornate ad aumentare le assunzioni a tempo indeterminato. Scende al 9,2 per cento il tasso di disoccupazione “per la minore offerta di lavoro – si legge nel rapporto – connessa anche con un’ accresciuta partecipazione dei giovani ad attività di studio e formazione” mentre tra i disoccupati la quota di coloro che percepiscono un sussidio è aumentata e risulta superiore alla media nazionale. Migliora la valutazione delle famiglie sulla propria situazione economica: il reddito disponibile si è lievemente incrementato (+0,7 per cento).

Povertà L’ incidenza delle situazioni di povertà assoluta è rimasta, invece, elevata mentre la distribuzione del reddito da lavoro si mantiene tuttavia più equilibrata rispetto all’ Italia. Per quanto riguarda il mercato del credito, crescono i finanziamenti alle famiglie e riprende la domanda di mutui per l’ acquisto di abitazioni, mentre la crescita dei finanziamenti all’ economia ha rallentato, fino ad annullarsi e i prestiti alle imprese sono tornati a diminuire. Per quanto riguarda, infine, la finanza pubblica, nel 2018 si è registrato un lieve aumento della spesa delle amministrazioni locali, anche per i rinnovi contrattuali del personale. Accelera l’attuazione dei programmi comunitari che resta tuttavia inferiore al resto del Paese.

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