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Renzi fonda Italia Viva, ma Anna Ascani a sorpresa resta nel Pd: “Non me la sento di lasciare”. Movimenti sul territorio

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Renzi fonda Italia Viva, ma Anna Ascani a sorpresa resta nel Pd: “Non me la sento di lasciare”. Movimenti sul territorio

Redazione politica
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Anna Ascani dopo il giuramento da sottosegretario

PERUGIA – Italia Viva è il nome del partito che Matteo Renzi fonderà alla Leopolda e anche quello che prenderanno i gruppi parlamentari che l’ex sindaco di Firenze si appresta a formare dopo la formalizzazione del suo abbandono del Pd. Lo seguiranno molti più parlamentari del previsto: 25 deputati – che si accingeranno quindi a formare un gruppo a parte – e 15 senatori.Questi ultimi, per via del regolamento del Senato che non consente la formazione di nuovi gruppi, diversi da quelli di partenza, aggireranno la norma – che altrimenti li costringerebbe a formare un sottogruppo del misto – chiedendo ospitalità al socialista Riccardo Nencini e quindi probabilmente si formerà un gruppo denominato Italia Viva-Psi, o viceversa.

Parlamentari Due i parlamentari umbri che seguiranno Renzi, i senatori Nadia Ginetti e Leonardo Grimani, con quest’ultimo che si accinge quindi a lasciare anche la carica di segretario comunale del Pd.

Ascani. A sorpresa, resta nel Pd Anna Ascani. La deputata tifernate e viceministro dell’istruzione, in un lungo post ha spiegato i motivi: “Mi sono iscritta al Partito Democratico a 19 anni, nel 2007, quando al posto della tessera alle primarie ti davano un cartoncino con su scritto “sono un fondatore”. È ancora appeso nella mia cameretta in casa dei miei. Mi sono iscritta perché volevo cambiare il mondo. Ed era un obiettivo serissimo. Ho imparato quasi subito a frequentare il circolo, ad attaccare i manifesti, a organizzare volantinaggi, a montare banchetti sotto la pioggia. Ho imparato che c’era qualcosa di bello nel condividere la militanza e che quel che mi pareva superato e vecchio era invece prezioso perché mi permetteva di crescere in squadra, dal basso, lavorando per qualcosa di più grande dei destini individuali. Ho conosciuto così la mia migliore amica e il migliore amico. Che sono ancora qui a sopportarmi. Lo so che il mondo è cambiato e che non si può far politica con la nostalgia. So che il Partito Democratico ha enormi problemi. E che certe vecchie liturgie e meccanismi si sono mangiati, nel tempo, gran parte del progetto che insieme avevamo costruito dodici anni fa. So che se vuole sopravvivere il PD deve cambiare. Ma so anche che noi “nativi”, che non eravamo “ex” di niente, abbiamo ereditato qualcosa di straordinario. Forse quasi inconsapevoli, insieme a quel cartoncino, abbiamo raccolto il testimone di storie che hanno fatto la Storia di questo nostro Paese. Non cenere da contemplare, ma un fuoco da tenere acceso. Ecco io oggi non me la sento di lasciare la mia storia alle spalle, così. Non me la sento di lasciare questo partito che mi ha dato moltissimo in tanti anni”.

In Umbria A livello locale, la lista degli ingressi sarà molto vasta, visto che quasi certamente usciranno dal Pd i comitati Ritorno al Futuro, il progetto lanciato da Renzi mesi fa. Fra i quali, per esempio, c’è la consigliera comunale di Perugia Emanuela Mori, moglie di Marco Vinicio Guasticchi.

Non c’è. Quest’ultimo, però rimarrà nel Pd. L’ex presidente della provincia di Perugia, scrive: “Appartengo e rimango nel Pd, quello del 2007 del Lingotto di Veltroni, più convinto che mai, senza rinnegare  passato, amicizia e stima per Matteo Renzi, con cui, fra i primi in Umbria, anche fra qualche scherno e indici puntati, ho condiviso un lungo percorso». Anche l’attuale inquilino di Palazzo Donini, Fabio Paparelli, non ha dubbi: «Matteo Renzi ha scelto di percorrere un’altra strada. È legittimo che ognuno segua la propria idea di Paese e con i mezzi che ritiene più idonei. Secondo me dividersi ora è un errore e me ne dispiace. Però il momento impone di guardare avanti. Di costruire e non abbattere. Di dare vita ad un nuovo progetto politico in particolare per l’Umbria”.

Giacomo Leonelli, altro renziano, dice di restare a disposizione del Pd. Come lui resta nel Pd Fabio Paparelli, in queste ore candidato dal Pd a consigliere regionale per Terni e che del resto era già da tempo sceso dal carro renziano. Ma dopo le elezioni regionali non si escludono clamorose sorprese.

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